Arte contemporanea

Part 1, la giovane arte contemporanea alla Galleria Bonomo di Roma

La giovane arte italiana

Esperimento spaziale, operazione di scouting, dialogo tra materiali e linguaggi, valorizzazione di proposte: queste e altre definizioni possono essere utili per descrivere “Part 1”, la nuova mostra collettiva allestita dalla Galleria Alessandra Bonomo, a Roma.

A confermarlo è la voluta genericità del titolo, in cui l’elemento numerico annuncia il verificarsi, in un prossimo futuro, di occasioni similari per  scoprire la giovane (o giovanissima) arte italiana.

Protagonisti dell’esposizione romana sono quattro artisti assai diversi per modi e mezzi espressivi, se non proprio agli esordi di certo all’inizio della carriera (benché alcuni abbiano già esperienze espositive importanti alle spalle), depositari di ricerche di cui si percepisce l’intrinseca qualità.

Part 1, gli artisti e le opere

Una mostra che non forza le opere cercandone a tutti i costi aspetti comuni, ma al contrario salvaguarda l’individualità di ciascun artista, oltre a voler far scoprire e valorizzare la scena artistica contemporanea.

Simone Pappalardo, il più maturo dei quattro artisti in mostra anagraficamente parlando, presenta un’opera quale Orchestra Fragile.

Creata per il Media Art Festival 2017 – a seguito di una residenza d’artista presso il Goethe Institut di Berlino, e poi presentata al MAXXI – essa è un’installazione, e insieme uno strumento, attraverso cui l’artista rende omaggio alla capitale tedesca e alla sua storia.

Composta da una serie di ampolle in vetro e fili di rame, l’opera produce un suono che accompagna il pubblico lungo tutto il percorso, risuonando in ogni sala e perfino all’esterno della galleria. Una creazione in linea con lo scopo dell’artista, che è sempre stato quello di instaurare, mediante il suono, una relazione con lo spettatore e il contesto.

Nella dimensione installativa si esprime anche Lulù Nuti, impegnata a interpretare gli spazi e la loro vivibilità. Lo testimoniano le due opere in mostra, Orizzonte Sestante e Cardiograms, entrambe create durate la residenza “The Owner’s Cabin” a bordo della nave cargo “Cielo d’Italia”.

Scultura e pittura sono, infine, i mezzi con cui si esprimono rispettivamente Ruspoli e Scarpa.

Baldassarre Ruspoli sonda le potenzialità inespresse dei materiali di recupero, prevalentemente da costruzione. In mostra firma una coppia di alte sculture in legno, connotate da una costruzione modulare e una tensione verso l’alto potenzialmente illimitata. Un omaggio a Costantin Brancusi e alla sua colonna infinita.

Una ricerca prettamente pittorica, fondata sull’attenzione verso gli effetti grafici e coloristici è quella infine di Delfina Scarpa, che ritrae donne, animali e paesaggi immaginari, dando corpo ad un vasto repertorio di immagini sospese.

Una schiera di busti, colorati e ammiccanti, tratti da culture differenti, ammantati da abiti sontuosi e cosmopoliti, che pone lo spettatore dinanzi ad un’umanità in rosa altera ed elegante.

La mostra, dove e quando

Part 1, 25 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018, Galleria Bonomo, via del Gesù 62, Roma. Ingresso gratuito. Per maggiori informazioni: http://www.bonomogallery.com/?page_id=8

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