Una mostra a Genova ci porta a scoprire il mondo dei muralisti messicani del secolo scorso, tra cui spicca Diego Rivera, il celebre e controverso marito di Frida Kahlo.
Questa esposizione offre l’opportunità di immergersi nell’opera di questi artisti che, con il loro stile e il potente messaggio sociale, hanno trasformato i murales in una forma d’arte di portata mondiale.
Ma prima di esplorare più a fondo i loro capolavori, ripercorriamo insieme la storia dei murales con un focus speciale proprio sugli artisti messicani che hanno avuto un ruolo fondamentale nella loro diffusione globale.
Il murale, che cos’è
Il murale è un’opera d’arte di grandi dimensioni, solitamente realizzata su una parete interna o esterna di un edificio. Questa forma d’arte può essere dipinta direttamente sulla superficie del muro, previa preparazione adeguata, oppure su pannelli di materiali come legno, masonite o carta, che vengono poi montati sulla parete.
I murales non sono solo decorazioni: spesso raccontano storie, trasmettono messaggi sociali e culturali, e rappresentano un potente strumento di espressione collettiva. Nel corso del tempo, soprattutto con il movimento dei muralisti messicani, i murales sono diventati simboli di cambiamento, di lotta politica e di identità culturale.
Il Movimento muralista messicano
Il termine “murale” si è diffuso in tutto il mondo grazie ai pittori messicani Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros, i principali esponenti del Movimento Muralista Messicano.
Un movimento che ha finito con l’ispirare numerosi artisti, perlomeno quelli che vedevano nel murale un potente mezzo di espressione, capace di comunicare messaggi di grande rilevanza pubblica e politica.
Tra gli esempi più significativi ci sono i murales realizzati da giovani artisti cileni socialisti durante il governo di Salvador Allende, che purtroppo furono distrutti a seguito del colpo di stato del 1973.

Diego Rivera, Sueño de una tarde dominical en la Alameda, Museo Mural Diego Rivera, Città del Messico
L’influenza dei murales messicani nel mondo: la tradizione muralista americana
Oltre al Messico la tradizione del murale ha trovato una forte espressione anche negli Stati Uniti, soprattutto durante gli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, quando questo tipo di pittura divenne particolarmente popolare.
Artisti come Jackson Pollock e altri, influenzati dalla scuola pittorica messicana, cercarono di reinterpretare il murale in modi innovativi e diversi da quelli originali.
Invece di essere realizzati su pareti di edifici pubblici o spazi dedicati, i murales negli Stati Uniti furono spesso dipinti sulle facciate dei vecchi palazzi delle grandi città, come Los Angeles e New York, dando vita a un’espressione artistica urbana che portava con sé anche significati politici e sociali.
Il murale si trasformò così in un elemento della cultura underground divenendo un potente strumento di comunicazione visiva che modificò il paesaggio urbano, specialmente nei quartieri poveri delle metropoli. Utilizzando un linguaggio grafico che ricordava quello della pubblicità, questi murali sono diventati un mezzo per raccontare storie di lotta, resistenza e speranza.
Murales e muralisti messicani, la mostra genovese
Una mostra esclusiva dedicata ai murales e ai muralisti messicani che hanno reso celebre questa forma d’arte in tutto il mondo è in corso a Palazzo Ducale di Genova.
L’esposizione, intitolata “México. La pittura dei grandi muralisti e gli scatti di vita di Diego Rivera e Frida Kahlo”, è visitabile da maggio e presenta le opere di alcuni dei più grandi artisti messicani: Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros.
La mostra prende ispirazione da un evento storico che risale al 13 settembre 1973. In quella data, a Santiago del Cile, doveva essere inaugurata l’esposizione “Orozco Rivera Siqueiros. Pittura Messicana” per celebrare la rinnovata amicizia tra due paesi latino americani, quali Messico e Cile, e far conoscere al pubblico cileno gli artisti dell’avanguardia messicana grazie alla collezione di Alvar Carrillo Gil e di sua moglie Carmen Tejero.

David Alfaro Siqueiros, Zapata, Studio per il murale del castello di Chapultepec, 1966, piroxilina su legno compresso
Ma le cose andarono diversamente: la rassegna non fu più inaugurata a causa del colpo di stato del dittatore cileno Pinochet, e per questo passò alla storia come la “exposicion pendiente” (esposizione sospesa).
Dopo oltre 40 anni si è deciso di rispolverare i pezzi della collezione appartenente ai coniugi Carrillo Gil e Tejero, dapprima in Cile (2015), dopo in Argentina (2016) e in Perù (2017), e ora arriva anche in Italia, portando con sé un’importante testimonianza artistica e storica.
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Frida e Diego davanti al murale “Pesadilla de guerra y sueño de paz” in uno scatto di John Woodman, Palazzo delle Belle Arti, Città del Messico, 1952
Oltre alle opere pittoriche, tra l’altro, sarà possibile ammirare delle fotografie speciali tra le quali quelle realizzate da un’altra grande artista messicana: Frida Kahlo, moglie di Diego Rivera.
In tutto si tratta di una cinquantina di fotografie d’epoca scattate da Frida ma anche da parenti e amici degli artisti, tra cui il padre della Kahlo, e altri celebri fotografi del periodo.
La mostra, dove e quando
México. La pittura dei grandi muralisti e gli scatti di vita di Diego Rivera e Frida Kahlo, 23 maggio – 9 settembre 2018, Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 9, Genova. In questa sezione del sito maggiori informazioni.



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