il design di nanda vigo di scena a termoli nel molise
Arte contemporanea

Il design di Nanda Vigo di scena a Termoli, nel Molise

Nanda Vigo, la biografia

Nanda, o Fernanda, Vigo (Milano 1936 – maggio 2020), scomparsa lo scorso mese di maggio a 83 anni, fa parte di quella cerchia di personaggi dell’arte, in questo caso contemporanea, che possono essere facilmente qualificati come poliedrici avendo costruito il proprio operato nel segno della multidisciplinarietà, attratta com’è sempre stata, fin dall’infanzia, dalle varie discipline artistiche e dalla cultura rinascimentale (riporto a tal proposito una sua citazione estrapolata dal Corriere della Sera: Sarebbe bello che l’arte e l’architettura, come avveniva nel Rinascimento, fossero la punta dell’iceberg che precede l’evoluzione verso il Nuovo Rinascimento, che ci sarà).

Designer ma anche architetta e artista tenace e cosmopolita Nanda Vigo effettuò studi di respiro internazionale: decisa ad andare a fare esperienza negli Stati Uniti si laureò in architettura presso l’Institut Polytechnique di Losanna poiché negli States in quel periodo non veniva riconosciuta la laurea del Politecnico di Milano.

nanda vigo design
Nanda Vigo in una foto di Ilaria Defilippo. Foto tratta da exibart.com

Con la laurea in tasca potè volare finalmente negli USA ed effettuare uno stage a San Francisco e dopo fare esperienza nello stato dell’Arizona nella scuola di Frank Lloyd Wright, la cui Fallingwater era diventata nel frattempo una scultura/architettura cult.

Gli incontri importanti

Ma l’esperienza americana non soddisfò più di tanto la sua vena sperimentatrice e la sua indole poco incline all’ordinarietà per cui decise di ritornare in patria e collaborare con Gio Ponti, l’unico a suo dire che sapeva vivere il proprio mestiere in modo libero, senza ragionamenti stagni, e alimentando la propria creatività sul connubio tra le varie discipline artistiche.

Oltre a Ponti entra in contatto, grazie alla leggendaria Galleria Azimut, con altre due figure fondamentali quali Lucio Fontana e Piero Manzoni del quale divenne la compagna restandogli accanto, nonostante i seri problemi di alcolismo di lui, fino alla sua fine avvenuta a ventinove anni.

nanda vigo lucio fontana
Nanda Vigo e Lucio Fontana. Foto di Fabrizio Garghetti

Nel 1959 aprì il suo primo studio a Milano distribuendo spesso il suo lavoro tra Milano e l’Africa orientale, e focalizzandosi su quello che diventerà il suo marchio di fabbrica ovvero la relazione tra la luce e lo spazio essendo sempre stata attratta dal conflitto/armonia tra questi due elementi fondamentali nella progettazione di un interno e dei suoi arredi.

Nanda Vigo e il Gruppo Zero

Sempre in quell’anno la Vigo iniziò un progetto notevole e sempre nel capoluogo meneghino: la realizzazione della Zero House, che terminò nel 1962. Un edificio dotato di muri di vetro satinato con all’interno un sistema di luci al neon, di vari colori.

Il Gruppo Zero – dal quale Vigo subì il fascino entrando in contatto con gli artisti e i luoghi del movimento (Germania, Olanda e Francia) e partecipando ad almeno 13 mostre relative – fu un movimento artistico d’avanguardia affermatosi in Germania verso la fine degli anni Cinquanta, che si contraddistinse per la ricerca delle strutture e della forme più elementari (da qui il nome).

nanda vigo zero house

Tra gli ispiratori di questa corrente vi fu il nostro Lucio Fontana, mentre tra i suoi più significativi artisti troviamo Otto Piene, Heinz Mack e Günther Uecker con la loro realizzazione di oggetti in movimento capaci di sviluppare continui giochi di luce.

Nanda Vigo, le opere

Oltre alla Zero House, Nanda Vigo contribuì alla costruzione della casa chiamata Scarabeo sotto la foglia, a Malo (Vicenza), disegnata da Gio Ponti per il collezionista e mecenate Giobatta Meneguzzo, e poi alla Casa blu, la Casa Gialla e la Casa Nera.

nanda vigo opere
Un interno della Casa Gialla realizzata da Nanda Vigo

Realizzò anche lampade e altre sculture che le sono valse premi e riconoscimenti internazionali come il New York Award for Industrial Design per la lampada Golden Gate (1971) e il Premio Saint Gobain per il design (1976).

Nanda Vigo Light Project 2020

Dedicata a questa geniale signora è la mostra “Nanda Vigo. Light Project 2020” presso il MACTE – Museo d’Arte Contemporanea di Termoli, nel Molise, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo.

nanda vigo termoli

La rassegna comprende opere della Vigo tra cui Sintagma – una scultura in vetro, specchio e neon -con la quale l’artista vinse nel 1976 il Premio Termoli. Il titolo dell’opera si rifà allo stesso utilizzato dal linguista e semiologo svizzero Ferdinand de Saussurre, considerato uno dei fondatori della linguistica moderna, per descrivere “la combinazione di due o più elementi linguistici linearmente ordinati”.

La mostra, dove e quando

Nanda Vigo. Light Project 2020, 1 marzo 2020 – 13 settembre 2020, MACTE, via Giappone, Termoli, Molise. Ingresso libero fino al 30 giugno. Ulteriori info qui.

4 commenti

  • Vittoria

    Avevo già letto della Vigo (amando il design é difficile non incapparci) ma il tuo post Maria ne ha delineato bene la forza, la continua ricerca, la smisurata curiosità e la sua voglia di osare! Una donna decisamente con una marcia in più!

    • Maria Curci

      Grazie a te! È stata una scoperta anche per me (come sempre da quando ho questo spazio)!

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