Le opere del grande pittore Pierre-Auguste Renoir, tra i principali esponenti dell’Impressionismo, sono il punto di partenza per raccontare un momento importante della sua vita e della sua arte: il viaggio in Italia.
Il soggiorno italiano di Renoir infatti non fu una semplice vacanza, ma un’esperienza che contribuì a modificare il suo modo di dipingere, portandolo progressivamente oltre i principi dell’Impressionismo e verso una nuova fase della sua ricerca artistica.
È proprio questo viaggio, e l’influenza che ebbe sulle sue opere, il filo conduttore della mostra a Palazzo Roverella di Rovigo e che offre lo spunto per questo articolo.
Ma vediamo più da vicino cosa accadde durante il viaggio di Renoir in Italia, partendo dalla biografia del pittore francese.
Pierre-Auguste Renoir, la biografia
Pierre-Auguste Renoir (Limoges 1841 – Cagnes-sur-Mer, Costa Azzurra, 1919) iniziò la sua attività artistica come apprendista presso una fabbrica di porcellane a Parigi, città dove il padre, un umile sarto, si trasferì con la famiglia poco dopo la sua nascita.
Lavorò per qualche tempo anche con il fratello, incisore, decorando ventagli e arredi sacri. Furono gli anni in cui Renoir iniziò a frequentare assiduamente il Louvre, dedicandosi allo studio delle opere dei grandi maestri del passato.
Nel 1862 entrò finalmente alla Scuola di Belle Arti di Parigi dove, nell’atelier del pittore Charles Gleyre, conobbe Claude Monet, Alfred Sisley e Jean Frédéric Bazille, con i quali avrebbe condiviso gli anni della formazione e le ricerche artistiche che avrebbero portato alla nascita dell’Impressionismo.
👉 Scopri i capolavori del padre dell’Impressionismo Claude Monet

Renoir e l’Impressionismo
Con gli amici sopra citati, già orientati verso una nuova pittura, Renoir si recò spesso a dipingere en plein air nella Foresta di Fontainebleau.
Se nelle prime opere di Pierre-Auguste Renoir emerge l’influenza di Gustave Courbet, come nei dipinti Diana cacciatrice (1867) e La bagnante e il cane grifone (1870), di Eugène Delacroix, risaltata dall’opera Donna d’Algeri (1872), e di Camille Corot, l’amicizia con gli Impressionisti lo portò verso una pittura caratterizzata dalla ricerca della luce e dalla valorizzazione del colore.
Lo rivelano dipinti come Il palco (1874) e La colazione dei canottieri (1881) e soprattutto il celebre Ballo al Moulin de la Galette (1876), tra gli esempi più significativi della fase impressionista di Renoir. Nel 1874 l’artista partecipò inoltre alla prima mostra degli Impressionisti, nello studio del fotografo Nadar, con sette dipinti.
Fu proprio in questi anni che Renoir cominciò a ottenere maggiore apprezzamento, dopo che il Salon, dal 1864 al 1867, aveva più volte rifiutato alcune sue opere.

Il viaggio in Italia di Renoir
Dopo il soggiorno in Algeria del 1879, qualcosa nella ricerca artistica di Renoir cominciò a cambiare. La svolta arrivò in particolare con il viaggio in Italia del 1881, durante il quale l’artista sentì nascere l’esigenza di confrontarsi con una pittura diversa.
Il viaggio lo portò a Venezia, dove Pierre-Auguste Renoir realizzò opere come Piazza San Marco a Venezia e Gondole sul Canal Grande (1881), e successivamente arrivò a Roma, Napoli e Palermo. Il soggiorno italiano gli offrì profonde suggestioni, insieme alla possibilità di confrontarsi con i capolavori di Raffaello, Tiziano e con le testimonianze della pittura pompeiana.
Gli spunti ricevuti durante il viaggio in Italia, da Nord a Sud, furono numerosi. La lettura del Libro dell’arte, scritto dal pittore e trattatista medievale Cennino Cennini, lo portò per esempio a guardare con nuovo interesse ai pittori fiorentini, ai fiamminghi e all’arte di Jean-Auguste-Dominique Ingres. Renoir scrisse inoltre la prefazione all’edizione francese del 1911 del libro di Cennini, che rappresenta il suo unico scritto teorico.
Particolarmente significativa fu l’esperienza nel Sud Italia, dove Renoir rimase colpito dalla calda luce mediterranea, dall’isola di Capri e dalle antiche testimonianze custodite nel Museo archeologico di Napoli.
Sebbene nel 1882 avesse inviato 25 tele alla settima esposizione degli Impressionisti, il periodo di fascinazione per il movimento si avviava ormai alla conclusione. Nel 1883 Renoir si allontanò definitivamente dagli interessi che avevano caratterizzato la sua prima fase impressionista, attratto sempre più dai grandi pittori italiani, da Ingres e dalla monumentalità delle sculture umane.

Il nuovo stile di Renoir
Come accadeva ad altri artisti contemporanei, anche per Renoir la pittura impressionista cominciava ad apparire sempre più precaria: la luce non doveva più essere considerata un fine in sé, ma doveva essere collegata al disegno e alla composizione.
L’esperienza maturata durante il soggiorno italiano contribuì a rafforzare questa nuova esigenza e portò il pittore a interessarsi maggiormente alla figura umana, che gli Impressionisti avevano invece in parte trascurato.
Le opere di Pierre-Auguste Renoir di questo periodo, definito “aigre” (aspro), segnano così un progressivo allontanamento dalla pittura impressionista e dalle esperienze condivise con Monet, per avvicinarsi maggiormente ad artisti come Manet e, soprattutto, Ingres. Ne sono esempi dipinti come Le grandi bagnanti (Les grandes baigneuses, 1884-1887), I bambini Bérard a Wargemont (1884), Gli ombrelli (1886) e La pastorella.
L’attività artistica divenne intanto frenetica e il riconoscimento da parte del pubblico toccò il culmine con il Salon d’Automne del 1904, che gli dedicò un’intera sala.
Nonostante i gravi problemi di salute che lo colpirono, dal 1901 Renoir si recò spesso sulla Costa Azzurra dove continuò a dipingere senza sosta. Negli ultimi anni, quando le sue mani erano ormai deformate dall’artrite, arrivò anche a farsi legare il pennello alla mano per poter continuare a lavorare.
Da questa fase e dalle opere dell’ultimo periodo emerge uno spirito combattivo e un autentico amore per la vita, insieme a una passione per la pittura che Renoir continuò a coltivare fino agli ultimi anni.

Pierre-Auguste Renoir: le opere in mostra a Palazzo Roverella
Un omaggio a Pierre-Auguste Renoir e alla notevole influenza che il viaggio in Italia ebbe sulla sua arte è la mostra “Renoir. L’alba di un nuovo classicismo” presso Palazzo Roverella di Rovigo.
Il focus della rassegna è concentrato in particolare sulle opere realizzate dall’artista nella seconda fase della sua vita, quando Renoir si era ormai allontanato dalla pittura impressionista per avvicinarsi a quella che la mostra definiva una “nuova idea di classicismo”.
Le opere del pittore francese venivano messe a confronto con quelle delle correnti d’avanguardia che avrebbero caratterizzato il primo Novecento, attraverso artisti come Carlo Carrà, Giorgio de Chirico e altri protagonisti dell’arte del periodo.
La mostra, dove e quando
Renoir. L’alba di un nuovo classicismo, 25 febbraio – 25 giugno 2023, Palazzo Roverella, Via Laurenti 8/10, Rovigo. Biglietto intero € 12, ridotto € 9. Per maggiori informazioni su orari e visita ti consiglio questo link.



Leave a Comment