Il pittore Federico Zandomeneghi, in mostra a Padova, è stato tra gli artisti italiani che più hanno contribuito ad alimentare il movimento dell’Impressionismo lì dove lo stesso è nato, ossia in Francia. Ma vediamo meglio di chi si tratta. Buon proseguimento di lettura!
Federico Zandomeneghi, la biografia
Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) fu figlio d’arte: il padre e il nonno furono buoni scultori d’ispirazione canoviana, per cui non poteva che intraprendere anch’egli la strada dell’arte.
La formazione di Federico Zandomeneghi come pittore fu inizialmente condizionata dal movimento dei Macchiaioli, complice il soggiorno fiorentino del 1862. Successivamente, nel 1874, decide di partire apparentemente senza un programma preciso a Parigi affascinato ormai dal movimento degli Impressionisti.
Fu così che quella che doveva essere una breve permanenza si trasformò in un progetto di vita e di lavoro.
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Federico Zandomeneghi, Place d’Anvers, Paris, olio su tela, 1880, Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, Piacenza
Qui finì per coltivare amicizie con esponenti di quella stessa corrente artistica, come Degas e Renoir, coi quali ebbe uno straordinario rapporto al punto da diventare un protagonista della scintillante scena artistica parigina in compagnia di altri due connazionali quali Giuseppe de Nittis e Giovanni Boldini, dando forma così al trio degli Italiens de Paris.
Federico Zandomeneghi, il pittore dell’emancipazione femminile
Con il suo inconfondibile stile raffinato, sostenuto da un abile uso della tecnica pittorica, Zandò, come venne soprannominato, ha saputo catturare su tela il fascino della Belle Époque ritraendo gesti, fisionomie, atmosfere tipiche della città parigina con i suoi boulevard, i caffè, i teatri mantenendo pur sempre il suo stile italiano.
Zandomeneghi è stato anche l’interprete dell’emancipazione femminile ritraendo la donna dell’epoca moderna, una donna che cerca i suoi spazi e viene raffigurata nel suo contesto quotidiano scandito da rituali ben precisi come la toilette, le passeggiate al Bois, le letture, le conversazioni, il teatro.

Federico Zandomeneghi, A la toilette, olio su tela, collezione privata
Federico Zandomeneghi, la mostra a Palazzo Zabarella
In occasione della ricorrenza rappresentata dal centenario della morte del pittore Federico Zandomeneghi, Palazzo Zabarella, a Padova, gli dedica una grande mostra antologica: “L’impressionismo di Zandomeneghi“, in programma dal 1 ottobre fino al 29 gennaio prossimo.
La rassegna, a cura di Francesca Dini e Fernando Mazzocca, vede l’esposizione di almeno un centinaio di opere di Federico Zandomeneghi tra dipinti a olio e pastelli.
Un’occasione per ripercorrere fin dagli esordi la carriera del pittore impressionista, fatta anche di lavori di denuncia sociale e di naturalismo impegnato, oltre a rivelare uno stile unico tramite il quale ha saputo interpretare in maniera molto personale le novità dell’Impressionismo stesso.

Federico Zandomeneghi, Il Café de la Nouvelle-Athènes, 1885
Un buon motivo per (ri)scoprire un vero talento e una personalità artistica, finora non adeguatamente valorizzata, attraverso dipinti in gran parte sconosciuti al grande pubblico provenienti dalle più importanti e prestigiose istituzioni pubbliche come la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, il Museo Civico di Palazzo Te a Mantova fino ad arrivare alle più esclusive raccolte private italiane, ma anche inglesi e francesi.
La mostra, dove e quando
L’Impressionismo di Zandomeneghi, 1 ottobre 2016 – 29 gennaio 2017, Palazzo Zabarella, Via degli Zabarella 14, Padova. T’invito a visitare questo sito per ulteriori informazioni.



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