Le opere del pittore Correggio sono in mostra a Parma in occasione dei 500 anni dalla fine dei lavori sulla Cupola di San Giovanni. Un ottimo spunto per indagare meglio su questo artista tra i più innovativi del primo Cinquecento. Scopriamolo meglio!
Il Correggio, la biografia
Del pittore Antonio Allegri detto il Correggio per via della cittadina in cui nacque (Correggio, 1489 circa – 1534) non si sa molto sulla sua giovinezza, e quindi sugli albori della sua formazione artistica.
Forse fu allievo di Francesco Bianchi Ferrari (pittore italiano vissuto tra Quattro e Cinquecento), di sicuro si formò a Mantova dove fu profondamente influenzato dall’arte di Andrea Mantegna, che conobbe personalmente intorno al 1503.
Tra le iniziali opere del Correggio non a caso ci sono gli affreschi nella Basilica di Sant’Andrea, a Mantova, per la decorazione della cappella funeraria dedicata proprio al Mantegna.

Correggio, Assunzione della Vergine, Duomo di Parma, © Lucio Rossi Foto R.C.R.
Correggio, le opere del pittore
La prima opera datata è la pala della Madonna di san Francesco (custodita alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda), risalente al 1514-15.
Oltre al Mantegna, il Correggio fu ispirato anche da Leonardo e dal suo celebre sfumato leonardesco. Dopo un viaggio a Roma, ebbe l’occasione di maturare ancora artisticamente con la visione diretta delle opere di Raffaello Sanzio e di Michelangelo.
In questo periodo si collocano opere come la Madonna Campori (custodita nella Galleria Estense di Modena), la Madonna col Bambino e san Giovannino (al Prado di Madrid), la Zingarella (nella Pinacoteca di Capodimonte, a Napoli) e soprattutto gli spettacolari affreschi della Camera di San Paolo (o Camera della Badessa) presso l’ex Monastero di San Paolo a Parma.
Ma il punto più alto dell’arte di Correggio viene toccato con la decorazione della Cupola del Monastero di San Giovanni Evangelista, a Parma, i cui affreschi furono realizzati tra il 1520 e il 1524.
Qui il pittore introduce un’assoluta novità rappresentata da effetti illusionistici: una cupola priva di elementi architettonici sostenuta solo dalle nuvole dipinte e proiettata in un cielo infinito.
Tra le altre opere di questo periodo troviamo Ecce Homo (alla National Gallery di Londra), Matrimonio mistico di Santa Caterina (al Louvre di Parigi), Madonna di San Sebastiano (Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda), Martirio di quattro santi (alla Galleria Nazionale di Parma).

Correggio, Madonna di San Francesco, olio su tavola, 1514-1515, Gemäldegalerie, Dresda
Le innovazioni artistiche
Tra il 1526 e il 1530 Correggio decorò un’altra cupola, quella del Duomo di Parma con l’Assunzione della Vergine, altro grandioso lavoro dove ancora una volta rivela il suo nuovo modo d’intendere lo spazio.
Uno spazio che annulla ogni limite tra struttura architettonica e l’immagine dipinta. Lo spettatore viene così trascinato in un vortice emozionale che lo rende protagonista dell’evento sacro raffigurato.
Il medesimo vigore fantastico e la medesima ricchezza di invenzioni caratterizzano le grandi pale d’altare dipinte nel periodo delle due cupole e negli anni successivi: come la Madonna della scodella e la Madonna di San Girolamo nella Galleria Nazionale di Parma, e per l’opera l’Adorazione dei pastori detta anche La Notte, e la Madonna di San Giorgio nella Pinacoteca di Dresda.
Oltre al tema del sacro il Correggio eccelse anche nel tema profano come dimostrano i dipinti mitologici realizzati per Federico II Gonzaga, sugli “amori di Giove”.
Opere che rivelano la predilezione del pittore per le forme luminose e fluenti: Venere e Amore spiati da un satiro al Louvre di Parigi, Danae alla Galleria Borghese di Roma, Giove e Io (al Kunsthistorisches Museum di Vienna). Dipinti raffinati ma anche molto sensuali per i quali si è parlato di arte erotica.
L’arte del Correggio ha comunque influenzato profondamente la pittura e il gusto dell’Italia settentrionale, ripresa e sviluppata dopo la sua morte da vari artisti e seguaci.

Gli affreschi realizzati dal Correggio per la Camera della Badessa nel Monastero di San Paolo, Parma. © Lucio Rossi Foto R.C.R. Parma
Correggio 500, la mostra sulle opere del pittore a Parma
Ispirata alle opere rivoluzionarie del pittore Correggio è la mostra “Correggio500”, a Parma, in occasione dei 500 anni trascorsi dalla fine dei lavori per affrescare la Cupola di San Giovanni Evangelista nell’omonima Chiesa.
La mostra si sviluppa attraverso un originale percorso che unisce i principali luoghi della città in cui si rivela l’arte del loro prestigioso concittadino, in particolare il Duomo, il Monastero di San Giovanni e l’ex Monastero di San Paolo dove si trova la celebre Camera della Badessa affrescata dal Correggio.
La rassegna permette un’esperienza immersiva che consente di conoscere la storia del monastero, insieme alla genesi e i significati degli affreschi del Correggio.
Compresa nel biglietto una grandiosa installazione generata dal progetto fotografico di Lucio Rossi, all’interno del monumentale Refettorio dell’abbazia.

Correggio, Giove e Io, olio su tela, 1531-32, Kunsthistorisches Museum, Vienna
La mostra, dove e quando
Correggio500, 8 settembre 2024 – 31 gennaio 2025, Duomo, Monastero di San Giovanni e Camera di San Paolo, Parma. Biglietto intero €12. Per tutte le altre informazioni ti consiglio di visitare il sito apposito.



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