Il pittore Angelo Morbelli con le sue raffigurazioni delle mondine ha raccontato una delle pagine più dure della storia del lavoro agricolo italiano. Attraverso le sue opere dedicate alle risaie, l’artista ha saputo trasformare la fatica quotidiana delle lavoratrici in immagini di grande forza sociale e umana.
Il riso, oggi coltivato in tutti i continenti, non rappresenta soltanto un alimento. Intorno a questa coltura si sono sviluppate tradizioni, economia, paesaggi e identità collettive che hanno segnato intere comunità.
Entrato nella vita quotidiana come cibo essenziale, il riso compare anche nei riti religiosi, nelle celebrazioni nuziali, nella musica e nell’arte. Nelle tele di Morbelli, però, diventa soprattutto il simbolo di sacrificio, dignità e resistenza femminile.

Angelo Morbelli, In risaia, olio su tela, 1901. Collezione privata
La coltivazione del riso in Italia e il lavoro delle mondine
La coltivazione del riso in Italia rappresenta ancora oggi una parte importante della storia culturale del nostro Paese. Concentrata soprattutto nelle aree della Pianura Padana, questa pratica ha trasformato il territorio, sostenuto l’economia rurale e dato origine a un intenso lavoro stagionale legato alle risaie.
In questo contesto emerge la figura delle mondine, lavoratrici stagionali impiegate nelle risaie per la monda del riso, spesso costrette a condizioni di vita difficili, lunghi spostamenti e salari modesti. Il loro abbigliamento tradizionale, la fatica quotidiana e le battaglie per ottenere diritti più equi entrarono presto nell’immaginario collettivo italiano.
Non sorprende quindi che artisti, scrittori, musicisti e registi abbiano sentito il bisogno di raccontarne la storia. Tra questi spicca Angelo Morbelli, che nelle sue opere dedicate alle mondine seppe trasformare il lavoro nelle risaie in una potente testimonianza sociale e umana.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Membra stanche, 1903-1906, Fondazione Federico Cerruti, Rivoli
Il riso nell’arte e il tema delle mondine nella pittura italiana
Tra i pittori italiani che hanno rappresentato il mondo delle risaie e delle mondine spiccano diverse figure legate alla sensibilità sociale tra Otto e Novecento. Giuseppe Pellizza da Volpedo, ad esempio, affrontò temi di fatica e lavoro in opere come Membra stanche (1903-1906), mentre in epoca successiva Renato Guttuso contribuì a rielaborare l’immaginario del lavoro agricolo anche attraverso le illustrazioni realizzate per il celebre film Riso amaro di Giuseppe De Santis, con Silvana Mangano.
In questo panorama si inserisce in modo centrale Angelo Morbelli, tra i maggiori esponenti del Divisionismo italiano e tra gli artisti più attenti alla rappresentazione delle mondine. Le sue opere legate alle risaie trasformano il lavoro femminile stagionale in una potente testimonianza sociale e visiva.
La tecnica divisionista fu per Morbelli uno strumento espressivo fondamentale: gli permise di analizzare la luce e il colore in modo scientifico e al tempo stesso emotivo, confrontandosi con la realtà e sperimentando costantemente soluzioni pittoriche ispirate anche alla tradizione cromatica dei maestri del Seicento.
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Angelo Morbelli, Per 80 centesimi!, olio su tela, 1895-1897, Museo Borgogna, Vercelli,
Le Risaiuole di Angelo Morbelli e la rappresentazione del lavoro nelle risaie
Tra le opere più significative legate al tema delle mondine, Risaiuole di Angelo Morbelli occupa un ruolo centrale nella comprensione del suo impegno artistico e sociale.
Il dipinto è al centro della mostra “Vita in risaia. Lavoro e socialità nella pittura di Angelo Morbelli”, ospitata tra la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara e il Museo Borgogna di Vercelli.
Realizzata nel 1897, l’opera è tornata all’attenzione del pubblico dopo oltre un secolo. Fu infatti esposta solo una volta, nel 1899, quando venne acquistata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e successivamente assegnata per sorteggio a un socio collezionista, rimanendo in collezione privata fino all’attuale riscoperta.
Le Risaiuole non hanno soltanto un valore artistico, ma offrono anche uno spunto di lettura storico-sociale. Attraverso la scena rappresentata, infatti, emergono elementi legati alle tecniche di coltivazione del riso e alle condizioni di lavoro nelle campagne tra Novara e Vercelli tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, contesto centrale per comprendere il mondo delle mondine.
Accanto a quest’opera è esposto anche il dipinto Per ottanta centesimi! (1895), conservato presso il Museo Borgogna di Vercelli. Il titolo richiama direttamente la paga giornaliera delle mondine, offrendo un’ulteriore chiave di lettura sul lavoro femminile nelle risaie e sul progressivo sviluppo del linguaggio divisionista di Morbelli.
L’esposizione novarese si inserisce inoltre in un percorso più ampio di valorizzazione dell’Ottocento artistico italiano e rappresenta un’anticipazione della mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini”, prevista negli spazi del Castello di Novara.
La mostra, dove e quando
Vita in risaia. Lavoro e socialità nella pittura di Angelo Morbelli, 13 – 25 aprile 2018 Galleria Giannoni, via Fratelli Rosselli 20, Novara; 29 aprile – 1 luglio 2018, Museo Borgogna, Vercelli, Piemonte. Novara: ingresso gratuito; Vercelli: € 10, ridotto € 8.



8 COMMENTS
Roberto Morbelli
7 anni agonon essendo potuto intervenire alla manifestazione relativa al’esposizione deii quadri delle “Mondine” di Angelo Morbelli, mio bisnonno,per motivi di salute, faccio cortese domanda per ricevere il catalogo, pagando il prezzo stabilito.
Nel ringraziare per la cortese attenzione che vorrete porre a questa mia, mi preme informarvi che il testo verrà unito ad altri, curati dalla Pro.ssa Aurora Scotti e dal Prof. Dionigi Roggero nello studio restaurato a cura dell’Associazione ” amisdlacurma.it”.
Cordialità.
Maria Curci
7 anni ago AUTHORBuonasera Signor Morbelli, io ho soltanto scritto l’articolo, quindi per ricevere il catalogo presumo dovrà contattare le strutture museali che si sono occupate della mostra. Le trova scritte nell’articolo qui sopra. Grazie per l’attenzione.
Gabriella
6 anni agoGrazie Maria, nel tuo blog ho sempre il piacere di scoprire informazioni nuove per me. L’argomento è più che mai attuale, se anche i lavori sono cambiati, la situazione del lavoro delle donne è sempre precaria e faticosa, per lo più. Che gli artisti se ne siano occupati in questo modo, rincuora. L’occhio di un’artista sa vedere oltre e ci aiuta a interpretare il mondo. Il titolo “Per ottanta centesimi!”, per esempio, mi ha molto colpita.
Maria Curci
6 anni ago AUTHORGrazie mille Gabriella! Si, la questione del lavoro, specie quello femminile, rimane ancora piuttosto irrisolta…..anche a distanza di secoli.
Per fortuna c’è anche l’arte a farci prendere in seria considerazione la realtà senza mai sminuirla.
Ottanta centesimi, infatti, era il salario quotidiano delle mondine…
Carmen
6 anni agoChe bello! Opera e autore che non conoscevo. Ho apprezzato anche tanto tutti gli approfondimenti che hai proposto…
Maria Curci
6 anni ago AUTHORGrazie mille Carmen!!
Giulia
6 anni agoInteressante questo post, c’è un libro romanzo interessante di Eraldo Baldini che racconta parte del lavoro delle mondine, si chiama Mal’aria. Mi sarebbe piaciuto poter vedere la mostra, spero in futuro la rifacciano da qualche parte!
Maria Curci
6 anni ago AUTHORGrazie per la segnalazione editoriale, me la vado ad approfondire!