A Roma una mostra celebra Fernando Botero e le sue straordinarie opere a un anno dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 settembre 2023. Quest’occasione ci offre l’opportunità di approfondire la vita e il lavoro di questo originale artista. Scopriamolo insieme!
Fernando Botero, la biografia
Il pittore e scultore colombiano Fernando Botero (Medellin, 1932 – Monaco, 2023) ha lasciato un segno indelebile nel panorama dell’arte, a livello mondiale. L’artista è stato un grande appassionato della pittura italiana del Rinascimento, studiata in un suo soggiorno nel nostro Paese.
Lui stesso aveva origini italiane grazie al padre David Botero, di discendenza italiana. Il papà però non riuscirà a conoscerlo più di tanto perché muore quando lui ha solo quattro anni.
La passione per l’arte Fernando Botero la rivela fin da bambino, da quando scopre le illustrazioni sulla Divina Commedia ad opera di Gustave Doré, e rimane inoltre affascinato dalle sontuose decorazioni dell’architettura barocca che coglie nelle chiese e nei chiostri di Medellin.
Tra i temi ricorrenti nelle opere di Botero ci sono tori e toreri: a tredici anni, sotto l’influenza di un suo zio, viene iscritto ad una scuola di tauromachia ma ne uscì dopo un paio d’anni perché, come ammise lui stesso, i tori preferiva disegnarli anziché combatterli.

Fernando Botero, La famiglia, 1966
Fernando Botero, le opere
Durante l’adolescenza Fernando Botero iniziò a realizzare illustrazioni per un quotidiano locale; questi disegni riflettono l’influenza degli artisti messicani dediti all’arte dei murales. Una fase creativa fondamentale poiché segna l’inizio del suo viaggio artistico.
Dopo aver completato gli studi Botero si trasferisce a Bogotá, la capitale colombiana, dove partecipa a diverse mostre collettive. Qui ottiene un premio in denaro che decide di utilizzare per viaggiare in Europa e approfondire la sua conoscenza dell’arte, tra il 1953 e il 1954.
Inizia così il suo tour in Spagna visitando il Museo del Prado, dove si immerge nelle opere di Francisco Goya e Diego Velázquez, che diventano importanti fonti d’ispirazione per il suo lavoro futuro.
A Parigi invece Botero scopre l’avanguardia francese mentre in Italia, specialmente a Firenze, ammira le opere dei grandi maestri del Rinascimento. Qui si esercita nel copiare i loro affreschi, affinando il suo stile speciale.
Tornato a Bogotá si sposa e inizia a esporre le sue opere, ma si trova ad affrontare forti critiche dall’ambiente artistico colombiano, influenzato dall’avanguardia francese, uno stile che Botero non apprezza particolarmente.
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Fernando Botero, Monalisa, 1978, Museo Botero, Bogotà, Colombia
Il periodo messicano
In cerca di nuove ispirazioni Fernando Botero decide di trasferirsi in Messico, dove sviluppa quello stile artistico che finirà per caratterizzarlo: dipinti e sculture i cui soggetti hanno una corporatura voluminosa, che evocano una sorta di obesità monumentale. Queste opere iniziano rapidamente a farsi notare e nel 1957 Botero approda a New York per una mostra personale.
Durante una sua visita ai musei di New York scopre l l’Espressionismo astratto, che finirà per avere un impatto significativo sul suo lavoro. Tornato a Bogotá, nello stesso anno, si prende la sua rivincita vincendo un nuovo premio e ottenendo, l’anno successivo, la cattedra di pittura all’Accademia d’arte locale.
Nel 1959 Botero intraprende uno studio approfondito dell’arte di Diego Velázquez, realizzando diverse versioni del suo famoso Niño de Vallecas, in cui si può osservare l’influenza dell’Espressionismo astratto.
Nonostante il riconoscimento ricevuto, la sua nomina alla Biennale colombiana suscita aspre contestazioni portandolo a lasciare nuovamente il suo Paese.
Questa volta si trasferisce a New York ma gli inizi sono difficili, con Botero in precarie condizioni economiche e alle prese col divorzio dalla prima moglie. Tuttavia, la vivace scena culturale della Grande Mela lo ispira a dedicarsi a un lavoro instancabile, durante il quale studia e copia le opere di Rubens, adattandole al suo stile plastico.

Fernando Botero, Ballando in Colombia, olio su tela, 1980, Metropolitan Museum of Art MET, New York
Le prime mostre e l’affermazione dell’arte di Botero
Verso la fine degli anni Sessanta vengono organizzate le prime mostre in Europa dedicate alle opere di Fernando Botero. Grazie a queste esposizioni, l’arte di Botero inizia a essere ampiamente apprezzata a livello internazionale, permettendo all’artista di soddisfare la sua voglia di viaggiare per trovare ispirazione.
Nel 1973 Fernando Botero si stabilisce a Parigi, dove si concentra sulla scultura, mentre nel 1983 si trasferisce a Pietrasanta, in Toscana, attratto dalle famose cave di marmo.
Le sue opere tra cui ritratti, nature morte e sculture, escono dai musei per integrarsi con gli spazi e l’architettura urbana. Da Parigi a Pietrasanta, passando per Bologna, Barcellona, New York, Madrid e molte altre città del mondo, le opere di Botero continuano a incantare il pubblico, testimoniando il suo straordinario talento e la sua capacità di dialogare con l’ambiente circostante.

Fernando Botero, Gente del circo, olio su tela, 2007
Le opere di Fernando Botero in mostra a Roma
Per omaggiare l’eccezionale arte di Fernando Botero, scomparso lo scorso anno a 91 anni, è stata allestita la mostra “Botero” a Roma presso Palazzo Bonaparte.
Questa mostra è stata annunciata come la più completa mai realizzata a Roma, presentando una vasta selezione di opere di Fernando Botero, tra cui dipinti, sculture, acquerelli e alcune opere inedite dell’amato artista colombiano.
La rassegna segna l’inizio di un’importante stagione espositiva per Palazzo Bonaparte, in coincidenza con il Giubileo del prossimo anno e il 25° anniversario della Fondazione Artemisia, curatrice della mostra.
Le opere di Botero continuano così a incantare il pubblico, celebrando il suo straordinario contributo all’arte contemporanea.
La mostra, dove e quando
Botero, 17 settembre 2024 – 19 gennaio 2025, Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5, Roma. Biglietto intero € 18,50. Per ulteriori dettagli visita la pagina dedicata alla mostra.



2 COMMENTS
Katia
1 anno agoBotero l’ho visto in una mostra a lui dedicata qualche anno fa a Verona: l’ho adorato subito per via dei suoi colori, le forme e i diversi personaggi da lui rappresentati!
Maria
1 anno ago AUTHORSi, anche a me è sempre piaciuta la sua arte! Trovo che sia stato uno dei protagonisti dell’arte contemporanea più interessanti e avvincenti.