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Animeyed, il mondo animalesco di Flora Borsi

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Gli animali nell’arte

Gli animali al pari dei soggetti umani e paesaggistici arricchiscono da sempre il mondo dell’arte, basti pensare a quante volte ce li siamo ritrovati nei dipinti.

Essi infatti hanno accompagnato la storia dell’uomo fin dagli albori conquistando un ruolo importante anche in campo artistico al punto che l’uomo stesso, da sempre, ha sentito la necessità di raffigurare ciò che gli stava vicino facendogli magari compagnia, lo stupiva per la sua bellezza o costituiva la sua principale fonte di sostentamento.

 
gli animali nell'arte
Photo credit Flora Borsi

 

Le prime rappresentazioni artistiche degli animali

Fin dai tempi della preistoria l’uomo ha ritrovato nel mondo animale una capacità di trasformare il proprio animo o anche di elaborarne un confronto fino a farlo diventare il tramite a cui attribuire significati simbolici e allegorici.

Le prime manifestazioni artistiche degli animali da parte dell’uomo risalgono alla fine del Paleolitico, nel periodo che gli studiosi chiamano Paleolitico Superiore, e raffigurano immagini soprattutto di animali selvatici (bisonti, renne, mammut), dipinte sulle pareti e sulle volte di grotte naturali presenti in tutta Europa.

 
 
le prime rappresentazioni artistiche degli animali
Photo credit Flora Borsi


Questa raffigurazione del mondo animale è sempre stata un pretesto per l’uomo non solo per rappresentare l’ambiente che lo circonda, o dal quale si sente attratto, ma anche per scopi che vanno al di là della semplice contemplazione estetica, arrivando a toccare le sfere della psiche ponendo così l’attenzione su temi quali l’identità, le emozioni, i sogni e le relazioni.

Flora Borsi, Animeyed

Un po’ come emerge dai surreali e superbi scatti del progetto Animeyed dell’artista e fotografa ungherese Flora Borsi in cui la figura di un animale ripreso lateralmente si sovrappone a un viso di donna, che è poi quello della fotografa stessa, in un gioco di somiglianze, colori, e parallelismi.

flora borsi animeyed
Photo credit Flora Borsi

 

Un’idea, ha spiegato la Borsi, che le è balenata in mente in seguito ad un selfie in compagnia del suo cane.

Guardando l’immagine ha avuto l’impressione che l’occhio del suo cane fosse uno dei suoi occhi e da qui è partita l’ispirazione del progetto “Animeyed” realizzato con un accurato lavoro di editing, basato sull’inserimento di particolari oggetti e su un’omogeneizzazione dei colori, con l’obiettivo di rendere il volto umano e quello animale il più somigliante possibile. E direi che in questo caso il detto “tale cane, tale padrone” o, meglio, “tale animale, tale umano” calza proprio a pennello!

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