Una mostra in Veneto ci guida alla scoperta di Rosa Genoni, la prima stilista italiana e vera e propria artefice del Made in Italy. Conosciuta per aver creato e definito lo stile italiano, Rosa Genoni ha segnato la storia della moda con la sua visione innovativa e la sua passione per l’artigianato di alta qualità.
Scopriamo insieme chi era questa straordinaria figura e perché il suo contributo è ancora oggi fondamentale per l’evoluzione della moda italiana!
Rosa Genoni, la biografia
Rosa Genoni (Tirano, 1867 – Varese, 1954) è stata una sarta e creatrice di moda italiana, la prima stilista ad aver lanciato il made in Italy, ma fu anche attivista, giornalista e scrittrice.
Nata da una famiglia di umili origini, primogenita di diciotto figli dei quali solo dodici sopravvissero, frequenta la scuola fino alla terza elementare imparando le basi della scrittura e della lettura.
A dieci anni viene mandata a Milano, dalla zia sarta, per apprendere il mestiere delle donne di famiglia: oltre alla zia infatti anche la mamma di Rosa era una sarta. Uno dei mestieri tipici femminili di quel periodo e di buona parte di quello successivo.
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Rosa Genoni nel 1903. Fonte foto: sovintage.it
L’esperienza francese
Dotata di spirito di iniziativa e desiderosa di acculturarsi, Rosa Genoni decide di frequentare una scuola serale per prendere la licenza elementare.
Riesce anche a iscriversi ad un corso di francese, la lingua della comunicazione universale nell’800, sognando di poter andare a Parigi, indiscussa capitale della moda già all’epoca.
Un sogno che si avvera quando nel 1884 i dirigenti del Partito Operaio Italiano, al quale era iscritta, in virtù della sua conoscenza del francese la invitano ad andare con loro a Parigi per prendere parte ad un convegno internazionale sulle condizioni dei lavoratori.
Nel frattempo Rosa evolve anche nella professione di sarta fino a diventare “maestra”.
Nel 1886 vola a Nizza dove trova lavoro in un atelier per poi far ritorno a Milano qualche anno dopo, nel 1888, forte dell’esperienza e conoscenza maturate in Francia.

Atelier francese, 1910. Fonte foto: sovintage.it
L’attivismo politico
Mentre si specializza sempre più nel mestiere di sarta tanto da diventare creatrice di moda, la Genoni rivela anche un certo interesse per la politica: già da giovanissima cominciò a frequentare i circoli socialisti mostrando idee socialiste e pacifiste.
Il suo fu un vero attivismo politico: s’impegnò per sostenere le categorie più disagiate come i profughi di guerra, ma soprattutto diede un sostanzioso contributo all’emancipazione femminile collaborando con le cooperative rivolte essenzialmente alle lavoratrici e creando lei stessa un atelier dove assunse ben 200 donne.
Rosa Genoni e l’avvento del made in Italy
Da direttrice Rosa Genoni poté rivelare tutta la sua lungimiranza: tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del secolo dopo andava di moda lo stile francese, copiato e scopiazzato a destra e a manca.
Rosa capì l’importanza di avere un proprio stile, una propria originalità che smarcasse una volta per tutte la moda italiana da quella francese.
Un progetto che riuscì a concretizzare in modo eccellente basandosi su una filiera produttiva autonoma, che comprendeva materie prime e realtà artigianali del territorio.
Così come intuì l’importanza del reclutare manodopera da istruire e formare, lei stessa diresse per molto tempo la sezione Sartoria della Società Umanitaria di Milano.
Tutto questo, oltre alla conoscenza dei processi produttivi, fa si che Rosa Genoni riesca a porre le basi di ciò che sarà conosciuto da lì in poi come “made in Italy”.
Dando sfoggio dell’artigianalità e qualità tipicamente italiane attraverso abiti e creazioni ispirate all’antichità classica e al Rinascimento: come la Primavera di Botticelli o le Madonne rinascimentali. Fu a tutti gli effetti una stilista ante litteram.

L’attrice Lyda Borelli con indosso una creazione di Rosa Genoni. Fonte foto: sovintage.it
La passione per la scrittura
Oltre a tutto questo, Genoni si distinse anche nella scrittura scrivendo libri e articoli per giornali in cui poneva l’attenzione sia sulla moda italiana che sulle donne perché riteneva che la moda non doveva essere frivola ma doveva contribuire all’affermazione delle donne e alla loro emancipazione.
“L’arredamento della casa ed il vestito femminile sono terreno nostro, tutto nostro, senza ostacoli e senza contestazioni” ebbe a dire.
Non è un caso quindi che lavorò a stretto contatto con la Ifi, Industrie Femminili Italiane, nata nel 1903 per promuovere il lavoro femminile.
Il pacifismo e l’antifascismo
Con lo scoppio della prima guerra mondiale Rosa Genoni manifestò la sua sensibilità pacifista, con l’avvento in seguito del fascismo si dimetterà da insegnante presso la scuola professionale femminile della Società Umanitaria di Milano per non giurare fedeltà al partito di Mussolini.
Una donna molto avanti per il suo tempo, non c’è che dire!
Arrivò anche a invocare la pace tra arabi ed ebrei riguardo la questione palestinese, che cominciava a delinearsi proprio in quel periodo.

Rosa Genoni con un suo abito manifesto, l’abito Tanagra, 1908. Fonte foto: sovintage.it
La stilista Rosa Genoni, la mostra a Padova
Un omaggio a questa grande donna stilista è la mostra “Rosa Genoni, l’artefice del Made in Italy” presso Palazzo Zuckerman di Padova.
Tra i capi esposti l’abito Tanagra, abito manifesto della moda di Rosa Genoni, ispirato alle statuette di età ellenistica rinvenute nel 1870 presso l’omonima località in Grecia e che Rosa aveva scoperto durante una visita al Museo del Louvre. La veste ideale per la donna che viaggia e fa sentire la sua voce.
La mostra, dove e quando
Rosa Genoni, l’artefice del Made in Italy. Vita moda e arte, 1 giugno – 8 settembre 2024, Palazzo Zuckermann, Corso Giuseppe Garibaldi 33, Padova. Ingresso libero. Per maggiori informazioni ti consiglio di visionare la pagina Facebook della sede della mostra.



2 COMMENTS
Keep Calm & Drink Coffee
2 anni agoMolto interessante!
GRAZIE Maria: non conoscevo la storia di Rosa Genoni, invece è importante diffondere e sapere.
Maria
2 anni ago AUTHORLo credo anch’io, specie se si tratta di donne dalle quali prendere ispirazione. Grazie a te per aver apprezzato!