Hopperiana, le fotografie ispirate a Edward Hopper

Hopperiana, le fotografie ispirate a Edward Hopper

Edward Hopper e le sue opere

Le opere di Edward Hopper (Nyack, New York, 1882 – New York, 1967) per quanto esteticamente impeccabili hanno sempre fatto emergere un sentimento che richiama la malinconia ma anche, a tratti, una certa avversione riuscendo a svelare in tutto il loro lucido realismo il senso di straniamento e solitudine che provocano le grandi metropoli, in particolare quelle degli Stati Uniti raffigurate da Hopper nei suoi quadri.

L’artista, infatti, da principale esponente del realismo americano ricercava gli aspetti oggettivi della realtà scomponendoli in tratti magari romantici sotto certi aspetti ma anche rivelatori di tutto il silenzio, la solitudine, l’alienazione e l’assenza che egli stesso coglieva osservando la realtà urbana.

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Edward Hopper. Early Sunday morning, olio su tela, 1930, Whitney Museum of American Art, New York, USA

Elementi che, alla fin fine, erano insiti nella stessa personalità del pittore come conferma la sua biografia nella quale Hopper viene definito taciturno e introverso dalla moglie Jo in primis, delineando per questo un rapporto coniugale non poco tormentato.

Edward Hopper e New York

In particolar modo l’artista concentrò la sua attenzione visiva sulla città natale, New York, capace di destargli motivi e pensieri tali da sentire l’esigenza di imprimerli su tela.

Tutto sommato quale altra città se non New York può rivelare meglio di tutte il mondo industriale e metropolitano con tutto il suo sottobosco, compresi sobborghi e periferie? Così la visione che ne traspare, nell’ottica hopperiana, è quella di un paesaggio metallico dove gli esseri umani più che vivere sembrano destreggiarsi tra volontà di sopravvivere e incapacità di esistere.

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Edward Hopper, Morning Sun, olio su tela, 1952, Columbus Museum of Art, Columbus, Ohio, USA.

Un mondo surreale e disabitato fatto di paesaggi urbani e interni domestici, dove aleggia nell’aria un sentimento struggente e poetico che comunica un forte senso di ansia. (dalla sezione “About the exhibition” del sito della mostra “Hopperiana”).

Una città che fornisce ad Hopper molti spunti su cui posare lo sguardo, tra le case e le loro decorazioni esterne e interne, la luce che riflettono e gli scorci di vita che il pittore coglie immortalandoli su tela quasi fossero delle polaroid d’annata, degli scatti rubati che rivelano nella loro completezza il suo occhio fotografico.

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Edward Hopper, Nighthawks, olio su tela, Art Institute of Chicago, Chicago, USA.

La mostra di fotografie dedicata a Edward Hopper

Trovando ispirazione in questa dimensione è stata attivata la mostra fotografica virtuale “Hopperiana – Social distancing before Covid-19” visitabile sul sito Photology Online Gallery a testimonianza di come il principale esponente del realismo statunitense continui ad essere attuale.

Lo conferma la particolare situazione odierna, ancora condizionata dalla presenza del Covid 19, che ha nettamente contribuito a generare nuove solitudini oltre a rallentare una società che sembrava inarrestabile dal punto di vista tecnologico ed economico.

Molti tra l’altro sono stati finora i fotografi che si sono ispirati ad Edward Hopper, compresi quelli che hanno aderito al progetto Hopperiana: Luca Campigotto, Gregory Crewdson, Franco Fontana, Richard Tuschman.

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Edward Hopper, Gas, olio su tela, 1940, Museum of Modern Art, NY, USA.

Ciascuno di questi autori ha cercato di rielaborare secondo il proprio occhio e la propria sensibilità alcune opere dell’artista in chiave moderna restituendo allo spettatore quel senso di drammaticità e di estraneità tipici dell’opera hopperiana.

Un compito avvallato dall’attuale dimensione quotidiana, condizionata dal distanziamento sociale in seno al quale sempre più frequenti risultano i momenti di incomunicabilità.

La mostra, dove e quando

Hopperiana. Social distancing before Covid-19, 1 dicembre 2020 – 28 febbraio 2021, visitabile gratuitamente sul sito https://www.photology.com/

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