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Oscar Wilde per la prima volta in mostra a Parigi

Oscar Wilde è un personaggio che mi ha sempre affascinata, anche se – a onor del vero – di lui non ho ancora letto al momento molti libri. A parte il classico “Il ritratto di Dorian Gray” e il racconto “Il principe felice” incrociato su un libro di antologia delle scuole medie. Ricordo che leggerlo mi emozionò e mi sorprese perché sapevo di Wilde come persona eccentrica e dallo sferzante sarcasmo, che ho in seguito amato, ma che potesse mostrare un lato così profondamente e delicatamente umano un po’ mi sorprese. Segno rivelatore che cose e persone meglio non darle mai per scontate.

In questo contesto voglio approfondire la vita e le opere del buon Oscar in relazione ad una mostra, la prima, che Parigi gli ha voluto (finalmente) dedicare. Ti va di scoprirlo meglio? T’invito a proseguire la lettura.

Oscar Wilde, la biografia

Talentuoso fin da giovane al punto da ottenere un premio di poesia già da adolescente al Trinity College di Dublino dove studiò, Oscar Wilde si distinse fin da subito per i suoi atteggiamenti da “poeta maledetto”: abiti eccentrici, chioma lunga, disprezzo per gli sport praticati nei college, culto del morboso.

Discepolo dello scrittore Walter Pater e del pittore J.M. Whistler, divenne in breve uno degli esponenti più in vista dell’estetismo, i quali principi espose in una raccolta di saggi (Intuizioni, 1891) di cui sottolineò audacemente gli aspetti più vistosi, consapevole di quanto le forme di esasperata bohème compiacessero il pubblico borghese.

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Oscar Wilde, le opere più importanti

La sua caustica ironia, il ripudio delle convenzioni, la stravaganza del comportamento resero Wilde popolare negli ambienti più mondani di Londra e Parigi, e in seguito anche in America dove arrivò per un giro di applaudite conferenze dopo aver pubblicato la sua prima raccolta di versi (Poesie, 1881).

Dopo il soggiorno parigino, durante il quale scrisse per Sarah Bernhardt il dramma Salomè proibito in Inghilterra e rappresentato con successo a Parigi nel 1896, tornò a Londra dove iniziò la pubblicazione delle sue opere.

Nel 1895, in seguito a una causa di diffamazione intentata contro il duca di Queensberry, padre di Alfred Douglas al quale Wilde era intimamente legato, fu a sua volta accusato di omosessualità e condannato a 2 anni di carcere, che scontò nella prigione di Reading.

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Oscar Wilde e Alfred Douglas

Quest’amara esperienza gli ispirò una delle sue opere più autentiche, La ballata del carcere di Reading (1898). Uscito di prigione, dopo varie vicissitudini, si trasferì a Parigi dove visse – ormai povero e solo – con lo pseudonimo di Sebastian Melmoth fino alla morte avvenuta nel 1900.

Nel corso della sua vita ci furono anche un matrimonio dal quale nacquero due figli, per essere partecipe delle convenzioni del tempo (1884), e soprattutto una serie di opere che portarono Wilde ad essere un autore in voga ancora oggi: Il ritratto di Dorian Gray (1890) – basato sul tema del Faust, considerato la bibbia dell’estetismo decadente in cui a fare da perno è il culto dell’esteriorità e della forma che prevale sulla virtù e dunque della vita come artificio e invenzione, che influenzò tutta una categoria di scrittori europei da D’Annunzio a Thomas Mann – il già menzionato  Il principe felice e altre favole (1888), Il delitto di lord Arthur Savile (1891), e De Profundis (1897).

Senza tralasciare i testi teatrali: Il ventaglio di Lady Windermere del 1892, Una donna senza importanza(1893), Un marito ideale e L’importanza di chiamarsi Ernesto del 1895.

Tutte commedie oscillanti tra umorismo, satira e patetico, che segnarono in Inghilterra la rinascita di un teatro d’ambiente, non travagliato da problemi angosciosi ma carico di allusioni e inquietudini, nella sua esteriore eleganza, di quanto apparisse a prima vista.

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La tomba di Oscar Wilde a Parigi

L’impertinent absolu, la prima mostra omaggio a Parigi

Parigi è il luogo dove Wilde morì in miseria in un hotel e dove è tuttora sepolto ed è per questo, probabilmente, che la capitale francese sentendosi in debito di riconoscenza gli dedica per la prima volta una mostra: “Oscar Wilde. l’Impertinent Absolu“, al Petit Palais di Parigi fino al 15 gennaio.

Lo stesso curatore della rassegna, Dominique Morel, ha spiegato: “Non c’è mai stata a Parigi una mostra su Oscar Wilde, questa è la prima. E Oscar Wilde amava la Francia, parlava anche bene francese con un leggero accento inglese. Veniva spesso a Parigi, anche per il suo viaggio di nozze nel 1884, qui ha incontrato tutti i grandi scrittori, Mallarmé, Goncourt, Verlaine ed è morto a Parigi”.

In esposizione foto, disegni, caricature, quadri, lettere, affetti personali e oggetti a lui appartenuti provenienti da Irlanda, Inghilterra, ma anche da Stati Uniti, Canada e Italia. Sicuramente molto interessante!

 
 

La mostra, dove e quando

Oscar Wilde. L’impertinent absolu, 28 settembre 2016 – 15 gennaio 2017, Petit Palais – Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Avenue Winston Churchill, Parigi. Maggiori informazioni qui

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