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Giambattista Piranesi in mostra a Pesaro

Giambattista Piranesi, le opere

Giambattista, o Giovanni Battista, Piranesi (Mogliano Veneto 1720 – Roma 1778), architetto e incisore italiano, si formò a Venezia in ambiente neopalladiano, con Lucchesi e Zucchi, fu poi a Roma dove apprese la tecnica dell’incisione e il gusto dei paesaggi e delle rovine, che disegnò a lungo.

Un primo risultato di questi studi fu la Prima parte di architetture e prospettive (Venezia, 1743), una raccolta di incisioni che non ebbe grande successo. La fama di incisore di Piranesi si affermò, piuttosto, con le successive raccolte Le carceri (1750) in cui è visibile l’influenza di Rembrandt, che è alla base dello spirito romantico con il quale interpreta queste misteriose fantasie architettoniche, e dei veneziani Ricci e Tiepolo, cui si deve il raffinatissimo uso coloristico dei contrasti di luce e ombra.

pietro labruzzi ritratto postumo di giovanni battista piranesi
Pietro Labruzzi, Ritratto postumo di Giovanni Battista Piranesi, 1779, olio su tela

Seguirono le Vedute di Roma, le Opere varie di architetture, prospettive, grotteschi, antichità sul gusto degli antichi Romani e altre incisioni in cui il Piranesi affermò la sua visione fantasticamente nostalgica del mondo romano.

In seguito andò progressivamente accostandosi all’ambiente neoclassico cui diede una veste pittoresca e largamente romantica, pronta a cogliere la grandiosità del mondo romano, sentito come un ideale eroico: in questo clima furono concepite le Antichità romane (1756) e il trattato Della Magnificenza et Architettura dei Romani (1761), con cui entrò in polemica con i Francesi sostenendo la superiorità dei Romani sui Greci.

giovan battista piranesi vedute di roma fontana di trevi
Giovanni Battista Piranesi, Vedute di Roma: Fontana di Trevi, 1748

L’espressione più evidente di questo modo di intendere l’antichità è poi l’unica opera architettonica del Piranesi, la sistemazione della piazza, della villa e della chiesa dei Cavalieri di Malta a Roma (Santa Maria del Priorato, 1765 circa), composta con elementi romaneggianti interpretati però con una grazia severa e pittoresca e una sensibilità per la luce calma e diffusa che rivelano i persistenti rapporti con la cultura settecentesca.

Al termine della vita i collegamenti con l’ambiente neoclassico si accentuarono tanto che l’ultima raccolta di incisioni (1778) costituirà uno dei repertori più sfruttati dai decoratori neoclassici.

Giambattista Piranesi, il sogno della classicità

Dedicata al noto architetto e incisore è la mostra “Giambattista Piranesi – Il sogno della classicità” presso i Musei Civici di Palazzo Mosca, a Pesaro. Settanta opere grafiche da tre celebri serie di incisioni – dedicate alle carceri, alle vedute e alle antichità di Roma – svelano il sogno neoclassico dell’artista, affascinato dalla grandezza del passato antico, tra magnificenza e sentimento del sublime.

Un sogno che rivive nel Palazzo Mosca, già storica dimora della nobile famiglia Mosca, la quale ospitò a suo tempo il generale francese Napoleone Bonaparte che sul neoclassicismo costruì una visione politica funzionale al suo Impero.

cortile dei musei civici di palazzo mosca
Musei Civici di Palazzo Mosca, cortile

La rassegna prende ispirazione proprio da questa visita che il Bonaparte effettuò a Pesaro, tra il 6 e 7 febbraio 1797, ospite di Francesco Mosca, in quel periodo protagonista della cultura illuminista pesarese: a lui si deve l’ammodernamento dell’edificio seicentesco. In virtù dei legami politici e culturali della famiglia il palazzo divenne un vivace cenacolo di intellettuali ed aristocratici.

La mostra, dove e quando

Giambattista Piranesi. Il sogno della classicità, 8 dicembre 2017 – 6 maggio 2018, Musei Civici – Palazzo Mosca, Piazza Vincenzo Toschi Mosca 29, Pesaro. Ulteriori informazioni su biglietti e orari qui.

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