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Il mondo di Giorgio Vasari ad Arezzo

Giorgio Vasari

Pittore, architetto e storico dell’arte, Giorgio Vasari (Arezzo 1511 – Firenze 1574) fu una figura rappresentativa per quel tipo di pittura definita “manierista“.

Il Vasari iniziò il suo apprendistato con studi artistici e letterari nella città natia per poi, nel 1524, trasferirsi a Firenze dove lavorò nelle botteghe di Andrea del Sarto e di Baccio Bandinelli. In seguito alla cacciata dei Medici, nel 1527, tornò ad Arezzo e fu operoso in diverse città fino al 1531, quando seguì a Roma il cardinale Ippolito de’ Medici.

 

I viaggi artistici di Giorgio Vasari

Durante il soggiorno romano, ma  anche dopo, si dedicò alla pittura e al contempo si avviò allo studio dell’architettura. Intraprese anche viaggi, su invito di Pietro Aretino, che lo portarono a conoscere gli affreschi di Giulio Romano a Mantova, quelli del Correggio a Parma e la pittura di Tiziano e altri maestri veneziani.

Protetto dal cardinale Alessandro Farnese, visse a Roma sino al 1553, in stretto sodalizio con i più illustri letterati e frequentando altri artisti, come Michelangelo dal quale fu esortato a dedicarsi con maggior impegno all’architettura.

Vasari-Autoritratto
Giorgio Vasari, Autoritratto, 1566-68 circa, olio su tavola, Galleria degli Uffizi, Firenze

Dal 1554 assolse numerosi incarichi affidatigli da Cosimo de’ Medici, tra cui la decorazione di Palazzo Vecchio e della Fabbrica degli Uffizi a Firenze, ma lavorò anche a Roma, dove Pio V gli commissionò l’affresco di tre cappelle oltre al dipingere gli affreschi illustranti le scene della battaglia di Lepanto nella cappella regia in Vaticano.

Del Vasari è stata molto apprezzata la sua opera di architetto, la sua pittura invece è stata considerata un prodotto minore del manierismo cinquecentesco.

Palazzo-Vecchio-Firenze
Giorgio Vasari, Soffitto di Palazzo Vecchio, 1556-1558

 

Vasari e la storia dell’arte

Giorgio Vasari fu appassionato delle biografie degli artisti: ancora giovane, infatti, nel 1540 cominciò a raccogliere notizie sulla vita e le opere degli artisti e nel 1542, a Roma, organizzò il materiale per le “Vite dè più eccellenti architetti pittori e scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri”, pubblicate in prima edizione nel 1550 e in una seconda edizione, corretta e corredata di notizie per gli anni 1550-1567, nel 1568.

Un’idea, quella di ricostruire la storia dell’arte italiana per biografie, che rispondeva al modello umanistico del periodo. A tutt’oggi, comunque, le “Vite” restano il primo grande libro di storia dell’arte, e si fanno ammirare non solo per la ricchezza delle notizie ma anche per la loro stessa concezione evoluzionistica, che consentì di ridurre in uno schema unitario la storia dell’arte italiana, da Cimabue a Michelangelo, in modo alquanto rigoroso.

 

Museo-Giorgio-Vasari-Arezzo
Casa-Museo di Giorgio Vasari, Arezzo

Il Museo di Casa Vasari

Per approfondire e scoprire meglio l’arte del Vasari si può frequentare la sua casa di Arezzo trasformata in Museo, il Museo di Casa Vasari, “una casa principiata in Arezzo, con un sito da fare orti bellissimi nel borgo di san Vito, nella migliore aria della città”, parole utilizzate proprio dall’artista toscano per descrivere la sua casa, acquistata nel 1541.

Attualmente è possibile, tra l’altro, visitare al suo interno la mostra “Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo. La Speranza e altre storie del Soffitto di Palazzo Corner-Spinelli”, un’occasione unica nella quale si mette in mostra al pubblico, e per la prima volta, l’Allegoria della Speranza, uno degli scomparti del soffitto realizzato e dipinto dal Vasari nel 1542 a Venezia, andato disperso e poi per fortuna recuperato e ricostruito.

 

Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo, dove e quando

Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo. La Speranza e altre storie del Soffitto di Palazzo Corner-Spinelli, 8 giugno – 9 settembre 2018, Museo di Casa Vasari, Via XX Settembre 55, Arezzo. Per orari e biglietti vedere qui.

6 commenti

  • Katja

    Il Vasari è stato tra i miei maggiori incubi durante l’università: uno di quei nomi che devi assolutamente studiare in tutte le salse e saperlo in tutte le lingue. Però non mi dispiacerebbe poter visitare la sua casa diventata museo: nei miei prossimi viaggi in Toscana avevo già segnato Arezzo!

    • Maria Curci

      Io invece non ho studiato storia dell’arte avendo scelto inizialmente altri percorsi, e ti devo dire la verità: ho scoperto come si pronuncia esattamente “Vasari” guardando un film su Michelangelo. Ero convinta l’accento andasse sulla prima A e non, invece, sulla seconda. Comunque si, le case dei grandi artisti specie se appartenuti ad epoche così lontane da noi ma, al contempo, così affascinanti sono sempre una grossa attrattiva.

  • Stefania

    Sai che nel Vasari si cita un altro grande artista di Caravaggio (che non è Michelangelo Merisi e non sono nemmeno io? 🤪)
    Si chiama Polidoro Caldara citato da V. come un grande, al pari di Michelangelo e Raffaello ma purtroppo dimenticato.
    Chissà se un nuovo Longhi sarà in grado di riportare in auge anche il lavoro di questo mio concittadino…

    • Maria Curci

      Sai che non lo conosco proprio? Devo andare a documentarmi allora! Beh dai, tra un po’ di anni magari si potrà dire che il comune di Caravaggio ha dato i natali a Polidoro Caldara ma anche a Stefania Bressani! Mi candido io tra le tue possibili biografe. Che ne dici? 😀

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