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La Sardegna e l’arte sarda del 900 al Man di Nuoro

La Sardegna è la più importante isola di tutto il Mediterraneo dopo la Sicilia per estensione e popolazione. La sua storia risale ai Fenici che la occuparono a partire dal IX sec. a.C. per poi passare, intorno al 500 a.C., sotto il dominio di Cartagine che la difese con successo, grazie anche all’aiuto degli Etruschi, dai tentativi di colonizzazione dei Focesi senza tuttavia riuscire a pacificare le zone dell’interno.

Lo sviluppo dell’arte sarda nei secoli

Tra le testimonianze artistiche della Sardegna di particolare interesse vi sono le catacombe della chiesa di Sant’Antioco e la chiesa ipogea di San Salvatore a Cabras ricavata da un edificio pagano. Si tratta delle prime testimonianze d’arte cristiana sarda.

Si notano poi le varie tracce del passato in base ai periodi e ai diversi stili, a cominciare dagli influssi bizantini e orientali che caratterizzano le chiese costruite tra il V e il X secolo, come la monumentale basilica di San Saturnino a Cagliari e la chiesa di San Giovanni in Sinis a Cabras (V sec.).

la basilica di san saturnino a cagliari
La Basilica di San Saturnino, a Cagliari. Foto da Sardegna Turismo

Tracce di un romanico arcaico si notano nel santuario della Madonna di Bonacattu a Bonarcado e nella chiesa di Mesumundu a Siligo, con absidi a trifoglio. Il periodo romanico propriamente detto, che si protrasse fino a tutto il XIV sec. mescolandosi poi con le forme gotiche, fu certamente il più alto e interessante di tutta l’arte sarda.

Tra i capolavori del romanico sardo, dove non sono comunque esenti gli influssi toscani e lombardi, vanno ricordate la chiesa di Santa Giusta e la solenne basilica di Tratalias, mentre la chiesa di San Pantaleo a Dolianova mostra temi lombardi eccezionalmente mescolati ad altri di derivazione musulmana. 

Altrettanto interessanti le fortificazioni di Cagliari, caratterizzate da grandiose torri, e i resti di quelle di Oristano.

Con il Rinascimento la Sardegna acquisì uno stile proprio che la differenziò da qualsiasi altra regione italiana. In questo periodo la pittura vide l’attività della Scuola di Stampace, con le opere di Lorenzo, Pietro e Michele Cavaro, quasi tutte raccolte a Cagliari, con quelle di Antioco Mainas e di Andrea Lusso, sardi, e di Ursino Bonocore, Bartolomeo Castagnola e Girolamo Imparato, di origine napoletana.

Con questi artisti si giunge al XVII sec. che vide l’affermarsi dello stile barocco, di gusto spagnolesco (come la grandiosa e sovraccarica facciata della cattedrale di Sassari, eretta a partire dal 1660 circa) oppure di gusto italiano (in particolare genovese: ne sono un esempio la chiesa di San Michele a Cagliari, la cattedrale di Ales, assai simile nella struttura ad alcune grandi chiese liguri).

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La Chiesa di Sant’Anna, a Cagliari. Foto Cagliari Turismo

Nel XVIII secolo compare qualche interessante opera d’architettura barocca piemontese: la chiesa di Sant’Anna a Cagliari e, in particolare, quella di Santa Maria del Carmine, a Oristano, che riecheggia, nella sua grande eleganza, le migliori opere di Bernardo Antonio Vittone.

Allo stile neoclassico infine si devono il campanile di Mores, la facciata e le navate del duomo di Alghero, le chiese di Ozieri e di Tempio Pausania, e le opere di Gaetano Cima, a Cagliari e altrove.

 

L’arte autoctona sarda

La formazione di una vera e propria arte sarda avviene verso la fine dell’Ottocento con l’Esposizione di Sassari (1896), una mostra dovuta all’avvenuta presa di coscienza da parte del ceto intellettuale locale dell’assenza di un’arte sarda vera e propria.

Anche se è con gli inizi del Novecento che nasce una scuola autoctona che porta artisti come Francesco Ciusa, Antonio Ballero, Carmelo Floris e altri a concentrarsi sui temi dell’identità e dell’etnia cercando, al contempo, di “rinfrescare” l’immagine della Sardegna e dei suoi abitanti spesso considerati dei “primitivi”.  

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Anna Marongiu, Illustrazioni per Il Circolo Pickwick di Charles Dickens, inchiostro e acquerello su carta, 1928, Collezione Charles Dickens Museum

Le mostre sull’arte sarda al Man di Nuoro

Dedicata all’arte sarda del Novecento sono due mostre al Museo MAN di Nuoro, tra cui quella dedicata all’artista Anna Marongiu, “Anna Marongiu”, e quella con opere della collezione permanente del museo stesso, “L’ombra del mare sulla collina”.

Anna Marongiu (Cagliari 1907 – Ostia 1941) è stata pittrice, illustratrice, acquafortista e incisore sarda. Si è distinta per un’arte basata su un registro linguistico tra l’umoristico e il drammatico, il comico e il mitologico.

La mostra dedicata all’artista si basa su tre cicli di illustrazioni, ispirati a determinati capolavori letterari, realizzati da lei tra il 1926 e il 1930: Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e Il Circolo Pickwick di Charles Dickens.

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Mauro Manca, L’ombra del mare sulla collina, olio su tela, 1957.

Mentre la rassegna “L’ombra del mare sulla collina” s’ispira ad un’opera dell’artista sassarese Mauro Manca per raccontare in modo nuovo più di un secolo di arte in Sardegna, attraverso disegni, pitture e sculture.

Le mostre, dove e quando

Anna Marongiu, 8 novembre 2019 – 1 marzo 2020; L’ombra del mare sulla collina. Opere dalla Collezione MAN, 8 novembre 2019 – 12 gennaio 2020, MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, via Sebastiano Satta 27, Nuoro, Sardegna. Biglietto intero 5 euro, ridotto 3 euro. Maggiori info qui.

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