Dante Alighieri nell’anno del suo 700mo anniversario

Dante Alighieri nell’anno del suo 700mo anniversario

Dante Alighieri, la biografia

Il sommo poeta Dante Alighieri (Firenze 1265 – Ravenna 1321) nacque, in base a notizie fornite da egli stesso, nella seconda metà di maggio del 1265 nella casa paterna, nel Sesto di Porta San Pietro a Firenze.

Il padre, Alighiero II, fu personaggio di poco conto mentre della madre si conosce il nome, Bella (da Ghisolabella o Isabella), come si evince da un atto notarile del 1332 che ricorda la dote (“Domine Belle olim matris Dantis”). Ella morì giovane così che Alighiero sposò in seconde nozze Lapa Cialuffi, dalla quale nacque un altro figlio maschio, Francesco, che fu sempre affezionato al poeta e potè vivere a differenza sua in patria.

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Sandro Botticelli, Dante Alighieri, tempera su tela, 1495

Dante ebbe anche una sorella, Gaetana o Tana, che forse è indicata nella “donna giovane e gentile” che nel cap. XXIII della Vita nuova è descritta in atto pietoso accanto al letto del poeta.

Gli studi giovanili di Dante

Sugli studi giovanili del nostro mancano notizie precise, ad ogni modo è probabile che abbia frequentato la scuola dei francescani del convento di Santa Croce e quella dei domenicani di Santa Maria Novella. Così come è altrettanto probabile che per un certo periodo abbia seguito corsi di legge nella città di Bologna (1287) dove vi ritornò nel 1291 per poi protrarre il suo soggiorno fino al 1294 compiendo in tutto, o in parte, un corso regolare di medicina e di arti.

Effettuò inoltre studi di filosofia, come attestato nel Convivio, immergendosi nella lettura di filosofi antichi e con non minore passione si dedicò anche alla poesia, nella quale ben presto trovò quella originalità che lo contraddistinse nei suoi scritti comprese le liriche raccolte nella Vita nuova e nel libro delle Rime.

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Domenico di Michelino, La Divina Commedia illumina Firenze, Santa Maria del Fiore, Firenze

Il Dante Alighieri cavaliere

Appartenendo ad una famiglia nobile Dante fece pratica di armi e partecipò come feditore – ossia quel cavaliere destinato con gli altri ad aprire la mischia – alle azioni militari che la guelfa Firenze intraprese contro le città ghibelline di Pisa e Arezzo.

Da alcuni elementi presenti nella Divina Commedia emerge che il poeta partecipò a scorrerie in terra aretina e fu presente al fatto d’armi più importante di quella guerra, la battaglia di Campaldino (11 giugno 1289) così come nelle operazioni contro Pisa dove presenziò all’assedio del castello di Caprona (16 agosto 1289).

Grazie alla sua condizione di cavaliere, oltre alle sue doti di poeta, poté stringere rapporti di amicizia con personaggi illustri la cui memoria volle poi esternare nel suo noto poema: tra questi Nino Visconti, che era a capo dei lucchesi combattenti contro Pisa, e Carlo Martello, figlio ed erede di Carlo II d’Angiò.

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Eugène Delacroix, La barca di Dante, olio su tela, 1822, Museo del Louvre, Parigi.

Dante Alighieri e Gemma di Manetto Donati

Il Sommo Poeta nonostante fosse rimasto per tutta la vita abbagliato da Bice Portinari nota come la Beatrice che gli fa da guida nella parte finale della Divina Commedia, nonché sua ossessione amorosa, in realtà contrasse un matrimonio con Gemma di Manetto Donati dalla quale gli nacquero tre figli: Pietro, Iacopo e Antonia.

È presumibile che le nozze si siano svolte in anni giovanili poiché da un documento del 1239 risulta che tra le famiglie Alighieri e Donati fu stipulato un contratto matrimoniale quando Dante e Gemma non erano ancora in età da matrimonio.  

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Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, dipinto a olio, 1872, Chicago Art Institute

L’esilio di Dante Alighieri

Nel 1295 iniziò per Dante un’altra esperienza importante: l’accesso alla vita politica del Comune fiorentino che lo vide assumere una condotta al di sopra delle parti e fazioni, in un momento in cui la rottura tra guelfi di parte bianca – ai quali apparteneva –  e guelfi di parte nera si fece più aspra, e impegnarsi per salvare l’indipendenza del comune dalla tirannide interna dei magnati e da quella non meno pericolosa di papa Bonifacio VIII interessato a profittare delle beghe politiche fiorentine per estendere il suo potere non solo su Firenze ma su tutta la Toscana.

Nonostante ciò Dante finì per diventare vittima di vendette e processi sommari che furono espletati contro i guelfi di parte bianca da parte di papa Bonifacio VIII e del suo paciere, Carlo di Valois.

Il podestà Cante de’ Gabrielli da Gubbio il 27 gennaio 1302 pronunciava così la sentenza contro di lui accusato di baratteria, di frodi amministrative nella cosa pubblica: la sentenza conservata nel cosiddetto Libro del Chiodo, obbligava l’Alighieri  e altri, condannati con lui, a comparire dinanzi al giudice e pagare un’ammenda di cinquemila fiorini piccoli, pena la confisca dei beni.

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Salvador Dalì, Il congedo di Virgilio da Dante

Dante ebbe probabilmente notizia della condanna nel viaggio di ritorno da Roma per la via di Siena; decise di non rientrare in patria e una successiva sentenza del 10 marzo lo condannava perciò come contumace a morire sul rogo.

Iniziò così l’esilio che lo portò a un peregrinare da una città all’altra fino alla rottura col suo partito, un evento che lo fece apparire agli occhi dei suoi compagni di sventura come un nemico. Si spense infine il 14 settembre 1321 a causa della febbre malarica.

I misteri sulla morte di Dante

Merita un cenno anche la storia quasi romanzesca delle ossa del poeta: seppellito presso la chiesa di San Francesco, a Ravenna, le sue ossa vennero occultate nel 1519 quando i frati francescani, che avevano in custodia il sepolcro, temettero che venissero trasportate a Firenze.

Trasferite in vari nascondigli, invano furono cercate sino al 1865, allorché più avvedute indagini portarono al loro ritrovamento nel convento dei francescani. Da allora riposano nell’arca marmorea, che è meta di devoti pellegrinaggi.

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Eugenio Moretti Larese, La morte di Dante, olio su tela, 1852-53

Dante e lo Stil Novo

Il pensiero e la poesia danteschi sono stati strettamente collegati al tempo che li vide nascere: quello della tradizione medievale, compreso lo Stil Novo a cui si collega l’alta spiritualità della lirica d’amore.

Gli scritti di Dante, soprattutto la Divina Commedia, universalmente considerata la più grande opera scritta in italiano, rivelano un’originalissima sintesi della cultura e degli ideali di vita del Medioevo.

L’opera dantesca pertanto rivela un significato storico altissimo poiché è rappresentativa di una civiltà e una cultura capaci di esprimere valori di significato universale. E non a caso Dante Alighieri è considerato il padre della lingua italiana.

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Andrea Pierini, Dante legge la Divina Commedia alla corte di Guido Novello, 1850, dipinto a olio, Palazzo Pitti-Galleria D’Arte Moderna, Firenze

Dante, gli eventi per l’anniversario

Nel 2021 cade il settecentesimo anniversario della morte del sommo poeta pertanto manifestazioni sono state attivate dallo scorso anno e altre probabilmente ve ne saranno.

Una di queste è stata inaugurata a settembre 2020 e termina a gennaio 2022, “Dante. Gli occhi e la mente”, a Ravenna, in Emilia Romagna, presso il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna. Una rassegna espositiva ricca di approfondimenti che include tre grandi mostre che v’invito ad approfondire a questo link.

La sua stessa città natale, Firenze, non poteva di certo esimersi dal tributargli i dovuti eventi che sono stati inclusi in un sito apposito: https://www.700dantefirenze.it/ tra questi vi è una mostra virtuale della Galleria degli UFFIZI, “A riveder le stelle“, con illustrazioni dedicate alla Divina Commedia.

Concludo con gli eventi della rassegna Viva Dante. Buon anniversario!

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Adriana Pitacco

    Da tempo ho una grande fortuna: poter leggere intensamente i tuoi splendidi post! Non dimentico mai di sottolineare che sei una miniera di conoscenze che incantano sempre i lettori. Come sempre ti rinnovo i miei complimenti perchè anche questo tuo post rispecchia quanto sopra ho scritto! Leggerlo è paragonabile ad un’avventura bellissima con parole che ti conducono sapientemente in questo vero viaggio di conoscenza.
    Hai inoltre scelto dei quadri splendidi di autori che adoro profondamente.
    Ti ringrazio anche per avermi segnalato “Dante gli occhi e la mente a Ravenna” e la rassegna Viva Dante.
    Un grazie infinito
    Adriana
    natipervivereblog

    1. Maria Curci

      Grazie mille Adriana, ma sei troppo buona nel definirmi una “miniera di conoscenze” perché non lo sono affatto. In realtà è questo progetto che mi sono creata, il blog, a portarmi a scoprire o approfondire cose alle quali altrimenti non avrei accesso. Come avviene anche per te, suppongo. Ad ogni modo i complimenti e gli apprezzamenti fanno sempre piacere! 😉

  2. Davvero molto interessante!
    Sicuramente giro il tuo articolo anche a mio figlio che sta giusto studiando lo Stilnovo e i primi accenni a Dante: questo 700° anniversario merita approfondimenti.
    Grazie!

    1. Maria Curci

      Grazie a te, cara! Mi sono rivista l’articolo e l’ho aggiornato inserendo ulteriori informazioni sugli eventi dedicati a questa importante ricorrenza.

  3. Katja

    Appena passerà questa pandemia voglio ritornare a Verona per ripercorrere le tappe di Dante durante il suo esilio.

    La città di Verona ha organizzato diversi incontri virtuali in onore dei 700 anni dalla morte. Lavoro permettendo vorrei partecipare ❤️

    1. Maria Curci

      E si, speriamo questa pandemia finisca il prima possibile per permetterci di ritornare a frequentare i luoghi della cultura! Mi andrò allora a curiosare gli eventi online che Verona dedicherà al Sommo!

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