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Arte contemporanea

L’universo di Yayoi Kusama in mostra a Bergamo

l'universo di yayoi kusama in mostra a bergamo

La leggendaria artista giapponese Yayoi Kusama, classe 1929, è la protagonista di una mostra bergamasca e chiaramente del post di oggi dedicato ad un’altra delle donne dell’arte, in tal caso contemporanea. T’invito, come sempre, a scoprirla insieme!

Yayoi Kusama, la biografia

Yayoi Kusama (Matsumoto, Giappone, 1929) è celebre in tutto il mondo per le sue opere colorate contraddistinte spesso dai pois e da installazioni dalle forme originali come quelle che riproducono le zucche.

L’arte, come ha sempre sostenuto, è per lei un modo per esorcizzare la malattia mentale e i traumi psicologici subiti durante l’infanzia.

Fin da bambina rivela di avere le allucinazioni, visive e uditive, come il percepire animati i fiori e le piante presenti nei campi della sua altolocata famiglia, proprietaria di un’azienda agricola, e il sentire gli animali parlare.

Per cui l’arte si rivela come sempre l’antidoto, il mezzo grazie al quale poter normalizzare un mondo visionario fin troppo oltre i limiti. Ma la piccola artista non ha comunque vita facile perché i genitori non approvano per niente una carriera nell’ambito dell’arte avendo previsto per lei un futuro ben diverso da quello dell’artista.

Ragion per cui la ostacolano in tutti i modi, in particolare la madre che le distrugge i disegni prima ancora che lei possa portarli a termine. Per questo Yayoi Kusama si affida ai pois, i pallini diventati il suo marchio di fabbrica, così veloci da disegnare. 

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l'artista contemporanea yayoi kusama

Yayoi Kusama mentre dipinge. Fonte foto: mymovies.it

L’esperienza americana

Ma la tenacia e la forza di volontà di Yayoi Kusama la portano lontano, fino a New York dove ci arriva grazie ad un’altra artista donna, Georgia O’Keeffe, che conosce dopo averne scoperto i dipinti in una libreria.

Ne rimane così affascinata da inviarle una lettera che evidentemente deve aver riscontrato lo stesso interesse da parte della destinataria dato che risponde alla missiva dando così inizio ad una corrispondenza che finisce per motivare Yayoi a trasferirsi negli Usa, e precisamente a New York dove vi arriva nel 1958 restandovi fino al 1973.

Ma anche l’esperienza americana non è certo priva di ostacoli essendo l’ambiente artistico dominato dagli uomini e per di più lei era anche giapponese, quindi di una cultura molto diversa da quella occidentale.

La bravura e la genialità di Yayoi Kusama però sono tali che le sue opere non possono non essere notate, e infatti viene elogiata dal critico John Donn per i suoi quadri che risultavano a suo dire piuttosto originali e diversi da quelli degli artisti dell’espressionismo astratto fino ad allora in voga e dal quale la stessa Kusama ha dichiarato di esserne stata attratta.

le zucche a pois di yayoi kusama tra le sue opere più famose

Le zucche a pois di Yayoi Kusama. Fonte foto: Pixabay

Yayoi, pacifista e outsider

Gli anni Sessanta sono gli anni in cui l’artista nipponica si cimenta in nuove sperimentazioni tra cui opere raffiguranti simboli fallici e performance provocatorie dove il corpo umano diventa un’opera d’arte grazie al body painting, di cui Yayoi Kusama già negli anni Sessanta fu una geniale esponente.

Ancora una volta fa le cose a modo suo andando contro: le regole superflue, la guerra, il patriarcato e l’establishment. Per questo sostenne i movimenti pacifisti come quello hippie diventando oggetto di critiche, censure e perfino di arresti.

Tra i colleghi artisti coi quali entrò in sintonia vi fu Andy Warhol che con la sua Pop Art ispirò molto la Kusama, anche se pure Warhol subì il fascino dell’artista giapponese tanto che fu il primo acquirente delle sue opere.

L’America servì dunque a Yayoi Kusama da trampolino di lancio decretandone l’ascesa a livello internazionale. Da qui in poi infatti fu tutto un crescendo, compresi gli interventi alla Biennale di Venezia.

Il ritorno in patria

Tutti la cercano, tutti l’apprezzano e Yayoi ha la possibilità di mettere in scena il suo multiforme talento spaziando dalla moda al design, dalle poesie ai film, dalla musica alle arti visive rivelandosi un’artista camaleontica e versatile.

A partire dagli anni Settanta ritorna in patria, nel natio Giappone, decidendo nel 1977 di ricoverarsi di sua sponte in un istituto psichiatrico dove vive ancora oggi e dove continua a dedicarsi alla sua arte.

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una zucca gialla gigante tra le opere di yayoi kusama

Zucca gigante. Fonte foto: Pixabay

Yayoi Kusama, la mostra bergamasca

Riservata a questa piccola, di statura, ma grande artista è la mostra “Yayoi Kusama. Infinito presente” presso il Palazzo della Ragione di Bergamo.

In esposizione una delle sue Infinity Mirror Room più iconiche, proveniente dalla collezione del Whitney Museum of American Art di New York.

Dopo un percorso introduttivo che approfondisce la ricerca di Yayoi Kusama attraverso poesie, filmati e documentazioni si entra nel vivo dell’esposizione con Fireflies on the Water, un’installazione dalle dimensioni di una stanza caratterizzata da specchi e pensata per essere vista in solitudine, una persona alla volta.

Al centro della sala una pozza d’acqua, che trasmette un senso di quiete, dalla quale sporge una piattaforma panoramica simile a un molo e 150 piccole luci appese al soffitto che, come suggerisce il titolo, sembrano lucciole.

La mostra, dove e quando

Yayoi Kusama. Infinito presente, 17 novembre 2023 – 21 aprile 2024, Palazzo della Ragione, Piazza Vecchia, Bergamo. Biglietto intero € 14,50, ridotto € 12,50. Per maggiori informazioni ti consiglio di visionare questo link.

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