le donne guerriere giapponesi a torino
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Le donne guerriere giapponesi a Torino

Al centro dell’attenzione oggi sono le donne guerriere nel Giappone dei samurai. Prima, però, sarebbe meglio scoprire chi era e cosa faceva il samurai nel Giappone medievale.

I samurai

Il samurai indicava nel Giappone feudale l’uomo d’armi al servizio del Daimyō, ossia il feudatario. La storia del Giappone medievale è stata infatti contraddistinta dalle lotte fra i signori feudali latifondisti, quali appunto i Daimyō, per difendere i propri domini.

A tal scopo si servivano di eserciti privati formati dai Samurai (nello specifico la classe dei guerrieri educati, secondo un rigido codice etico alla fedeltà, all’onore e alla disciplina). L’obiettivo dei Daimyo era conquistare l’ambito titolo di Shōgun, una carica simile a quella di capo militare con effettivo controllo su tutto il paese, per questo tendevano a dar vita a delle alleanze, seppur precarie, fra loro.

La maggior parte dei samurai inizialmente, specie all’epoca del feudalesimo decentrato (prima del XVII sec.), era costituita da guerrieri contadini che accompagnavano i loro daimyō in guerra, ricevendo in cambio il sostentamento in natura (riso) e il privilegio di portare due sciabole.

samurai fotografia
Samurai armato fotografato da Felice Beato nel 1860

La dinastia dei Buke

Con l’introduzione delle armi da fuoco e dei castelli-fortezza, i samurai divennero una vera e propria corte presso la residenza dei daimyō e si differenziarono per questo dai contadini, andando a formare una casta militare a sé stante, detta Buke, votata esclusivamente al mestiere delle armi.

In seguito, il lungo periodo di pace che s’instaurò con l’avvento dei Tokugawa privò i samurai della loro attività principale facendone un ceto parassitario e in decadenza. Incapaci di adattarsi alla nuova situazione e risentiti contro gli shogun, che ne avevano provocato il declino, i samurai furono all’avanguardia nel movimento per la restaurazione imperiale, in cui speravano per ritornare all’antico prestigio.

samurai dipinto
Un dipinto di Utagawa Hiroshige raffigurante una banda di samurai che ferma un rappresentante dello shogun mentre attraversa il ponte di Ryogoku, 1835-39 circa.

Tuttavia, quando la restaurazione fu compiuta (1868), parte di essi entrarono in conflitto con le innovazioni riformatrici del nuovo governo, dando luogo alla rivolta di Satsuma (1877). La maggioranza, però, fu alla testa di quel movimento di modernizzazione del paese che permise al Giappone di raggiungere ed eguagliare le potenze occidentali.

Onna-bugeisha, le donne guerriere

Non ci furono, comunque, nel Giappone dei samurai solo uomini guerrieri ma anche le donne fecero la loro parte, in particolare le donne degli stessi samurai. Esse infatti, che furono chiamate onna-bugeisha (donna guerriera), erano costrette a passare periodi abbastanza lunghi da sole contando solo sulle proprie forze e facendosi carico della gestione economica e finanziaria della propria casa, per questo divennero di fondamentale importanza per la sopravvivenza della famiglia.

Erano inoltre avvezze a ricevere lezioni di arti marziali poiché la loro stessa educazione prevedeva un allenamento costante basato proprio su questa disciplina. Erano anche abituate all’utilizzo delle armi come la micidiale “naginata”, simile al falcione in uso nella fanteria europea medievale. Per questo erano in grado di seguire i propri uomini in battaglia combattendo al loro fianco fino alla fine.

guerriere giapponesi
Dipinto raffigurante una donna samurai

Erano donne, dunque, che si seppero adattare al contesto giapponese di quel periodo: chiamate a difendere le proprie famiglie da possibili aggressioni o impegnate sui campi di battaglia accanto ai loro compagni.

La storia delle guerriere giapponesi

La storia delle donne guerriere giapponesi risale al 200 d.C. quando l’imperatrice  Jingū salì al trono in seguito alla morte del marito, l’imperatore Chūai, almeno fino a quando non divenne imperatore suo figlio Ōjin.

Ella guidò il paese nella conquista di Silla, l’attuale Corea, e ribaltò le norme sociali del suo tempo poiché, stando alla leggenda, avrebbe partecipato lei stessa alla battaglia con abiti maschili e incinta del futuro imperatore. È stata anche la prima donna a comparire su una banconota nipponica.

jingū imperatrice
Dipinto di Yoshitoshi raffigurante l’imperatrice Jingū (1880)

Dopo Jingū fu il turno, tra il 1180 e il 1185, di Tomoe Gozen, una delle più celebri donne samurai giapponesi. Concubina, o sposa, del generale Minamoto Yoshinaka ebbe un ruolo preponderante nella battaglia di Genpei (1180-1185), grazie alle sue eccezionali doti marziali, al suo impetuoso coraggio e anche alla sua nobile casata.

Dopo un periodo di decadimento per le donne guerriere, dovuto all’avvento del periodo Edo (XVII sec.) caratterizzato da un ordine di pace, stabilità politica e dure convenzioni sociali, specie per le donne, verso la metà del XVII secolo le onna-bugeisha ritornarono alla ribalta grazie allo shogunato Tokugawa.

samurai giapponese nakano takeko
La samurai Nakano Takeko

Così verso la fine del XIX secolo, mentre si combattevano le ultime battaglie tra il clan Tokugawa al potere e le forze dell’Impero, venne fuori la figura di un’altra fondamentale donna samurai: Nakano Takeko, grazie alla quale si riuscì a cacciare le potenze dell’Impero con i samurai Aizu.

La mostra dedicata alle donne guerriere

Ispirata a queste eroine del passato, ma anche a tutte le altre che hanno lottato nel tempo e nelle varie civiltà per superare pregiudizi e ostacoli, è ispirata la mostra “Guerriere dal Sol Levante” presso il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino.

In rassegna oggetti storici e artistici provenienti dalle collezioni private ma anche da quelle dello stesso MAO e del Museo Stibbert di Firenze, un modo per risaltare i differenti aspetti della donna guerriera.

beatrix kiddo
Beatrix Kiddo

In esposizione anche armi originali, stampe di celebri artisti ukiyo-e, kimono e molto altro.  Senza tralasciare i video e le riproduzioni in 3D per raccontare l’eredità lasciata dalle donne guerriere giapponesi, e non solo, nella creazione di icone leggendarie come Wonder Woman, Lady Oscar, Beatrix Kiddo e la Principessa Leila di Star Wars.

La mostra, dove e quando

Guerriere dal Sol Levante. La figura della donna guerriera in Giappone, 18 ottobre 2019 – 1 marzo 2020, MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, via San Domenico 11, Torino. Biglietto intero € 10, ridotto € 8. Ulteriori informazioni qui.

4 commenti

  • Lisa Biella

    Adoro la cultura Giapponese, e non conoscevo la presenza di questa mostra! (peccato che Torino sia un po’ troppo lontana, perchè mi piacerebbe visitarla). Quando sei stata tu c’era molta gente? Non riesco a godermi musei e mostre con la folla di turisti 😀

    • Maria Curci

      Ciao Lisa! Purtroppo anch’io sono lontana da Torino e ad oggi questa mostra non l’ho vista. Non posso riuscire a vedere tutte le mostre che vorrei, perciò mi limito a raccontare la storia che c’è dietro il soggetto, o i soggetti, a cui le mostre s’ispirano. 😉

  • Cristina

    Non conoscevo la storia delle guerriere giapponesi. Anche da noi stanno facendo una mostra interattiva sul giapponismo ma credo sia più artistica ed i guerrieri che piacciono molto a mio figlio non ci sono!

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