la storia del caffè
Musei da scoprire

Il caffè: storia e musei di una delle bevande più amate

Dopo l’articolo sul cioccolato un articolo su un’altra bevanda altrettanto amata, consumata secondo una ricerca da oltre l’85% degli adulti: il caffè, la cui bevanda si ricava dalla tostatura dei chicchi di caffè, i semi estratti della pianta.

chicchi di caffè

La pianta del caffè

La pianta del caffè denominata Coffea arabica è coltivata nelle regioni tropicali del Vecchio (Africa e Asia) e del Nuovo Mondo (le Americhe). La pianta è un arbusto alto da 3 a 10 m che nelle piantagioni viene però mantenuta attorno ai 2 – 2,5 m per agevolare la raccolta.

Ha fiori bianchi, piccoli e profumati, riuniti in grappoli all’ascella delle foglie. In una stagione si hanno diverse fioriture: nelle zone di pianura, assai piovose, fiori e frutti sono presenti tutto l’anno. Il frutto, detto comunemente ciliegia, è una drupa che da verde diventa rossa col passare dei mesi (6-7).

drupe

I semi di questo frutto contengono idrati di carbonio (cellulosa, zuccheri, ecc.), composti aromatici ed essenziali, composti minerali ed un alcaloide: la caffeina. La pianta diventa produttiva verso i 6 anni di età e raggiunge il massimo verso i 10-14 anni, continuando a dare buone produzioni fin verso i 30 anni. È anche però soggetta a molti parassiti, animali e vegetali, che spesso possono compromettere l’intero raccolto.

La diffusione

Qual è la storia del caffè? Originario dell’Abissinia (regione del Caffa), il caffè fu portato nel XIV o XV sec. nello Yemen (dintorni di Mokha), in Arabia, nel Sudan e in Egitto. Successivamente gli Olandesi lo introdussero a Giava e in tutte le loro colonie.

Dalla Guiana Olandese si diffuse poi nel Nuovo Mondo (Brasile, Colombia, Venezuela, America Centrale, Antille) ove trovò condizioni ambientali anche migliori di quelle d’origine. Il suo uso inizialmente fu soggetto a polemiche da parte dei medici, che pensavano potesse provocare gravi malattie o rendere inabili alla procreazione. 

Una piantagione di caffè

Le due più importanti famiglie merceologiche del caffè sono costituite dal caffè Arabia, proveniente dall’America del Sud e dall’est africano, e dal caffè Robusta proveniente dall’Africa occidentale e dall’Asia.    

Le botteghe di caffè

Le prime botteghe di caffè, dette comunemente caffè, apparvero alla Mecca nel XV secolo e si diffusero immediatamente in tutto il Medio Oriente, mentre a portare per la prima volta questa usanza in Europa furono i mercanti e i navigatori: i primi caffè, infatti, furono aperti verso la metà del XVII sec. a Venezia, Marsiglia e Londra.

Frequentati dapprima da un pubblico piuttosto vario che vi si recava per incontrare gli amici e leggere i giornali divennero ben presto luoghi di ritrovo di intellettuali, uomini politici e artisti.

Vincent van Gogh, Terrazza del Caffè la sera, 1888, Museo Kröller-Müller, Paesi Bassi.

I caffè italiani

In Italia il primo caffè fu aperto a Venezia da Floriano Francesconi, in piazza San Marco, e fu chiamato caffè della Venezia Trionfante (oggi caffè Florian). Vi si giocava a tombola, a scacchi, a biliardo: qui si incontrarono personaggi illustri come Francesco Algarotti, Rousseau, Canova, Pellico, Byron. L’apertura di altri caffè come il Quadri, l’Aurora e la Bottega del caffè non tolsero tuttavia lustro al Florian.

A Trieste il caffè Ai volti di Chiozza divenne un centro di vita politica e rimase il ritrovo degli irridentisti fino al 1914, dopodiché fu raso al suolo dagli austriaci. A Padova il caffè Pedrocchi, noto perché durante molti anni non chiudeva neppure di notte e non aveva porte, fu soprattutto un centro di vita universitaria da dove partirono i moti cittadini del 1848.

A Torino si può dire che la storia dei caffè segua da vicino quella del Risorgimento italiano: il caffè Florio accoglieva regolarmente Santarosa, d’Azeglio e Cavour. Al Caffè nazionale l’8 febbraio 1848 fu letto ai presenti, piemontesi ed emigrati politici, il testo del proclama albertino due ore prima che fosse reso pubblico.

renato guttuso caffè greco
Renato Guttuso, Caffè Greco, olio su tela, 1976, Museo Ludwig, Colonia.

Anche nei caffè di Milano si svolse nell’Ottocento una vita politica intensa: mentre al caffè della Cecchina si riunivano i patrioti di destra e i cavouriani, la Peppina divenne il luogo di ritrovo della sinistra mazziniana e degli iscritti alla Giovine Italia, invece il caffè Hagy era frequentato da musicisti, attori e letterati.

A Firenze il caffè Michelangelo accoglieva il mondo dell’arte e della letteratura, a Roma c’era il Caffè Greco prediletto da letterati e turisti stranieri, tra cui Wagner, Liszt, Schopenhauer e Mendelssohn. A rispecchiare la vita politica e parlamentare vi fu il caffè Aragno, dove nella terza saletta si riunivano deputati e giornalisti, artisti e letterati.

Per il Sud il caffè più noto era il napoletano Europa, ritrovo degli epigrammisti partenopei. Il palermitano Francesco Procopio dei Coltelli, invece, fu l’iniziatore dei caffè parigini, il cui nome si perpetuò nel café Procope.

I musei dedicati al caffè

Come per il cioccolato anche al caffè sono stati dedicati musei in tutto il mondo. In Italia vi è il Museo Lavazza, a Torino, dedicato al caffè della celebre marca, con tanto di area archeologica e la cui visita inizia da un elemento imprescindibile per l’uso del caffè quale la fatidica tazzina nella quale viene servito.

A Milano vi è il MUMACMuseo della Macchina per caffè di gruppo Cimbali, un museo dedicato alle macchine per caffè espresso la cui storia prende corpo nel secolo scorso e il cui percorso espositivo si snoda tra le varie epoche attraverso sei sale che corrispondono ciascuna ad un periodo storico con tanto di foto, cartelloni pubblicitari dell’epoca, musica e oggetti caratteristici. 

macinatrice da caffè
Macinacaffè

A Trento vi è l’OmKafèMuseo del caffè, un luogo fuori dal tempo attraverso cui rivivere la storia del caffè e della sua produzione a partire dai suoi paesi d’origine, mentre in provincia di Treviso, e precisamente a Conegliano, vi è il Museo del Caffè Dersut, un edificio storico e un perfetto esempio di archeologia industriale dedicato al caffè espresso.

Spostandoci al Sud troviamo il Coffee Museum del Caffè Morettino, la storica torrefazione di Palermo, una piccola bottega di spezie e coloniali aperta dalla famiglia Morettino e cresciuta nel tempo tanto da arrivare a celebrare i cento anni di attività.

Nel mondo infine troviamo il World Coffee Museum inaugurato a novembre 2018 in Vietnam, che è il secondo produttore al mondo di caffè dopo il Brasile.

12 commenti

  • Katja

    ehm … e io che sto cercando di smettere di bere il caffè e tu mi vieni fuori con questo post, Maria? Scherzo! E’ sempre interessante conoscere la storia del cibo e delle bevande che oramai son diventate parte della nostra quotidianità!

    A Padova ho provato il Pedrocchino allo storico Caffè Pedrocchi: ero convinta che faccesse schifo, invece è una meraviglia. Uno strato di menta sopra il caffè, da bere così senza zucchero e senza girarlo col cucchiaino: da provare!

    Non conoscevo l’Omkafè di Arco in provincia di Trento che hai indicato, mentre è da un po’ che voglio andare a Rovereto (sempre in provincia di Trento) per entrare nel Museo del Caffè CoBo

    • Maria Curci

      Ahahahah, e pensare che io invece non ne sono una gran appassionata (preferisco i Pocket Coffee o, qualche volta, l’espressino o anche il cappuccino ma il caffè tradizionale proprio non ce la faccio a farmelo piacere XD). Tra caffè e cioccolato scelgo di gran lunga il cioccolato.
      Il Museo del caffè di Rovereto me lo sono persa tra le news!

  • Viola

    Adoro il caffè! Mi rifiuto di iniziare la mia giornata senza un bel caffè fumante! E mi piacciono molto i cafè storici, quelli dove si riunivano letterati e uomini illustri. Di quelli elencati sono stata al cafè Michelangelo a Firenze 🙂

  • Salvina

    Da accanita bevitrice di caffè mi sono subito interessata al tuo articolo ricco di tante informazioni utili e curiosità! E quanti musei sono stati dedicati a questa bevanda..occorre visitarne qualcuno!! 🙂

    • Maria Curci

      Ciao Salvina, mi fa molto piacere averti fornito informazioni utili! Fammi sapere poi delle visite. 😉

  • Claudia

    Mi piace il caffè e devo dire che le nozioni di base le conoscevo. Non sapevo però ci fossero dei veri e propri musei dedicati al caffè, la cosa mi ha stupito.

  • Giulia

    Interessante questo post, non sapevo che il Vietnam fosse il secondo produttore al mondo e avesse persino un museo. Non ho mai visitato un museo dedicato al caffè (al cioccolato sì), prima o poi lo farò perché amo questo bevanda. Rigorosamente nero e amaro!

    • Maria Curci

      Eh si, è stata una sorpresa anche per me scoprire che il Vietnam è il secondo produttore di caffè nel mondo.

  • Silvia

    Sto seguendo un regime di disintossicazione che prevede di non bere caffè e tè leggere tutti questi luoghi dedicati al caffè fa venire voglia di berne subito uno. Mi ho tentato come non mai.

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