Se le carte dei tarocchi ti appassionano, non puoi perderti questa mostra a Bergamo, una delle più complete e affascinanti rassegne dedicate proprio alla storia dei tarocchi.
Un’occasione per esplorare l’evoluzione di queste misteriose carte che, fin dal loro primo utilizzo, hanno suscitato curiosità e ispirato l’arte.
Ma cosa sono esattamente i tarocchi? In questo articolo andiamo alla scoperta delle loro origini e di come sono diventati uno strumento affascinante non solo per il gioco, ma anche per l’arte, la spiritualità e la cultura popolare.
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I tarocchi: cosa sono e qual è la loro origine
Prima di addentrarci nella storia dei tarocchi, è fondamentale partire da una domanda semplice: cosa sono davvero i tarocchi?
I tarocchi nascono come antico gioco di carte, diffuso in Europa fin dal Quattrocento. In origine venivano utilizzati per partite tra due, tre o quattro persone, con regole che variavano da nazione a nazione e da regione a regione.
Generalmente i tarocchi sono un mazzo composto da 78 carte:
- 56 carte “tradizionali”, suddivise in semi;
- 22 carte aggiuntive chiamate Trionfi (o Arcani Maggiori), illustrate con figure allegoriche e numerate da 1 a 21, spesso in numeri romani, più una carta senza numero.
Proprio queste immagini simboliche, cariche di significati, rappresentano uno degli elementi più affascinanti dei tarocchi finendo per trasformare nel tempo un semplice gioco in un potente strumento iconografico e culturale.

Quando è nato il gioco dei tarocchi?
Le origini dei tarocchi non sono del tutto certe ed è proprio quest’aura di mistero ad aver reso la storia dei tarocchi così affascinante nel corso dei secoli.
Le fonti storiche attestano che i tarocchi si diffusero in Italia nella prima metà del XV secolo, in particolare nell’Italia settentrionale. Le corti rinascimentali di Milano, Ferrara e Bologna furono tra i principali centri di produzione dei primi mazzi, nati inizialmente come gioco d’élite destinato alle famiglie aristocratiche.
Successivamente il gioco si diffuse nel resto d’Europa, in particolare in Francia, Germania e Svizzera, dove si svilupparono varianti locali.
Per comprendere davvero la storia dei tarocchi, però, occorre fare un passo indietro. Le carte da gioco arrivarono in Europa probabilmente tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, forse attraverso l’Italia e la Spagna, grazie ai contatti con il mondo islamico e in particolare con i Mamelucchi d’Egitto.
I mazzi islamici, noti in Italia come naibi, erano suddivisi in quattro semi: spade, coppe, denari e bastoni, struttura che ritroviamo ancora oggi.
Alcune teorie fanno risalire l’origine delle carte ancora più indietro, fino alla Cina del IX secolo, da cui si sarebbero poi diffuse verso il mondo arabo.
Qualunque sia il loro punto di partenza, nel corso del Quattrocento i giochi di carte divennero popolari in tutta Europa, coinvolgendo progressivamente ogni classe sociale.
Una delle prime testimonianze documentate sui tarocchi in Italia risale al 1449: in una lettera un capitano militare veneziano offriva un prezioso mazzo di carte alla regina napoletana Isabella d’Angiò.

L’evoluzione dei tarocchi: la svolta esoterica
Nel corso dei secoli la storia dei tarocchi ha conosciuto trasformazioni profonde, legate ai mutamenti culturali e sociali.
Se nel Quattrocento erano nati come gioco di corte, verso la fine del XVIII secolo i tarocchi iniziarono a essere interpretati in chiave esoterica.
In Francia, come reazione al razionalismo dell’Illuminismo, si diffuse un rinnovato interesse per l’occulto e per le dottrine misteriche.
Dopo la campagna d’Egitto guidata da Napoleone Bonaparte, l’Europa fu attraversata da un forte fascino per l’antica civiltà egizia. In questo clima culturale, i tarocchi vennero interpretati come un presunto “alfabeto sacro” dei sacerdoti egizi, depositari di conoscenze segrete.
Questa lettura, priva di fondamento storico ma estremamente suggestiva, segnò una svolta decisiva nell’evoluzione dei tarocchi: da gioco aristocratico a strumento di conoscenza esoterica.
Un ulteriore momento di trasformazione si verificò dopo la Prima guerra mondiale: il trauma collettivo del conflitto spinse molte persone, in Europa e Nord America, ad avvicinarsi allo spiritismo nel tentativo di riallacciare un contatto con i propri cari scomparsi. In questo contesto i tarocchi si affermarono sempre più come strumento di divinazione.
Da allora la loro funzione si è progressivamente distaccata dall’uso originario ludico. Oggi i tarocchi sono impiegati nella cartomanzia per predire il futuro, ma anche come strumenti di introspezione psicologica.

I tarocchi nell’arte
Un aspetto fondamentale nella storia dei tarocchi è il loro profondo legame con l’arte. Fin dalle origini rinascimentali queste carte non furono semplici strumenti di gioco ma veri e propri oggetti di lusso, spesso realizzati su commissione per le corti aristocratiche.
Nella prima metà del Quattrocento, ad esempio, Jacopo da Sangramoro fu incaricato dalla duchessa Bianca Maria d’Este di Ferrara di dipingere quattordici carte, i cosiddetti Trionfi o Arcani Maggiori, su pregiata carta di cotone.
A Milano operarono invece artisti come Michelino da Besozzo e Bonifacio Bembo. Il primo realizzò per Filippo Maria Visconti il celebre mazzo Visconti-Modrone; il secondo, sotto Francesco Sforza, dipinse il mazzo Brera-Brambilla.
Nel XV secolo vennero inoltre prodotti altri celebri dipinti sui tarocchi, noti questi ultimi come i “Tarocchi del Mantegna”, tradizionalmente associati allo stile di Andrea Mantegna, anche se l’attribuzione resta incerta.
Il legame tra tarocchi e arti figurative è documentato anche negli affreschi di Palazzo Borromeo, realizzati intorno al 1445-1450, dove compaiono riferimenti ai passatempi amati dalla nobiltà rinascimentale, incluso il gioco dei tarocchi.
Anche in epoca moderna il fascino iconografico dei tarocchi ha continuato a ispirare gli artisti. Nel Novecento la surrealista Leonora Carrington realizzò un mazzo di 22 carte ispirato agli Arcani Maggiori, mentre Salvador Dalí si cimentò nella creazione di un proprio mazzo nel 1972. Alla fine degli anni Settanta, invece, l’artista franco-americana Niki de Saint Phalle diede vita al suggestivo Giardino dei Tarocchi, un parco artistico monumentale ispirato agli Arcani, situato a Capalbio, in Toscana.
I Tarocchi in mostra all’Accademia Carrara di Bergamo
La lunga e affascinante storia dei tarocchi trova oggi una nuova valorizzazione nella mostra “TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna”, in programma dal 26 febbraio presso l’Accademia Carrara di Bergamo.
Si tratta della più ampia e completa esposizione mai dedicata finora ai tarocchi, un percorso che ripercorre le origini quattrocentesche nelle corti rinascimentali fino alle interpretazioni artistiche e simboliche dell’età contemporanea.
Evento straordinario della rassegna è la ricomposizione, dopo oltre un secolo, di 74 carte del celebre Mazzo Colleoni, il più completo al mondo tra quelli antichi, oggi conservate tra l’Accademia Carrara di Bergamo, il The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata.
La mostra si distingue anche per il prestigioso coinvolgimento di importanti istituzioni internazionali, tra cui la Bibliothèque nationale de France e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
La mostra, dove e quando
TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna, 27 febbraio – 2 giugno 2026, Accademia Carrara, P.zza Giacomo Carrara 82, Bergamo. Per maggiori informazioni puoi visitare il link dedicato.



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