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Arte e Cultura

Le donne del Futurismo in Sardegna

Le donne del Futurismo sono con ogni probabilità sconosciute ai più, ma la loro presenza all’interno di questo movimento artistico è fondamentale e affascinante da approdondire.

Una nuova mostra in Sardegna offre l’opportunità di riscoprire queste donne straordinarie, che hanno sfidato le convenzioni del loro tempo contribuendo in modo significativo alla nascita e all’evoluzione del Futurismo.

Scopriamo insieme come queste artiste e intellettuali abbiano plasmato il panorama culturale di inizio Novecento, in un contesto di innovazione e rottura con il passato, iniziando dalle origini del Futurismo. Buona lettura!

Il movimento artistico del Futurismo

Il Futurismo è passato alla storia come quel movimento letterario e artistico, sviluppatosi in Italia, guidato da Filippo Tommaso Marinetti.

La sua data di nascita risale al febbraio 1909 quando, su Le Figaro, ne fu pubblicato il manifesto scritto proprio da Marinetti e nel quale erano già contenute, seppur in fase embrionale, tutte le tesi del nuovo movimento: polemica contro le accademie, rottura con il passato, celebrazione della civiltà meccanica e del suo dinamismo, ammirazione per ogni sorta di energia e di aggressività.

Il Manifesto della pittura futurista

L’anno successivo, nel 1910, usciva il Manifesto della pittura Futurista al quale oltre a Marinetti contribuirono anche artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini.

Attraverso questo Manifesto proponevano un‘immagine moderna della vita esaltandone il dinamismo ed esprimendo la molteplicità delle cose mediante il moto continuo.

gli artisti del futurismo

Gli artisti futuristi. Da sinistra a destra: Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini. Fonte foto: Wikipedia

Non a caso nella prefazione presente nel catalogo della mostra che nel febbraio del 1912 i futuristi tennero nella Galleria Bernheim-Jeune, a Parigi, si legge: 

La simultaneità degli stati d’animo nell’opera d’arte: ecco la meta inebriante della nostra arte. Per far vivere lo spettatore al centro del quadro, bisogna che il quadro sia la sintesi di quello che si ricorda e di quello che si vede”.

A decretare l’importanza del Futurismo nella storia dell’arte e della cultura, in particolare nella pittura e nell’architettura, fu l’adesione al movimento di scrittori e artisti tra i più rappresentativi del XX secolo, pertanto ebbe un vasto seguito in tutta Europa e diede avvio in larga misura alle correnti artistiche successive.

la città che sale di umberto boccioni tra le opere più importanti del futurismo

Umberto Boccioni, La città che sale, colore ad olio, 1910

Le donne del Futurismo

Di questa corrente tuttavia, come spesso accade, si ha conoscenza della componente maschile che ne fu a capo.

E quella femminile? Va detto che il futurismo si rivelò, almeno inizialmente, un movimento misogino: proclamò, fin dai suoi albori, una visione dell’arte che comprendesse valori come la forza, la velocità, la guerra, da cui il genere femminile doveva rimanere escluso (“Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna”, così recita il Manifesto del futurismo del 1909).

Nonostante questo ci furono lo stesso donne, a loro modo risolute e ribelli, che offrirono il proprio contributo e supportarono il movimento futurista firmandone i manifesti teorici, partecipando alle mostre, sperimentando stili e materiali in ambiti differenti come le arti decorative, la fotografia, il cinema, la scenografia, ma anche il teatro, la danza e la letteratura.

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opera di benedetta cappa tra le principali donne del futurismo

Benedetta Cappa, Velocità di motoscafo, olio su tela, 1919-1924

La mostra sarda sulle artiste del Futurismo

Il museo MAN di Nuoro, in Sardegna, ospita una straordinaria mostra dedicata alle donne del Futurismo: “L’ELICA E LA LUCE. Le Futuriste. 1912-1944“. Questa rassegna, che presenta oltre cento opere tra dipinti, sculture, oggetti d’arte, tessuti, fotografie d’epoca, bozzetti e lettere autografe, è una bella opportunità per scoprire l’impatto delle donne futuriste, attive dagli anni Dieci fino ai Quaranta del Novecento.

Artiste come Valentine de Saint-Point (autrice del “Manifeste de la Femme futuriste”), Alma Fidora, Benedetta Cappa (che conquistò Marinetti al punto da sposarlo), Marisa Mori, Adele Gloria, Regina Bracchi e Adriana Bisi Fabbri non solo rifiutarono le convenzioni sociali del loro tempo, ma si imposero nel panorama artistico e culturale, competendo alla pari con gli uomini. Le loro opere e la loro visione innovativa hanno aperto la strada a future generazioni di artiste.

La mostra esplora le affascinanti vite di queste donne, intrecciandole con la storia culturale e sociale dell’epoca, fatta di mostre nazionali, salotti intellettuali, riviste e teatri. Sullo sfondo di un’Italia divisa tra entusiasmo per il progresso e le cicatrici lasciate dalla guerra, queste artiste hanno dato vita a una rivoluzione culturale che ha segnato la storia del movimento futurista.

adriana bisi fabbri tra le artiste donne del futurismo

Adriana Bisi Fabbri, Autoritratto, olio su tela, 1914

La mostra, dove e quando

L’ELICA E LA LUCE. Le Futuriste. 1912-1944, 9 marzo – 10 giugno 2018, MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Via Sebastiano Satta 27, Nuoro, Sardegna. Puoi trovare maggiori informazioni su orari e tariffe sul sito del museo.

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