Dopo aver esplorato il mondo del cioccolato oggi scopriamo la storia e le origini di un’altra bevanda amatissima e consumata da oltre l’85% degli adulti nel mondo: il caffè.
Esploreremo insieme non solo la sua storia, ma anche i musei del caffè in Italia, dove la passione per questa bevanda viene celebrata con degustazioni, collezioni e percorsi immersivi. Un viaggio tra storia, arte e tradizione che sicuramente farà apprezzare ancora di più il proprio caffè quotidiano!
Il caffè: dove nasce e come cresce
La pianta del caffè, conosciuta scientificamente come Coffea arabica, cresce principalmente nelle regioni tropicali di Africa, Asia e nelle Americhe, in particolare nelle aree a clima caldo e umido.
La Coffea arabica è un arbusto che può raggiungere altezze comprese tra i 3 e i 10 metri, caratterizzato da fiori bianchi, piccoli e aromatici. A seconda delle condizioni climatiche, la pianta può fiorire più volte durante l’anno ma nelle zone tropicali più piovose, come le pianure, si possono osservare fioriture e frutti anche per tutto l’anno.
Il frutto del caffè, comunemente chiamato “ciliegia“, è una drupa che, inizialmente verde, acquisisce una colorazione rossa man mano che matura. Questa fase segna il momento in cui il caffè è pronto per essere raccolto e lavorato, un processo che darà vita ai famosi chicchi che poi torneranno nelle nostre tazze, portando con sé secoli di storia e tradizione.

Storia e origini del caffè tra Asia, Africa e Nuovo Mondo
Il caffè ha origini lontane, nella regione dell’Abissinia (oggi Etiopia) dove la pianta veniva coltivata già secoli fa. Fu però nel XIV secolo, quando il caffè venne portato nello Yemen, vicino alla città di Mokha, che iniziò a diffondersi in altre aree del Medio Oriente come l’Arabia, il Sudan e l’Egitto.
La sua espansione in Europa e nelle colonie iniziò grazie agli Olandesi, che nel XVII secolo introdussero la pianta nelle loro colonie, in particolare a Giava (in Indonesia).
Successivamente dal Nuovo Mondo, in particolare dalla Guiana Olandese (oggi Suriname), il caffè si diffuse in altre regioni come il Brasile, la Colombia, il Venezuela, l’America Centrale e le Antille, dove il clima e le condizioni ambientali si rivelarono ancora più favorevoli per la coltivazione rispetto alla sua terra d’origine.
Nel corso dei secoli il caffè fu anche oggetto di polemiche. I medici dell’epoca, infatti, temevano che il suo consumo potesse provocare gravi malattie o addirittura portare alla sterilità. Nonostante ciò, la bevanda si consolidò rapidamente come una delle più popolari nel mondo.
Oggi conosciamo due principali varietà di caffè: l’Arabica, che proviene dall’America del Sud e dall’Africa Orientale, e il Robusta, che invece si coltiva principalmente nell’Africa occidentale e in alcune zone dell’Asia. Queste due varietà sono alla base della maggior parte delle miscele di caffè che consumiamo ogni giorno.

La diffusione del caffè nel mondo: dai primi caffè alla cultura dei caffè europei
Le prime botteghe di caffè nacquero alla Mecca nel XV secolo, diventando subito popolari nel Medio Oriente. La bevanda si diffuse rapidamente, creando veri e propri centri di incontro per la comunità. Questi caffè, che inizialmente servivano come luoghi di socializzazione e scambio, divennero anche spazi per il dibattito e la discussione culturale.
La diffusione del caffè in Europa avvenne grazie ai mercanti e ai navigatori che, nel XVII secolo, introdussero questa usanza nel Vecchio Continente. Le prime caffetterie europee aprirono in città come Venezia, Marsiglia e Londra, diventando rapidamente luoghi d’incontro di un pubblico variegato.
Questi caffè non erano solo posti dove sorseggiare una bevanda: nel tempo diventarono punti di ritrovo per intellettuali, politici e artisti, che li frequentavano per scambiare idee, leggere i giornali e discutere di cultura, politica e arte. L’atmosfera che si respirava in questi luoghi contribuì alla nascita di una vera e propria cultura del caffè che perdura ancora oggi.

La diffusione del caffè in Italia tra caffè storici e luoghi di ritrovo culturale
In Italia la storia del caffè affonda le radici nel XVII secolo con l’apertura del primo caffè a Venezia da parte di Floriano Francesconi. Situato in Piazza San Marco, il caffè fu chiamato inizialmente “Caffè della Venezia Trionfante“, ma oggi è conosciuto come Caffè Florian.
Questo storico caffè divenne presto un punto di ritrovo per l’élite intellettuale e culturale, con la presenza di figure illustri come Francesco Algarotti, Rousseau, Canova, Pellico e Byron. Nonostante l’apertura di altri caffè importanti il Florian rimase il caffè più rinomato di Venezia.
A Trieste il Caffè Ai Volti di Chiozza divenne un centro di vita politica e rimase un luogo di ritrovo per gli irridentisti fino al 1914, quando fu distrutto dagli austriaci.
A Padova il celebre Caffè Pedrocchi si distingue per non aver mai chiuso le sue porte, nemmeno di notte. Questo caffè divenne un importante centro di vita universitaria e fu teatro dei moti cittadini del 1848.
A Torino i caffè furono strettamente legati agli eventi del Risorgimento italiano: il Caffè Florio era frequentato regolarmente da personalità come Santarosa, d’Azeglio e Cavour, mentre al Caffè Nazionale l’8 febbraio 1848 fu letto ai presenti, tra cui emigrati politici e piemontesi, il testo del Proclama Albertino due ore prima che venisse reso pubblico.
A Milano locali di caffè come la Cecchina ospitavano i patrioti di destra e i cavouriani, mentre la Peppina diventò il punto di ritrovo della sinistra mazziniana e dei membri della Giovine Italia. Al Caffè Hagy si riunivano invece musicisti, attori e letterati.

A Firenze il Caffè Michelangelo fu il cuore pulsante del mondo dell’arte e della letteratura, mentre a Roma il Caffè Greco attirava letterati e turisti stranieri, tra cui nomi del calibro di Wagner, Liszt, Schopenhauer e Mendelssohn. Il Caffè Aragno divenne il punto di riferimento per i deputati, giornalisti, artisti e letterati della capitale.
Nel Sud Italia il caffè più famoso era il napoletano Caffè Europa, un luogo di ritrovo per gli epigrammisti partenopei. Francesco Procopio dei Coltelli, originario di Palermo, fu il fondatore dei caffè parigini, tra cui il celebre Café Procope di Parigi, che divenne un simbolo della cultura del caffè in Europa.
I musei del caffè in Italia tra storia e tradizione
Come per il cioccolato anche il caffè ha ispirato la creazione di numerosi musei in tutto il mondo, e l’Italia non fa eccezione. Da Nord a Sud sono diversi i musei dedicati a questa bevanda, e che ne raccontano la storia, la cultura e la tradizione.
A Torino troviamo il celebre Museo Lavazza, dedicato alla famosa marca di caffè, che offre un’esperienza immersiva con un percorso che inizia dall’elemento simbolico e imprescindibile per la bevanda: la tazzina. Il museo include anche un’area archeologica offrendo così ai visitatori una visione unica della storia e dell’evoluzione del caffè.
A Milano il MUMAC – Museo della Macchina per caffè, del gruppo Cimbali, celebra l’evoluzione delle macchine da caffè espresso, con un percorso espositivo che attraversa diverse epoche storiche. Il museo include una vasta collezione di foto, cartelloni pubblicitari dell’epoca, musica e oggetti vintage, che permettono ai visitatori di rivivere la storia del caffè e della sua preparazione.

A Trento l’OmKafè Museo del caffè, offre un viaggio nel tempo, raccontando la storia del caffè e della sua produzione a partire dai paesi d’origine.
In provincia di Treviso, e precisamente a Conegliano, si trova il Museo del Caffè Dersut, un edificio storico e un perfetto esempio di archeologia industriale dedicato al caffè espresso.
Spostandoci al Sud troviamo il Museo del Caffè Morettino, una storica torrefazione di Palermo, che racconta la lunga tradizione della famiglia Morettino, iniziata come una piccola bottega di spezie e coloniali e trasformata poi in una delle realtà più importanti del caffè siciliano.
E dopo questa meravigliosa esplorazione nella storia e i musei del caffè, perché non concludere con una buona tazzina di caffè?!
16 COMMENTS
Katja
6 anni agoehm … e io che sto cercando di smettere di bere il caffè e tu mi vieni fuori con questo post, Maria? Scherzo! E’ sempre interessante conoscere la storia del cibo e delle bevande che oramai son diventate parte della nostra quotidianità!
A Padova ho provato il Pedrocchino allo storico Caffè Pedrocchi: ero convinta che faccesse schifo, invece è una meraviglia. Uno strato di menta sopra il caffè, da bere così senza zucchero e senza girarlo col cucchiaino: da provare!
Non conoscevo l’Omkafè di Arco in provincia di Trento che hai indicato, mentre è da un po’ che voglio andare a Rovereto (sempre in provincia di Trento) per entrare nel Museo del Caffè CoBo
Maria Curci
6 anni ago AUTHORAhahahah, e pensare che io invece non ne sono una gran appassionata (preferisco i Pocket Coffee o, qualche volta, l’espressino o anche il cappuccino ma il caffè tradizionale proprio non ce la faccio a farmelo piacere XD). Tra caffè e cioccolato scelgo di gran lunga il cioccolato.
Il Museo del caffè di Rovereto me lo sono persa tra le news!
Viola
6 anni agoAdoro il caffè! Mi rifiuto di iniziare la mia giornata senza un bel caffè fumante! E mi piacciono molto i cafè storici, quelli dove si riunivano letterati e uomini illustri. Di quelli elencati sono stata al cafè Michelangelo a Firenze 🙂
Maria Curci
6 anni ago AUTHORWow, sarà stata una gran bella esperienza suppongo!
Salvina
6 anni agoDa accanita bevitrice di caffè mi sono subito interessata al tuo articolo ricco di tante informazioni utili e curiosità! E quanti musei sono stati dedicati a questa bevanda..occorre visitarne qualcuno!! 🙂
Maria Curci
6 anni ago AUTHORCiao Salvina, mi fa molto piacere averti fornito informazioni utili! Fammi sapere poi delle visite. 😉
Claudia
6 anni agoMi piace il caffè e devo dire che le nozioni di base le conoscevo. Non sapevo però ci fossero dei veri e propri musei dedicati al caffè, la cosa mi ha stupito.
Maria Curci
6 anni ago AUTHORBeh, potresti magari visitarne qualcuno!
Giulia
6 anni agoInteressante questo post, non sapevo che il Vietnam fosse il secondo produttore al mondo e avesse persino un museo. Non ho mai visitato un museo dedicato al caffè (al cioccolato sì), prima o poi lo farò perché amo questo bevanda. Rigorosamente nero e amaro!
Maria Curci
6 anni ago AUTHOREh si, è stata una sorpresa anche per me scoprire che il Vietnam è il secondo produttore di caffè nel mondo.
Silvia
6 anni agoSto seguendo un regime di disintossicazione che prevede di non bere caffè e tè leggere tutti questi luoghi dedicati al caffè fa venire voglia di berne subito uno. Mi ho tentato come non mai.
Maria Curci
6 anni ago AUTHORDai, una tazzina te la potrai pur concedere ogni tanto. 😉
LaZiaRo
6 anni agoIn Africa di recente sono andata a scoprire come si fa il caffè, dalla pianta alla tazzina! Di piante ce ne sono un sacco, ho visto i fruttini seccare al sole, quelli rossi della tua foto. poi ho provato a romperne i gusci e tritarli. poi una signora che sapeva il fatto suo li ha tostati… E in fine ce li siamo venuti! 😁 Buono il caffè fatto fa me! 😅
Maria Curci
6 anni ago AUTHORWow! Che esperienza suggestiva dev’essere stata!
Keep Calm & Drink Coffee
4 anni agoNon posso credere di essermi persa questo articolo!!
Ma COME avrò fatto?! 😊
Maria Curci
4 anni ago AUTHORL’importante è che tu sia riuscita a scovarlo! 😉