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Arte e Cultura

Elisabetta Sirani, la pittrice del Seicento riscoperta agli Uffizi

elisabetta sirani, la pittrice del seicento riscoperta agli uffizi

Oggi scopriamo insieme Elisabetta Sirani, pittrice italiana tra le più talentuose del Seicento, una figura straordinaria che nonostante il grande successo ottenuto in vita è rimasta a lungo ai margini della storia dell’arte.

Artista raffinata e protagonista della scuola bolognese, la Sirani seppe distinguersi in un’epoca in cui per una donna affermarsi nel mondo dell’arte rappresentava una sfida tutt’altro che semplice. Ripercorrere la sua vicenda significa riscoprire una delle artiste più affascinanti della pittura seicentesca, il cui talento viene riscoperto anche grazie ad una mostra organizzata dagli Uffizi.

Un motivo in più per conoscere più da vicino la sua vita e le sue opere!

Elisabetta Sirani, la biografia

La vicenda di Elisabetta Sirani è tanto straordinaria quanto breve: nata a Bologna nel 1638, la pittrice e acquafortista morì nel 1665 a soli 27 anni, lasciando un corpus di opere che le valse fama e prestigio già tra i suoi contemporanei.

Sulle cause della sua morte gli storici hanno formulato diverse ipotesi: c’è chi parla di avvelenamento e chi, invece, di complicanze dovute a un’ulcera gastrica.

Figlia del pittore e mercante d’arte Giovanni Andrea Sirani, primo assistente di Guido Reni, Elisabetta crebbe in un ambiente ricco di stimoli artistici. Il padre fu infatti il suo primo maestro e ne intuì fin da subito il talento.

E quando, a causa della gotta, fu costretto ad abbandonare la pittura, la giovane artista assunse la guida della bottega paterna a soli ventiquattro anni, dimostrando una straordinaria maturità professionale.

La pittrice bolognese non si limitò però alla sola attività artistica: fu tra le prime donne in Europa a fondare una scuola di pittura riservata alle giovani allieve, offrendo loro un’opportunità di formazione in un’epoca in cui l’accesso all’arte era ancora fortemente limitato per il mondo femminile.

La sua fama crebbe rapidamente, tanto che già durante la sua breve esistenza le opere di Elisabetta Sirani entrarono a far parte di importanti collezioni d’arte europee.

Nella sua produzione si riconoscono gli insegnamenti di Guido Reni, dei Carracci e di Francesco Albani, rielaborati attraverso uno stile personale caratterizzato da una tavolozza luminosa, una pennellata sciolta e una notevole eleganza compositiva.

Il suo talento fu tale che le valse ben presto importanti riconoscimenti: nel 1660 fu eletta professoressa nella prestigiosa Accademia d’arte di San Luca, a Roma.

un probabile autoritratto di elisabetta sirani, importante pittrice del seicento
Elisabetta Sirani, Allegoria della pittura, (autoritratto?), olio su tela, 1658,  The Pushkin State Museum of Fine Arts, Mosca

Le opere di Elisabetta Sirani

Tra le opere di Elisabetta Sirani figurano numerose pale d’altare realizzate per le chiese bolognesi, come il Battesimo di Cristo (1658) conservato nella chiesa di San Gerolamo della Certosa di Bologna.

Accanto alla pittura sacra, l’artista si dedicò anche a ritratti e autoritratti, oltre a raffigurazioni di eroine tratte dalla mitologia classica, nelle quali seppe unire forza espressiva e delicata sensibilità.

il battesimo di cristo tra le opere di elisabetta sirani
Elisabetta Sirani, Battesimo di Cristo, 1658, Certosa di Bologna, chiesa di San Girolamo.

La fama di Elisabetta Sirani tra Bologna e le corti europee

Tra il 1662 e il 1664 la fama di Elisabetta Sirani raggiunse il suo apice, tanto che le sue opere erano particolarmente apprezzate negli ambienti più influenti della società bolognese: mercanti, professionisti, intellettuali e le principali élite aristocratiche, politiche ed ecclesiastiche. La sua bravura, tuttavia, non rimase confinata a Bologna; dipinti e commissioni le giunsero anche da regnanti, diplomatici e importanti collezionisti italiani ed europei.

Un simile successo assume ancora più valore se si considera il contesto storico in cui operò. Nel Seicento, infatti, per una donna affermarsi come artista era tutt’altro che scontato. A favorire il percorso della pittrice fu anche il vivace clima culturale della Bologna dell’epoca, una città che incoraggiava la creatività, l’istruzione e la partecipazione femminile alla vita intellettuale, religiosa e artistica più di quanto accadesse in molti altri centri italiani.

Non è un caso che proprio Bologna abbia visto emergere figure femminili di primo piano nelle arti e nelle discipline scientifiche, contribuendo a costruire una tradizione di eccezionale apertura per l’epoca.

dipinto di elisabetta sirani raffigurante timoclea
Elisabetta Sirani, Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno, 1659, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli.

La mostra su Elisabetta Sirani agli Uffizi

Tra gli eventi che hanno contribuito a riportare l’attenzione sulla figura della pittrice Elisabetta Sirani un ruolo di primo piano è svolto dalla mostra “Dipingere e disegnare da gran maestro: il talento di Elisabetta Sirani”, ospitata nella sede fiorentina degli Uffizi.

L’esposizione celebra il talento dell’artista bolognese attraverso una selezione di dipinti e disegni, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire una pittrice che, pur avendo goduto di grande fama nel Seicento, è rimasta a lungo meno conosciuta rispetto ad altri protagonisti della storia dell’arte italiana.

La mostra rappresenta dunque un importante momento di valorizzazione della sua opera, contribuendo a rinnovare l’interesse della critica e del grande pubblico nei confronti della sua produzione artistica.

La mostra, dove e quando

Dipingere e disegnare da gran maestro: il talento di Elisabetta Sirani, 6 marzo – 10 giugno 2018, Sala Edoardo Detti e Sala del Camino, primo piano Galleria degli Uffizi, Piazzale degli Uffizi 6, Firenze. Puoi trovare informazioni sui biglietti a questo link. La mostra è anche visitabile online sul sito apposito.

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2 COMMENTS

  • Anonimo

    Ti ringrazio tanto per avermela fatta conoscere!Eè una gioia leggere i tuoi splendidi scritti
    Grazie!
    Adriana

  • Maria Curci

    Grazie a te, Adriana!

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