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Musei da scoprire

Il Museo di Scienze della Terra di Bari

Finora ho parlato spesso di Bari e del suo centro storico compresi i musei che lo circondano, stavolta invece ti porto a conoscere un museo ubicato in una zona un po’ più dislocata dal centro della città, il Museo di Scienze della Terra.

Il Museo di Scienze della Terra si trova all’interno del Campus dell’Università di Bari, in via Orabona, ed è stato una scoperta recentissima perché fino a un bel po’ di settimane fa ne ignoravo completamente l’esistenza.

Fortunatamente facendo un’indagine sul web alla ricerca di musei della mia città che non ho ancora esplorato è venuto fuori questo particolare museo che ho potuto visitare la scorsa settimana.

Andarci è stato piacevole non solo per aver aggiunto un tassello in più alle mie scoperte culturali locali ma anche perché il museo merita davvero di essere esplorato.

impronta di dinosauro nel museo di scienze della terra di bari

Impronta di dinosauro. Photo credit Art and Cult Blog

La sezione geopaleontologica

Il Museo di Scienze della Terra è ospitato nel Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, nel Campus universitario, ed è suddiviso in due sezioni: la sezione geopaleontologica e quella mineralogica.

La sezione geopaleontologica è la prima che si viene a delineare ed è a mio parere la più interessante con tracce che riportano ad un passato molto ma molto remoto, quello dei dinosauri per intenderci.

cranio di tigre dai denti a sciabola

Calco di cranio di Machairodus (tigre dai denti a sciabola), Pliocene. Photo credit Art and Cult Blog

Il museo infatti è stato istituito allo scopo di documentare la storia del nostro pianeta, la Terra, dal suo sviluppo fino alla comparsa e all’evoluzione dell’uomo, con particolare riferimento alla Puglia. Vi si trovano conservati a tal proposito anche antichi strumenti utilizzati nel corso del tempo per effettuare studi e ricerche in campo paleontologico, mineralogico e geofisico.

fossile di cladociclo

Fossile di Cladocyclus gardneri (cladociclo) risalente al Cretaceo Inferiore. Photo credit Art anf Cult Blog

Le collezioni della sezione geopaleontologica

Le collezioni all’interno della struttura sono diverse e riguardano fossili, minerali e rocce ma vi sono anche ricche collezioni di fossili di invertebrati e vertebrati. Tra questi spiccano i resti di uno scheletro fossile appartenente ad un esemplare di Bos Primigenius Bojanis, noto anche come uro, un antenato della nostra mucca e di tutti gli altri bovini odierni apparso milioni di anni fa in India e poi diffusosi in tutta Europa ma anche in Medio Oriente, in Asia e Africa settentrionale. Le sue tracce sono rinvenibili anche su graffiti rupestri.

I resti di questo esemplare conservati nel Museo di Scienze della Terra sono stati trovati nel 1989 nei dintorni dell’abitato di Lamalunga, in provincia di Bari, seppelliti a 5 metri di profondità.

Tra altri resti di fossili di maggior rilevanza si trova quello che è ritenuto il pezzo forte del museo e cioè lo scheletro di un grosso cetaceo, una balenottera lunga 11 metri, risalente al Pleistocene inferiore (circa 2 milioni di anni fa), rinvenuto il 27 luglio 1968 a nord di Bari, nel tratto terminale della Lama Lamasinata.

scheletro di balenottera nel museo di scienze della terra di bari

Lo scheletro di balenottera. Photo credit Art and Cult Blog

Una scoperta molto importante come s’è rivelata dagli studi effettuati, dai quali è emerso sia che si tratta di uno dei fossili di cetacei pleistocenici meglio conservati al mondo, sia che rappresenta un prezioso tassello per comprendere meglio la distribuzione delle balene a livello locale e globale.

Vi sono tracce di rocce sedimentarie come il calcare di Altamura, il più antico calcare formatosi nell’Era Mesozoica in un bacino di mare caldo e poco profondo con un clima di tipo tropicale in cui proliferavano organismi di scogliera, le Rudiste, che con i loro gusci calcarei formavano imponenti barriere.

La sezione mineralogica, le collezioni

La sezione mineralogica, nella sala attigua, è preceduta da una mini esposizione di minerali accompagnati da citazioni di scrittori e artisti, come Jules Verne e Yves Klein.

sezione mineralogica del museo di scienze della terra di bari

L’entrata della sezione mineralogica. Photo credit Art and Cult Blog

Qui tra collezioni di rocce sedimentarie, magmatiche e metamorfiche si trovano al contempo importanti collezioni di minerali, come quella del Professore Carlo Lorenzo Garavelli, di consistente valore scientifico, estetico ed economico essendo una delle collezioni più importanti nel panorama mineralogico italiano.

Questa collezione è costituita da 1125 campioni di minerali di cui 1005 esposti nelle vetrine, 49 conservati in cassettiere in legno e 71 custoditi in cassettiere metalliche.

collezioni di minerali di carlo lorenzo garavelli nel museo di scienze della terra di bari

Una parte della collezione mineralogica Carlo Lorenzo Garavelli. Photo credit Art and Cult Blog

Altre importanti collezioni che il museo custodisce sono la collezione di minerali di Alberto Pelloux, considerata tra le più belle e prestigiose nel panorama nazionale, e la collezione Francesco Belli, una rarissima raccolta risalente alla metà dell’800 di marmi dell’antica Roma, costituita da 578 campioni provenienti dai territori dell’Impero Romano e da zone vicine al bacino del Mediterraneo.

Ulteriori informazioni sul museo

Il Museo di Scienze della Terra si trova in via Orabona 4 ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle ore 13:00. Per arrivare al museo si può prendere dalla stazione di Bari la linea di bus Amtab n. 21 di cui una delle fermate è proprio nelle immediate vicinanze del Campus. Per maggiori informazioni: museo.scienzeterra@uniba.it

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