La storia della Maison Cartier affonda le radici nell’alta gioielleria parigina grazie ad una visione creativa che nel tempo ha unito lusso e innovazione.
Un percorso che oggi trova ampia risonanza anche nella Fondazione Cartier, uno spazio dedicato all’arte contemporanea e protagonista di una mostra a Roma.
Dalle origini della maison fino alla nascita della Fondazione, scoprirai una vicenda fatta di gioielli diventati un fenomeno di culto, tra sperimentazione stilistica e spirito pioneristico in un dialogo costante con il mondo culturale.
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Le origini della Fondazione Cartier e il legame con la Maison
La Fondazione Cartier fu istituita nel 1984 per volontà dell’imprenditore e collezionista d’arte francese Alain-Dominique Perrin, Presidente della società Cartier dal 1975 al 1998 e vicepresidente del gruppo Richemont, holding svizzera specializzata nel settore del lusso (di cui fanno parte maison celebri come Cartier, Van Cleef & Arpels e Piaget).
Oggi la Fondazione Cartier è riconosciuta come una delle principali istituzioni private dedicate all’arte contemporanea, con sede a Parigi.
La sua missione è promuovere artisti di ogni estrazione e dare voce alle forme più diverse dell’espressione artistica – dal design all’architettura, dalla fotografia alla performance – per rivelare la natura multidisciplinare dell’arte contemporanea.
Oltre alle mostre l’istituzione incentiva eventi, progetti editoriali e collaborazioni internazionali, costruendo ponti tra linguaggi visivi e pubblici differenti.
Da ottobre 2025 la Fondazione ha la sua sede principale al numero 2 di Place du Palais-Royal, di fronte al Museo del Louvre, confermando il suo ruolo di spicco nel panorama culturale parigino.
Fondazione Cartier è strettamente connessa alla Maison Cartier, e questo legame ci offre lo spunto per compiere un ulteriore breve viaggio nel mondo Cartier, la cui vicenda ha inizio nell’Ottocento.

La storia della Maison Cartier
Tutto parte nel 1847 quando Louis-François Cartier rileva il laboratorio di orologeria del suo maestro Adolphe Picard gettando le basi di quella che diventerà una delle case di alta gioielleria più celebri al mondo.
Trascorre qualche anno ed ecco arrivare la svolta: nel 1856 la principessa Mathilde, nipote di Napoleone I e cugina dell’imperatore Napoleone III, acquista per la prima volta una creazione della Maison. Questo porterà il nome del marchio a diffondersi, pian piano, nell’alta società parigina e ad affermarsi nell’ambiente internazionale.
A guidare l’espansione sarà poi Alfred Cartier, figlio del fondatore, che insieme ai suoi tre figli – Louis, Pierre e Jacques – trasforma l’attività di famiglia in un impero del lusso.
Louis si dedica alla creazione di gioielli raffinati, caratterizzati da gemme preziose incastonate in montature finissime, mentre Pierre e Jacques curano lo sviluppo commerciale all’estero. Nascono così le storiche sedi di Londra (1902) e New York (1907), seguite da Monte Carlo, Cannes e altre capitali del jet set internazionale.
Tante le innovazioni introdotte dal brand Cartier, tra queste ci fu il primo esemplare di orologio da polso: il Santos. Realizzato nel 1904 da Louis Cartier per l’aviatore brasiliano Alberto Santos-Dumont: un segnatempo pensato per essere pratico in volo, destinato a diventare un’icona dell’orologeria.
Accanto agli orologi, la casa francese consolida la propria fama con creazioni di gioielleria entrate nell’immaginario collettivo. Emblematici sono i bracciali Love, lanciati nel 1969 e disegnati da Aldo Cipullo, simbolo di unione eterna, e il successivo Juste Un Clou, il celebre bracciale a forma di chiodo che unisce spirito ribelle ed eleganza minimal.
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Cartier e il mito in mostra ai Musei Capitolini di Roma
A conferma di quanto la storia della maison Cartier sia profondamente correlata con l’arte e l’eredità culturale europea, i Musei Capitolini di Roma ospitano la mostra “Cartier e il mitoai Musei Capitolini” nelle sale di Palazzo Nuovo. Un’esposizione dedicata ad alcune tra le creazioni più prestigiose della maison, provenienti dalla celebre Cartier Collection.
Il percorso espositivo mette in scena un dialogo affascinante tra antico e contemporaneo: i gioielli Cartier si confrontano con le sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani e con una selezione di reperti archeologici provenienti dalla Sovrintendenza Capitolina, da importanti istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private.
Un’occasione per mettere in luce le influenze provenienti dal mondo classico greco-romano nelle creazioni Cartier, con una sezione dedicata alle tecniche e ai processi di lavorazione dei gioielli, con riferimenti all’età romana.
A rendere l’esperienza ancora più interessante contribuiscono le installazioni olfattive firmate da Mathilde Laurent, profumiera della maison, e l’esposizione di pietre dure scolpite in forme che richiamano divinità e figure mitologiche.
La mostra, dove e quando
Cartier e il mito ai Musei Capitolini, 14 novembre 2025 – 15 marzo 2026, Palazzo Nuovo, Musei Capitolini, Piazz del Campidoglio 1, Roma. Biglietto intero (solo mostra) € 8, ridotto €7. Per maggiori informazioni puoi consultare il sito del museo.



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