Musei da scoprire

Il Museo Archeologico di Santa Scolastica, a Bari

Il complesso di Santa Scolastica

Qualche giorno fa ho potuto cogliere l’occasione di visitare il Museo Archeologico di Santa Scolastica. Un luogo della mia città, Bari, che non avevo ancora avuto modo di visitare a causa di varie vicissitudini connesse alla struttura stessa, tra trasferimenti di sede (inizialmente il Museo era ospitato nell’Ateneo cittadino), chiusure e lavori di restauro, questi ultimi ancora in atto.

Il Museo è collocato nell’ex complesso di Santa Scolastica, che comprende il bastione aragonese risalente al XVI secolo e l’antico monastero di Santa Scolastica, risalente all’XI secolo e situato sulla punta estrema della città vecchia, davanti ad un gran bel panorama con tanto di vista mare poiché ubicato proprio di fronte al Lungomare Imperatore Augusto.  A tutto ciò si aggiunge anche l’area archeologica di San Pietro, connessa sempre al Museo.

entrata museo archeologico di santa scolastica a bari

Santa Scolastica, chi era

Una struttura dedicata appunto a Santa Scolastica, patrona delle suore benedettine. Fu sorella di Benedetto da Norcia (Norcia 480 circa – Piumarola, presso Montecassino, 547) e secondo San Gregorio Magno (libro II dei Dialoghi) si consacrò a Dio fin dall’infanzia e visse poi sempre vicino al fratello, fondando un monastero femminile poco distante da Montecassino, a Piumarola (in provincia di Frosinone, nel Lazio).

Un’antica tradizione racconta che le sue reliquie e quelle del fratello fossero state trasportate in Francia, nel monastero di Fleury, ma nel 1950 vennero scoperte a Montecassino.

Da alcune opere di eruditi pugliesi come l’Historia del Monasterio di Santa Scolastica, scritta fra Seicento e Settecento, è emersa una storia della santa ricca di eventi inspiegabili come apparizioni e miracoli.

lastra sepolcrale della badessa adriana gerumda
Lastra sepolcrale della badessa Adriana Gerumda

Il monastero di Santa Scolastica a Bari

Il monastero barese, fiorente fino a tutto il XVIII secolo, fu sede di una delle più importanti comunità religiose femminili della città. Confiscato alle religiose dopo l’Unità d’Italia, il convento subì diverse modifiche anche a seguito dei danni subiti durante la seconda guerra mondiale.

Nel Novecento, durante gli anni Settanta, la struttura fu sottoposta ad un primo intervento di restauro che mise in luce le originarie costruzioni conventuali.

interno del museo archeologico di santa scolastica
Interno del Museo Archeologico di Santa Scolastica

Il Museo Archeologico Provinciale

Lo storico Museo archeologico della Provincia di Bari invece fu istituito per la prima volta nel 1875 grazie ad un piccolo nucleo di reperti raccolti dal prof. Nitto De Rossi e fu ospitato dapprima nella sede dell’Istituto Tecnico del capoluogo pugliese.

Poi dal 1890 fino al 2001 il Museo è stato spostato nel Palazzo Ateneo dell’Università di Bari dove la Commissione di Archeologia e Storia Patria s’è adoperata per far crescere il numero di reperti anche mediante donazioni, acquisti e lasciti. Dal 2014 il Museo Archeologico Provinciale ha sede presso l’antico bastione di Santa Scolastica, nel centro storico cittadino.

cratere a campana a figure rosso apulo
Cratere apulo a figure rosse  (380-370 a.C.)

Si tratta di uno dei bastioni dell’antica cinta muraria urbana realizzato dagli Aragonesi proprio nei pressi dell’antico monastero benedettino femminile a scopo difensivo, esso serviva infatti a proteggere la città dagli attacchi via mare.

Qui gli scavi hanno riportato alla luce i resti della chiesa medievale dedicata ai santi Giovanni e Paolo, a suo tempo demolita per lasciare spazio alla postazione militare e che rappresenta il nucleo più antico del monastero di Santa Scolastica.

pavimento
I resti dell’antico pavimento risalente all’XI sec. della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

Il percorso di visita

Il percorso di visita, all’interno, lascia intravedere una parte della ricca stratificazione archeologica del complesso, con testimonianze che partono dal villaggio dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.) all’antica cintura muraria cittadina comprese tracce di domus romane e fortificazioni medievali.

Fra le collezioni del museo vi sono ceramiche daune, peucete, apule, messapiche e greche, oltre a sculture in terracotta e in pietra, epigrafi latine e greche, oreficeria varia e oggetti in bronzo.

epigrafe commemorativa
Epigrafe commemorativa ritrovata mutila in uno dei cortili del monastero durante gli scavi degli anni 70

Da una porta laterale si può poi accedere all’esterno, all’area archeologica di San Pietro così denominata perché vi sorse in epoca medievale la chiesa di San Pietro Maggiore, più volte ristrutturata per poi essere demolita in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, da anni oggetto di studi e scavi.

Le mie impressioni

È stata per me una bella esperienza l’aver visitato il Museo Archeologico di Santa Scolastica essendo la prima volta che ci andavo, però devo ammettere che mi aspettavo molto di più: i reperti che ho avuto modo di osservare sono stati molto meno di quelli che immaginavo di trovare, a voler essere sincera.

Sarà che gli interventi di restauro al museo non sono ancora completamente terminati, sarà che il giorno in cui ho espletato la visita c’erano i preparativi per una mostra imminente però un po’ di delusione sotto questo aspetto c’è stata. Oltretutto c’era anche una sala multimediale dove però non m’è sembrato di aver notato alcunché.

anfore vinarie di produzione magnogreca
Anfore vinarie di produzione magnogreca

Concludendo un consiglio, se me lo si permette, che vorrei dare per la promozione e l’individuazione del museo è di evidenziarne l’indirizzo esatto e inserire magari sul percorso che porta ad esso, come via Venezia, una segnaletica che faccia capire dov’è situato esattamente.

E voi, avete avuto modo di visitarlo e, se si, che impressioni vi ha lasciato? Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni!

area archeologica di san pietro
L’area archeologica di San Pietro

Il Museo, dov’è

Museo Archeologico di Santa Scolastica, Piazzale Cristoforo Colombo, Bari. Biglietto intero € 5, ridotto € 3. Per ulteriori informazioni inviare una mail a museoarcheologico@cittametropolitana.ba.it

6 commenti

  • Katja

    Maria, sono contenta che tu abbia iniziato a parlare della tua città! Se continui, ti seguo ancora con più piacere.

    Io mi sono persa dietro i reparti archeologici relativi alla Magna Grecia: è un argomento che vorrei approfondire perché anche Crotone ne è piena (te l’avevo detto che ho origini calabresi?). Spero di poter visitare un giorno Bari.

    • Maria Curci

      Mi fa piacere Katja! A dir la verità ho un progetto in cantiere su Bari, vediamo cosa ne esce fuori.
      Ah, si? Ho letto in effetti che in passato con i tuoi andavate spesso in Calabria e avevo pertanto intuito che dovevi avere origini calabresi!
      Mi farebbe tantissimo piacere se tu riuscissi a venire a Bari, dai dai dai! 🙂

  • MARTINA BRESSAN

    Mi piacciono molto i musei archeologici, pensa che da piccola volevo fare l’archeologa!
    Mi spiace che questo museo non sia ben valorizzato è un peccato… magari come dici tu, attendiamo che finiscano i lavori di restauro.
    In ogni caso se passo per Bari, questa sarà una tappa che vorrò assolutamente fare.
    Il costo del biglietto non mi sembra esoso..

    • Maria Curci

      Ciao Martina! Beh, quello dell’archeologo in effetti è uno dei lavori più interessanti che si possono voler fare da piccoli (ma anche da grandi tutto sommato)!
      Si il Museo è un piccolo gioiello che, a mio parere, dovrebbe essere meglio valorizzato. E poi si, il costo è accessibile (se si è poi studenti o docenti delle facoltà di architettura, beni culturali, lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico, o se si ha meno di 25 anni, si può usufruire del prezzo ridotto).

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