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Arte contemporanea

In Nomine Sancti, la mostra sulle feste patronali pugliesi

Tra il sacro e il profano delle feste patronali

La Puglia, al pari delle altre città del Meridione, è paese tenacemente ancorato alle tradizioni religiose, in perenne bilico tra sacro e profano, un estremo lembo di terra in cui la modernità sembra avanzare lentamente salvaguardando tradizioni e testimonianze.

Ogni anno schiere di turisti si dirigono verso Sud calamitate da un’aura di autenticità sempre più minata da logiche consumistiche.

Attratti dall’atmosfera delle sagre e delle feste patronali della Puglia, si assiepano in affollate piazze alla ricerca di quell’arcaismo che per molti ancora connota la religiosità tipicamente meridionale.

Diversa, ma con esiti simili, la condotta della gente locale che nella generale euforia delle feste della tradizione religiosa partecipa inconsapevole alla rappresentazione scenica, camminando eccitata tra strade agghindate e odorose, dimenticando origine e fine della celebrazione.

A poco servono i richiami degli infastiditi parroci che, invano, cercano di richiamare all’ordine gli indisciplinati fedeli, nell’estremo tentativo di salvaguardare il misticismo residuo. Ed è così che il sacro, suo malgrado, si trasforma in una complessa macchina economica. Ingurgitato dal diffuso laicismo contemporaneo si dilegua, fino a disperdersi, tra venditori ambulanti, luculliani banchetti, rappresentazioni vernacolari e quanto di più caratteristico ogni singola città ha da offrire.

le feste patronali pugliesi

La mostra In Nomine Sancti, gli artisti e le opere

Attrattiva per l’eccitazione collettiva sono le luminarie, autentica attrazione di ogni pubblica ricorrenza, icone deputate a rappresentare la festa nell’immaginario collettivo.

Ed è proprio su questa pregnanza iconica che si concentra la mostra “In nomine sancti“, a cura di Carmelo Cipriani e Katia Olivieri, visitabile a Galatina (Lecce) dal 4 al 24 aprile: una collettiva di giovani artisti meridionali, in maggioranza pugliesi, impegnati a riflettere sugli atavici concetti di tradizione e santità.

Paolo Ferrante

 Il lavoro di Paolo Ferrante è una sardonica riflessione basata su una rilettura della festa patronale e dei suoi simboli a cominciare dal sacro, alla cui sfera, benché trasposta in ambiente profano, si ricollega.

In piccole teche in resina, circolari o ovali, l’artista racchiude oggetti disparati (parti d’insetti, pezzi scolpiti, ciondoli, piccoli animali o generici frammenti), riconsiderando il concetto di reliquia, non più testimonianza eccezionale e astratta ma residuo della quotidiana esistenza, generatore di sussulti alla memoria e all’immaginazione.

un'opera della mostra in nomine sancti sulle feste patronali pugliesi

Antonio Strafella

Sospese tra sacro e profano sono anche le ironiche figure di Antonio Strafella in cui santi e supereroi si contaminano, rivelando interessanti parallelismi tra i poteri taumaturgici dei primi e i superpoteri dei secondi.

Una rivisitazione mitografica nata dall’accostamento di santi passati e futuri, ma anche una riflessione antropologica sulla capacità dell’uomo di rapportarsi al soprannaturale.

Michele Giangrande

Improntate alla tradizione della ceramica pugliese sono le terrecotte smaltate di Michele Giangrande in cui la riflessione sulle antinomie (nascita e morte, arcaismo e modernità, essere e apparire) è attuata con caustica ironia e raffinatezza esecutiva. 

Il gallo raffigurato, simbolo pugliese per eccellenza, riconduce i manufatti ad una precisa area geografica rinnovando i concetti di originalità e autorialità.

gallo pugliese

Dario Agrimi

La medesima ironia è rintracciabile nel lavoro di Dario Agrimi, poliedrico e instancabile sperimentatore. Per l’occasione l’artista si è concentrato sull’immancabile complemento di qualunque festa paesana: il cibo.

L’artista simula una deliziosa pietanza, in parte consumata, rendendo tangibile la contrapposizione tra penitenziale santità e blasfema abbondanza. Ad accrescere l’effetto mimetico contribuiscono il piatto e il cucchiaino, desunti dal mondo reale, simili a quelli con cui concretamente si servono i dolci nei momenti di festa.

 

La mostra, dove e quando

In nomine Sancti, 4 – 24 aprile 2015, Art and Ars Gallery – via R. Orsini 10, Galatina (Lecce).

 
 
 

 

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