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Alla scoperta della Bari antifascista, tra monumenti e pietre d’inciampo

Avrei voluto pubblicare quest’articolo in concomitanza col 25 aprile (quale occasione migliore, d’altronde?), ma per cause di forza maggiore (la zona rossa) ho dovuto rimandare.

Per cui adesso colgo l’occasione, finalmente, di farti scoprire il contributo dato da Bari alla causa antifascista. In tutta onestà mi sono stupita io stessa di quanto la mia città sia disseminata di epigrafi e pietre d’inciampo che spesso ho ignorato pur avendole costantemente sotto il naso.

Radio Bari e la Resistenza in Puglia

Inizio col raccontarti della pietra d’inciampo dedicata a Radio Bari, situata in una delle vie centrali della città, via Putignani, laddove si trovava la sede della stessa.

La storia di questa radio è stata una gran bella scoperta per me visto che non la conoscevo. Radio Bari è stata la sede locale dell’EIAR, sigla che stava per Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (un qualcosa di simile alla RAI, per intenderci) che fu la voce del regime fascista per buona parte del ventennio.

Il lancio della radio avvenne ufficialmente il 6 settembre 1932 (anche se la programmazione vera e propria iniziò dal maggio del 1934) in concomitanza con l’inaugurazione della III edizione della Fiera del Levante.

radio bari resistenza
La pietra d’inciampo dedicata a Radio Bari. Photo credit Art and Cult Blog

Durante gli anni del fascismo Radio Bari servì come strumento di propaganda del regime anche all’estero. Per questo i programmi furono in varie lingue: albanese, greco, bulgaro, turco, ungherese e, in particolare, arabo, sulla scia delle altre radio europee dell’epoca come Radio Londra, Radio Berlino e Radio Paris Mondial con la differenza che Radio Bari diede spazio, in modo paritario, ad entrambe le culture, quella italiana e quella araba, attraverso programmi di approfondimento culturale condotti sia da intellettuali italiani che arabi. Tuttavia si trattò pur sempre di “un’esperienza imperialista” il cui scopo era convincere la popolazione araba della bontà della “missione civilizzatrice” dell’Italia fascista.

Ma con l’armistizio di Cassibile (8 settembre 1943), col quale l’Italia si arrese agli Alleati, e l’occupazione dell’Italia meridionale da parte degli stessi Alleati Radio Bari prese finalmente le distanze dal regime fascista e diventò la prima radio libera in Italia propagandando stavolta i valori e i principi democratici alla base della Resistenza.

Il culmine della storia della Radio, nel periodo antifascista, fu toccato col Congresso dei CLN (Comitati di Liberazione Nazionale) che si tenne a Bari il 28 e 29 gennaio 1944. Dopo quest’evento cominciò la parabola discendente fino alla sua definitiva chiusura negli anni Cinquanta.

Protagonisti ed eventi della Bari antifascista

Tra i protagonisti della Bari antifascista troviamo diversi nomi: Giuseppe Di Vittorio, Benedetto Petrone, Michele Romito, Aldo Moro, Giuseppe Zannini, per citarne alcuni.

T’invito, di conseguenza a scoprire il loro fondamentale contributo proseguendo la lettura.

Il sindacalista Giuseppe Di Vittorio

Giuseppe Di Vittorio, al quale sono state dedicate diverse epigrafi, è stato un sindacalista pugliese che ha dato un netto sostegno alla causa della Resistenza.

Da bracciante poverissimo e semianalfabeta qual era, Di Vittorio riuscì a fondare il più grande sindacato dell’Italia democratica nel Meridione. Sempre schierato al fianco dei lavoratori e dei ceti sociali più deboli, s’impegnò per la ricostruzione dell’Italia meridionale nel dopoguerra, provvedendo alla stesura della Carta costituzionale, ancora oggi tra le più avanzate al mondo per il riconoscimento e la garanzia dei diritti sociali.

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Epigrafe dedicata a Giuseppe Di Vittorio. Photo credit Art and Cult Blog

Un evento particolare legato a Giuseppe Di Vittorio, ricordato nelle epigrafi a lui dedicate come quella in Piazza Chiurlia (subito dopo aver superato l’angolo con Corso Vittorio Emanuele e prima di entrare nella città vecchia), è stato la difesa della Camera del Lavoro di Bari, che era situata nel centro storico, contro l’assalto fascista avvenuto nell’agosto 1922.

giuseppe di vittorio sindacalista
Photo credit Art and Cult Blog

Il giovane comunista Benedetto Petrone

Benedetto Petrone fu un altro protagonista della Resistenza locale. Benedetto era solo un ragazzo di 18 anni abitante a Bari vecchia che come tutti i ragazzi di quell’età aveva sogni e progetti, ma questi gli furono brutalmente distrutti una sera di fine novembre del 1977 quando un commando del Movimento Sociale Italiano, un partito politico all’epoca presente in Parlamento, lo accoltellò uccidendolo davanti alla Prefettura di Bari sotto gli occhi esterrefatti dei passanti, reo di essere un comunista essendo il giovane iscritto al Partito Comunista.

benedetto petrone bari
L’epigrafe dedicata a Benedetto Petrone. Photo credit Art and Cult Blog

Un’epigrafe dedicata alla sua memoria si trova proprio nel punto in cui è avvenuta la vile aggressione, accanto al Palazzo della Prefettura.

Aldo Moro e Giuseppe Zannini

Del pugliese Aldo Moro si conosce già la storia, così come il supporto dato alla Resistenza esternato nei suoi discorsi. In suo onore vi è un’epigrafe, non l’unica, accanto all’ingresso della Chiesa di San Francesco, su via Crispi nelle vicinanze del giardino di Piazza Garibaldi, in cui oltre a Moro si fa menzione del cittadino barese Giuseppe Zannini, amico dello stesso Aldo, che entrato tra le file della Resistenza bolognese nel 1943 fu arrestato dai tedeschi l’anno dopo e deportato nel campo di Mauthausen dove trovò la morte.

aldo moro e giuseppe zannini
Photo credit Art and Cult Blog

Michele Romito e la difesa del porto di Bari

Tra gli eventi della seconda guerra mondiale che hanno segnato la città di Bari vi sono la difesa del porto e quella del Palazzo delle Poste per respingere l’attacco distruttivo dei nazisti, nel settembre del 1943.

Il motivo era che il porto di Bari rappresentava un punto strategico per l’approvvigionamento dei rifornimenti indirizzati agli Alleati anglo-americani stanziati in città, per cui i tedeschi cercarono di fare piazza pulita in tal senso.

Eventi naturalmente anche questi testimoniati da epigrafi e monumenti nelle vicinanze dei luoghi interessati, come il porto e l’ex Palazzo delle Poste, oltre alla zona della Muraglia, nella città vecchia, dove in Largo Maurogiovanni vi è una pietra d’inciampo dedicata a Michele Romito, un ragazzino all’epoca dei fatti che partecipò alla battaglia per la difesa del porto lanciando, assieme ad altri cittadini, bombe a mano contro un camion corazzato tedesco, che s’incendiò bloccando l’accesso alla Divisione “Hermann Goering”. Un’azione che è valsa a Bari, nel 2006, la Medaglia d’oro al valore civile conferita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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Pietra d’inciampo dedicata a Michele Romito. Photo credit Art and Cult Blog

Lo scoppio della nave a Bari

Ma non finì qui. Ci fu, qualche anno dopo, un altro catastrofico evento destinato a rimanere impresso per sempre nella memoria storica della città. Tanto che ancora oggi viene ricordato, sia da coloro che l’hanno vissuto o che si sono ritrovati a vivere l’infanzia in quegli anni sia dalle generazioni che sono venute dopo fino ad arrivare ai giorni nostri.

Si tratta dello scoppio della nave Charles Henderson, avvenuta il 9 aprile 1945, una terrificante esplosione dovuta anche al pericolosissimo materiale bellico presente all’interno del cargo – destinato a rifornire le diverse basi americane dislocate nella regione – che causò molte perdite in vite umane (più di 300), oltre a ingenti danni alla città, specie nella zona del centro storico.

Un episodio tale che il New York Times lo definì “uno dei maggiori disastri della guerra nel teatro del Mediterraneo” (fonte: “Bari 9 aprile 1945. La terrificante esplosione della nave Henderson” di Vito Antonio Leuzzi, Edizioni dal Sud).

scoppio della nave a bari
Epigrafe dedicata ai lavoratori portuali che persero la vita con l’esplosione della nave Henderson, su Piazzale Cristoforo Colombo 1. Photo credit Art and Cult Blog

Il contributo dell’Anpi Bari per i partigiani

La città di Bari come puoi vedere è ricca di episodi e di personaggi che si sono battuti contro il fascismo difendendo i principi e i valori della Resistenza. Un’ulteriore conferma arriva dalla storica sede dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani) di Bari che raccoglie questo tipo di testimonianze oltre a dare valore all’azione dei partigiani locali, e continuare a difendere i principi di cui sopra alla base della nostra Costituzione.

La storia degli stessi partigiani baresi e di coloro che hanno fatto la Resistenza nel Sud Italia, come mi rivela al telefono Pasquale Martino, uno dei membri del direttivo dell’Anpi Bari, non è molto conosciuta né ha avuto finora i giusti meriti.

Eppure molti (si parla di qualcosa come 1200 persone) sono stati i pugliesi che hanno lasciato la propria terra per andare a dare una mano alle brigate partigiane presenti sulle montagne emiliane.

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Epigrafe presente su C.so Vittorio Emanuele, vicino al teatro Piccinni, dedicata ai partigiani baresi caduti in guerra. Photo credit Art and Cult Blog

Una mancanza che si spera potrà presto essere colmata grazie all’Archivio storico messo a disposizione della stessa Anpi, presso la sede della Fondazione Di Vagno – intitolata a Giuseppe Di Vagno, primo parlamentare italiano ad essere stato vittima della violenza fascista nel 1921 – a Conversano, una volta terminati i lavori di aggiornamento.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Katia

    Io credo che ogni luogo in Italia può raccontare storie simili, basta prestare attenzione. Infatti, dovrei iniziare ad informarmi sulle storie accadute nella mia città.

    Mi avevi già accennato qualcosa tempo fa e sono contenta che tu sia riuscita a pubblicare l’articolo.

    1. Maria Curci

      Si Katia, hai proprio ragione! Molte volte non ci si rende conto di quante storie e di quanti aspetti della propria città ci sono ancora da scoprire.
      Attendo di conoscere, allora, altre storie anche della tua Trento!

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