Tiepolo 250, le opere di Giambattista Tiepolo a Vicenza

Tiepolo 250, le opere di Giambattista Tiepolo a Vicenza

Giambattista Tiepolo, la biografia

Il pittore italiano Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) riassunse nella sua pittura le influenze dei suoi maestri.

Così se dapprima fu allievo di Gregorio Lazzarini da questi se ne staccò ben presto assumendo uno stile diverso sotto l’influsso di altri maestri,  come Giovanni Battista Piazzetta (Sacrificio di Isacco, Venezia, Chiesa dell’Ospedaletto; Ripudio di Agar, Milano, Collezione Rasini), Sebastiano Ricci (Callisto, Diana e Atteone, Venezia, Accademia) e Federico Bencovich con i suoi impetuosi dipinti (Martirio di San Bartolomeo, Venezia, San Stae).

 

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Rosalba Carriera, Ritratto di Giambattista Tiepolo trentenne, 1726 circa, Venezia, collezione privata

Ma più di tutti fu Paolo Veronese colui che forse ebbe una maggiore influenza sul nostro, e ciò lo si evince da opere come la scenografica Apoteosi di Santa Teresa (1720 circa) della Chiesa di Santa Maria degli Scalzi a Venezia, eseguita con la collaborazione del quadraturista Gerolamo Mengozzi-Colonna, e la decorazione di Palazzo Sandi a Venezia (Forza dell’Eloquenza, 1724), ricco di cromatismi.

Punto culminante di questo percorso è la decorazione (1726-28) del Palazzo Arcivescovile di Udine (Storie dell’Antico Testamento) dove la drammaticità dell’azione e la grandiosità dell’impianto scenico sono mitigate dalla luminosità del colore e dalla grazia vagamente rococò delle forme.

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Giambattista Tiepolo, Apoteosi di Santa Teresa, Chiesa di Santa Maria degli Scalzi, Venezia. Foto di Didier Descouens tratta da wikimedia.org

Giambattista Tiepolo, le opere

Della stessa epoca sono le tele raffiguranti gli episodi di Storia romana per Cà Dolfin (voluti dal patriarca Dolfin che commissionò per la sua dimora veneziana – Cá Dolfin – dieci quadri di storia romana di cui cinque sono conservati all’Ermitage) con le quali il Tiepolo inaugura un “genere” destinato a un grande successo.

Gli studi sullo spazio atmosferico iniziati a Udine vennero ripresi negli affreschi eseguiti a Milano nel 1731 (i soffitti di palazzo Archinto, distrutti nel 1942; Allegoria della Magnanimità e Storie di Scipione in Palazzo Dugnani-Casati) con esiti che rivelano alta luminosità e una certa teatralità.

Seguì un periodo di crisi e ripensamento durante il quale l’artista si riaccostò all’arte del Piazzetta, recuperando in parte la drammaticità di molte opere giovanili (Adorazione del Bambino, Venezia, sacrestia di S. Marco; Storie del Battista, Bergamo, cappella Colleoni, 1733).

Tale periodo fu tuttavia rapidamente superato con una più decisa e approfondita adesione all’opera del Veronese, che indirizzò Tiepolo verso un nuovo classicismo, più formale e dotato di un più maturo equilibrio compositivo (Storie di Ifigenia, molto rovinate, in palazzo Cornaro a Merlengo, Treviso; Affreschi allegorici in villa Loschi a Biron).

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Giambattista Tiepolo, Banchetto di Cleopatra, pittura a olio su tela, 1744, National Gallery of Victoria , Melbourne

In questi anni il Tiepolo realizzò alcune delle sue pale sacre di più alta religiosità (Raccolta della manna, Verolanuova, parrocchiale; Martirio di Sant’Agata, Padova, basilica) e nello stesso tempo diede forma, nelle tele non religiose, al suo ideale di opulenta e calma bellezza femminile.

Su tali basi stilistiche riprese con rinnovata originalità la decorazione dei soffitti, giungendo a vertiginosi effetti di illusionismo spaziale (Storie di San Domenico, 1739, Venezia, chiesa dei Gesuati; Madonna del Carmelo, Venezia, scuola dei Carmini; Carro del Sole, Milano, Palazzo Clerici).

È questo il momento di maggior successo per il pittore, chiamato a decorare palazzi e ville venete: sue sono la luminosa decorazione della Villa Cordellina-Bissaro a Montecchio Maggiore, e quelle, a Venezia, di Palazzo Barbarigo, di Palazzo Barbaro (Apoteosi di Francesco Barbaro, ora al Metropolitan Museum di N.Y.) e di Palazzo Labia (Storie di Antonio e Cleopatra, 1750).

Tali risultati sono il frutto di una maggiore padronanza degli effetti spaziali e l’ispirazione, ancora una volta, di maestri come Paolo Veronese, imitato talvolta anche in modo esplicito (si pensi al Banchetto di Cleopatra, del 1744, eseguito per l’amico Algarotti).

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Giambattista Tiepolo, Matrimonio di Federico Barbarossa e Beatrice di Borgogna, affresco presente nella Residenza Würzburg, in Germania

Lo stile dell’artista veneziano fu apprezzato anche all’estero, specie in Germania dove fu chiamato da Carlo Filippo von Greiffenklau per decorare il suo nuovo palazzo progettato da Neumann. In seguito fu chiamato in Spagna da Carlo III per decorare il Palazzo Reale di Madrid.

Ma fu attivo anche in territorio vicentino dove lavorò alla realizzazione di molte dimore tra cui Villa Cordellina di Montecchio Maggiore, Villa Zileri del Biron di Monteviale e, soprattutto, Villa Valmarana ai Nani celebre per lo straordinario gruppo di affreschi realizzati dal Tiepolo.

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Giambattista Tiepolo, Il sacrificio di Ifigenia, affresco presente nella Sala Ifigenia di Villa Valmarana ai Nani di Vicenza

Tiepolo 250, a Vicenza

In occasione del 250.mo  anniversario della scomparsa di Giambattista Tiepolo si è dato spazio al progetto espositivo “Tiepolo 250”, un percorso culturale per omaggiare uno dei maggiori artisti del Settecento veneto.

Trattasi di un percorso di 5 tappe che implica il centro storico vicentino  con Palazzo Chiericati e Palazzo Barbaran Da Porto per poi proseguire con Villa Valmarana ai Nani, inoltrarsi nel verde della campagna alle porte della città dove si erge Villa Zileri Motterle per arrivare alla maestosa Villa Cordellina Lombardi nel territorio compreso tra i colli Berici e i monti Lessini.

Maggiori informazioni qui.

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