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Arte e Cultura

Leonardo da Vinci e il Salvator Mundi: storia, misteri e una mostra a Napoli

leonardo da vinci e il salvator mundi: l'opera, lo sfumato leonardesco e la mostra a napoli

Tra le opere più affascinanti attribuite a Leonardo da Vinci, il Salvator Mundi occupa un posto speciale nella storia dell’arte. Raffigura Cristo benedicente con una sfera di cristallo nella mano sinistra, e si ritiene che Leonardo lo abbia realizzato per un committente privato poco prima di lasciare Milano a seguito della caduta degli Sforza.

Il dipinto è diventato celebre non solo per il suo straordinario valore artistico, ma anche per le numerose controversie che lo hanno spesso accompagnato.

Il Salvator Mundi è infatti considerato uno dei dipinti più discussi al mondo: da un lato vi sono gli studiosi che lo ritengono un’autentica opera di Leonardo da Vinci, dall’altro coloro che attribuiscono un ruolo significativo agli allievi della sua bottega. A rendere ancora più affascinante la vicenda contribuiscono il record raggiunto all’asta e il mistero legato alla sua attuale collocazione.

L’interesse per quest’opera è stato al centro anche di importanti iniziative espositive, come la mostra dedicata al Salvator Mundi ospitata a Napoli presso il Museo Diocesano Donnaregina.

Un’occasione preziosa per approfondire non solo la figura di Leonardo da Vinci, ma anche le caratteristiche artistiche e stilistiche che hanno reso celebre il maestro toscano, a partire dalla rivoluzionaria tecnica dello sfumato.

Leonardo da Vinci, il genio del Rinascimento

Per comprendere l’importanza del Salvator Mundi è necessario conoscere la figura di Leonardo da Vinci, uno dei più grandi protagonisti del Rinascimento italiano.

Nato ad Anchiano, nei pressi di Vinci, il 15 aprile 1452 e morto ad Amboise nel 1519, Leonardo fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, scienziato e teorico dell’arte. La sua instancabile curiosità lo portò a studiare ogni aspetto della natura e del sapere umano, incarnando perfettamente l’ideale dell’uomo rinascimentale.

La sua genialità fu riconosciuta già dai contemporanei, come dimostrano gli incarichi ricevuti presso alcune delle più importanti corti europee: da quella milanese di Ludovico Sforza a quella di Cesare Borgia, fino alle corti francesi di Luigi XII e Francesco I.

Nel corso della sua carriera realizzò opere destinate a diventare simboli universali della storia dell’arte, tra cui la Gioconda, l’Ultima Cena e il già citato Salvator Mundi, dipinto che ancora oggi continua ad affascinare studiosi, collezionisti e appassionati per le questioni legate alla sua attribuzione e alla sua straordinaria vicenda collezionistica.

leonardo da vinci, autore del salvator mundi, in un suo autoritratto
Leonardo da Vinci, Autoritratto, sanguigna, 1510-1515 circa, Biblioteca Reale, Torino

Le opere più celebri di Leonardo da Vinci

Nonostante la fama universale raggiunta nei secoli, il catalogo pittorico di Leonardo da Vinci è relativamente ridotto. Del maestro toscano ci sono infatti pervenuti pochi dipinti certi, mentre una parte considerevole della sua eredità è costituita da manoscritti, disegni e studi che testimoniano la straordinaria ampiezza dei suoi interessi.

Tra le opere più celebri attribuite a Leonardo figurano la Gioconda, conservata al Louvre di Parigi, e l’Ultima Cena (o Cenacolo), custodita presso il Museo del Cenacolo Vinciano di Milano. Quest’ultima è considerata uno dei massimi capolavori del Rinascimento grazie all’equilibrio compositivo, alla resa psicologica dei personaggi e alla capacità di coinvolgere lo spettatore nella scena rappresentata.

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il cenacolo di leonardo da vinci tra le opere più celebri
Leonardo da Vinci, Ultima Cena (o Il Cenacolo), 1495-98, Santa Maria delle Grazie, Milano

Lo sfumato leonardesco e il Salvator Mundi

Alla base della pratica artistica di Leonardo da Vinci vi era un’approfondita ricerca scientifica. Pittura, anatomia e osservazione della natura erano discipline strettamente collegate nel pensiero del maestro, che annotava instancabilmente studi, intuizioni e osservazioni nei suoi celebri manoscritti.

Tra i contributi più importanti lasciati da Leonardo alla storia dell’arte vi è la tecnica dello sfumato leonardesco, basata su delicati passaggi di luce e ombra tali da creare quell’atmosfera da sogno dalla quale sembrano emergere le figure dei suoi dipinti,  quasi correlate ad una misteriosa energia spirituale.

Questa tecnica è particolarmente evidente nelle opere attribuite a Leonardo da Vinci, dalla Gioconda fino al Salvator Mundi. Nel volto di Cristo, infatti, i lineamenti appaiono morbidi e privi di bruschi contrasti, mentre la luce modella il viso con estrema naturalezza, contribuendo a quella sensazione di spiritualità e mistero che rende il dipinto così affascinante.

Lo sfumato rappresenta quindi uno degli elementi che gli studiosi prendono in considerazione nell’analisi delle opere di Leonardo, poiché riflette quella ricerca di armonia tra arte, scienza e osservazione della realtà che caratterizza l’intera produzione leonardesca.

la gioconda di leonardo, opera simbolo dello sfumato leonardesco
Leonardo da Vinci, La Gioconda, olio su tavola, 1503-1506 circa, Museo del Louvre, Parigi.

Dove si trova custodito il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci?

Venduta per la cifra record di 450,3 milioni di dollari, il Salvator Mundi è diventata una delle opere di Leonardo più avvolte dal mistero. Non si sa con certezza, in effetti, dove è normalmente custodito.

Il dipinto sarebbe stato acquistato per conto del Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi, ma la sua collocazione attuale continua ad alimentare interrogativi e speculazioni.

il salvator mundi di leonardo da vinci tra storia e misteri
Leonardo da Vinci, Salvator Mundi, 1499 circa

Il Salvator Mundi di Leonardo in mostra a Napoli

A circa trentaquattro anni dall’ultima grande mostra dedicata a Leonardo da Vinci, Napoli torna a rendere omaggio al genio vinciano e alla sua bottega con la mostra “Leonardo a Donnaregina. I Salvator Mundi per Napoli“, ospitata presso il Museo Diocesano.

L’esposizione, ideata dal professor Carlo Pedretti, tra i maggiori studiosi di Leonardo da Vinci, offre al pubblico l’opportunità di approfondire la figura dell’artista e la storia del Salvator Mundi, il celebre dipinto attribuito al maestro toscano.

In  mostra anche altri lavori di bottega, compresi quelli di alcuni suoi allievi, come la tavola col Cristo fanciullo del Salaì e, in visione speciale, anche preziosi fondi grafici come il Codice Corazza, della Biblioteca Nazionale di Napoli, e il Codice Fridericiano, custodito a Napoli presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II.

La mostra, dove e quando

Leonardo a Donnaregina. I Salvator Mundi per Napoli presso il Museo Diocesano, 12 gennaio – 30 marzo 2017, Museo Diocesano Donnaregina, Complesso Diocesano Donnaregina, Largo Donnaregina, Napoli. Per ulteriori info ti consiglio di visitare il sito.

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