Lady Florence Phillips e la sua collezione d’arte a Siena

Lady Florence Phillips e la sua collezione d’arte a Siena

Il sogno di Lady Florence Phillips

Con Lady Florence Phillips, la protagonista del post di oggi, aggiungo un altro tassello alla scoperta del mondo artistico femminile.

Lady Florence Phillips in realtà non fu un’artista quanto un’appassionata e mecenate d’arte che grazie a questa passione, dapprima nata timidamente e poi sviluppata con sempre più interesse, realizzò due imprese: creare una collezione permanente di opere d’arte e fondare un museo nella sua terra che potesse ospitare stabilmente questa collezione.

Così venne fuori la collezione e anche il museo, che fu chiamato Johannesburg Art Gallery dalla città sudafricana di Johannesburg dove Lady Florence si trasferì col marito, Sir Lionel Phillips, dopo varie vicissitudini.

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Giovanni Boldini, Portrait of a Lady (Mrs Lionel Phillips) , olio su tela, 1903, Dublin City Gallery.

La temeraria signora riuscì in questo modo a realizzare il suo sogno di creare qualcosa di importante per la terra natìa: il Sudafrica, dove nacque e dal quale fu costretta per un certo periodo a starne lontana a causa di problemi finanziari del marito. Ma chi fu esattamente Lady Florence Phillips? Qui sotto puoi leggerne la storia.

Lady Florence Phillips, chi era

Lady Florence Phillips nacque Dorothea Sarah Florence Alexandra Ortlepp – unica figlia di Sarah Walker e Albert Frederick Ortlepp, naturalista e agrimensore di Colesberg – il 14 giugno 1863 a Cape Town, in Sudafrica, terra da sempre dilaniata dalle questioni legate all’apartheid.

Si sposò nel 1885 con Sir Lionel Phillips, finanziere sudafricano di origine britannica, magnate minerario e politico, che conobbe durante uno degli scavi di diamanti e con lui si trasferì a Johannesburg nel 1889.

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Antonio Mancini, Lady Phillips, olio su tela, 1909, Johannesburg Art Gallery.

Dal 1887 viaggiò molto, fino a quando il consorte venne condannato durante il processo che si tenne dopo il cosiddetto Jameson Raid o Spedizione di Jameson: un raid, poi fallito, contro la Repubblica Sudafricana attuato dall’amministratore coloniale britannico Leander Starr Jameson e dalle sue truppe gli ultimi giorni del 1895.

La passione per l’arte

Con la condanna e l’esilio che ne scaturì la coppia decise di trasferirsi a Londra, in una casa di Grosvenor Square. Fu qui, nella capitale inglese, che lady Florence iniziò a maturare un certo interesse per l’arte cominciando ad acquistare varie opere di artisti di quell’epoca, fine Ottocento – inizio Novecento.

Tra i diversi pittori dei quali Lady Phillips comperò le opere troviamo alcuni esponenti dell’Impressionismo, come Claude Monet, Camille Pissarro, Edgar Degas, Alfred Sisley. Ma nella lista rientrano anche i nostri Giovanni Boldini e Antonio Mancini che le confezionarono dei bellissimi ritratti, Dante Gabriel Rossetti, Amedeo Modigliani, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso. Insomma, un bel po’ di nomi di spicco.

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Dante Gabriel Rossetti, Regina Cordium, olio su tavola, 1860, Johannesburg Art Gallery

La nascita della Johannesburg Art Gallery

Il desiderio di Florence Phillips, una volta cominciata la raccolta, divenne quello di prodigarsi per il lontano Sudafrica dove aveva intenzione, appena fosse stato possibile, di far ritorno col marito.

A tal scopo progettò un museo che avrebbe dovuto contenere le opere che lei man mano raccoglieva.

Il primo nucleo di questa raccolta fu finanziato dalla vendita di un diamante di grosso valore che le fu donato anzitempo da Sir Lionel. E che confluì a buon diritto nella Johannesburg Art Gallery, la galleria d’arte internazionale che s’impegnò a far costruire quando, nel 1906, finalmente poté fare ritorno in Sudafrica col consorte.

La coppia si stabilì a Johannesburg dove, per l’appunto, prese corpo la JAG sotto la supervisione del collezionista d’arte Hugh Lane, che affiancò la nobildonna nella scelta degli artisti da selezionare e delle opere da acquistare.

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Alfred Sisley, Sulla riva del fiume a Veneux, 1881, Johannesburg, Art Gallery

Il potere dell’arte

Lady Florence aveva intuito il potere dell’arte, non solo a livello culturale ma anche sociale perché era convinta che essa potesse rivelarsi un utile strumento a favore della popolazione locale, soprattutto quella meno abbiente. Per questo la Johannesburg Art Gallery fu resa da subito una galleria pubblica, seppur di stampo internazionale.

La struttura fu inaugurata nel 1910 ed ebbe come direttore, almeno per i primi anni, Sir Hugh Lane. A partire dal 1940 accolse anche opere di artisti di colore quando si cominciò ad offrire loro questa opportunità. Un modo per far conoscere l’arte africana agli europei ma anche per combattere il razzismo imperante nella terra dell’apartheid. 

Un’occasione dunque per preservare e valorizzare il patrimonio artistico locale verso il quale Lady Florence Phillips esercitò il suo impegno e la sua influenza. Convincendo per esempio il finanziere, magnate e patrono delle arti Sir Max Michaelis a donare la sua considerevole collezione di dipinti olandesi e fiamminghi del XVII secolo alla città di Cape Town. Oppure collezionando le opere di artigianato locale come i mobili africani. O, ancora, guidando un movimento per restaurare e preservare la Koopmans-De Wet House a Cape Town, un’ex residenza dichiarata poi Monumento Nazionale. E tutta una serie di altre iniziative a favore della popolazione sudafricana.

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George Pemba, Mi dispiace signora, 1945, Johannesburg Art Gallery.

Lady Florence Phillips in mostra a Siena

Dedicata pertanto alla figura di Lady Florence Phillips e alla collezione della sua JAG è la mostra “Il sogno di Lady Florence Phillips – La collezione della Johannesburg Art Gallery” presso il museo di Santa Maria della Scala, a Siena.

Tra acquerelli, dipinti a olio e grafiche la rassegna ripercorre – dalla metà del XIX secolo fino al secondo Novecento – oltre un secolo di storia dell’arte internazionale tra cui, oltre i nomi sopra citati, vanno aggiunti tra gli altri Francis Bacon e Andy Warhol.

Ma anche alcuni degli esponenti più importanti dell’arte sudafricana che grazie a questo potente medium, quale appunto l’arte, hanno potuto esternare una realtà fatta di ingiustizie e violenze: George Pemba, Gladys Mgudlandlu, Selby Mvusi.

La mostra, dove e quando

Lady Florence Phillips-La collezione della Johannesburg Art Gallery, 24 luglio 2020 – 10 gennaio 2021, Santa Maria della Scala, Piazza Duomo 1, Siena. Biglietto intero € 5. Maggiori info qui.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Davvero un piacere leggere di Lady Florence!
    Molto spesso non si ricordano abbastanza personaggi femminili come lei, che hanno saputo lasciare un segno importante.
    In particolare, mi piace sempre molto leggere le biografie di grandi Donne.

    1. Maria Curci

      Si, lady Florence è stato bello anche per me scoprirla. E mi ha fatto piacere visto che anche qui sul blog i personaggi maschili sono più frequenti, lo ammetto, perché mi è più facile imbattermici ma mi sono ripromessa di scovare di più le donne nel mondo dell’arte.

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