Search here...
TOP
Scelti per Te

La storia del melodramma in mostra a Venezia, un viaggio tra le origini e l’evoluzione dell’opera lirica

la storia del melodramma in mostra a venezia

A Venezia, città ricca di arte e cultura, è di scena una mostra dedicata all’opera lirica, un’occasione imperdibile per scoprire la storia del melodramma.

D’altronde quale città migliore di Venezia, culla di importanti opere e teatri, per approfondire questa forma d’arte affascinante?

Ti invito a seguire questo viaggio dove esploreremo insieme le radici e l’evoluzione dell’opera, dalla sua nascita ai giorni nostri. Buon proseguimento di lettura!

Cos’è il melodramma o opera lirica?

L’opera lirica, meglio conosciuta come melodramma, è uno spettacolo teatrale che combina la musica e il canto per raccontare una storia, che può essere tragica o comica.

Questo genere artistico affonda le sue radici in epoche antiche, dove la musica già giocava un ruolo fondamentale. Come nella tragedia greca, in cui la musica era parte integrante dell’esperienza teatrale, e questa tradizione continuò nel dramma liturgico delle sacre rappresentazioni medievali, evolvendosi poi negli intermedi rinascimentali.

Il melodramma, come lo conosciamo oggi, è il frutto di secoli di innovazione, che ha trasformato il teatro in un’esperienza unica dove la musica e la voce sono protagoniste assolute.

Le origini del melodramma, la nascita dell’opera lirica e il “recitar cantando”

La nascita del melodramma, o opera lirica, è strettamente legata alla creazione di un nuovo genere teatrale: la poesia drammatica, che combinava il testo recitato con uno stile musicale espressivo e drammatico. Questo nuovo approccio fornì la base per il dramma pastorale, una forma di rappresentazione che sarebbe diventata fondamentale per i primi librettisti, come Ottavio Rinuccini, uno dei pionieri del genere.

Negli ultimi decenni del Cinquecento, all’interno della Camerata fiorentina, nacque il melodramma vero e proprio grazie all’introduzione del “recitar cantando“, una modalità che mescolava il canto alla recitazione. Questo stile divenne la base musicale dei primi melodrammi, come Dafne (1598) ed Euridice (1600), opere pionieristiche che segnarono l’inizio di una nuova era per l’opera lirica.

ritratto di claudio monteverdi - la storia del melodramma
Bernardo Strozzi, Claudio Monteverdi, olio su tela, 1640

L’evoluzione del melodramma: l’Orfeo di Monteverdi e il salto qualitativo dell’opera lirica

Con l’Orfeo di Claudio Monteverdi (1607), il melodramma fiorentino raggiunse una nuova dimensione, consolidando tutte le evoluzioni stilistiche che si erano sviluppate nella storia della musica europea tra il tardo Cinquecento e il primo Seicento.

Quest’opera segna una tappa fondamentale nel percorso del melodramma, portando l’opera lirica a una maggiore complessità musicale e drammatica.

La parte recitata acquisì una straordinaria varietà di forme e atteggiamenti espressivi, dando vita a un linguaggio musicale più articolato e sfaccettato. L’armonia si arricchì di nuove possibilità, diventando più complessa e raffinata.

Inoltre l’orchestra, che contava più di 40 strumenti, assunse un ruolo di grande rilievo, partecipando non solo negli episodi individuali ma anche nei passaggi corali, segnando un importante passo verso la creazione di un’opera lirica completa e dinamica.

Il melodramma nel Seicento: Roma e Venezia

La storia del melodramma continua nel terzo decennio del Seicento, un periodo cruciale per l’evoluzione dell’opera, durante il quale Roma e Venezia emergono come i principali centri operistici italiani.

L’apertura del Teatro San Cassiano a Venezia

Un evento che segnò profondamente la storia del melodramma nel ‘600 fu l’apertura del Teatro San Cassiano di Venezia nel 1637, il primo teatro a pagamento in Italia. Questo cambiamento segnò una svolta fondamentale: l’opera non era più un intrattenimento esclusivo delle corti nobili, ma divenne un fenomeno destinato a un pubblico più ampio e variegato. Il pubblico veneziano contribuì così al cambiamento del tono e del contenuto dell’opera, che iniziò a rivolgersi sempre più a gusti popolari.

immagine di venezia tra le principali città legate all'opera lirica o melodramma

Un’immagine pittoresca di Venezia. Foto Pixabay

La scuola veneziana e l’estetica barocca

Nel corso del Seicento la scuola veneziana si sviluppò ulteriormente con compositori come Francesco Cavalli, Antonio Cesti, e Giovanni Legrenzi. Questi autori abbracciarono uno stile barocco grandioso e spettacolare, che si rifletteva tanto nella musica quanto nella scenografia.

Gli scenari teatrali barocchi, caratterizzati da scenografie imponenti e architetture elaborate, completavano l’esperienza sensoriale dell’opera. I libretti divennero più complessi, alternando episodi drammatici a momenti burleschi, e si consolidò lo stile vocale virtuoso.

L’influenza della scuola veneziana si estese ben oltre l’Italia. Compositori come Agostino Steffani, che operò principalmente in Germania, esercitarono un’importante influenza sulle generazioni successive. Il suo stile musicale influenzò la formazione di compositori come Georg Friedrich Händel, mentre in Italia le opere di Antonio Lotti, Carlo Francesco Pollarolo e Antonio Vivaldi segnarono l’evoluzione dell’opera barocca nel tardo Seicento.

La diffusione dell’opera italiana in Europa

L’opera italiana si diffuse rapidamente in tutta Europa, diventando un modello artistico di riferimento. In Francia, dove fortissima fu l’influenza della tradizione drammatica nazionale, oltre a forme di spettacolo legate alla danza (come i balletti) fu elaborata, soprattutto per merito di Giovanni Battista Lulli, una tradizione operistica del tutto originale.

rappresentazione di un'opera alla corte di versailles

Rappresentazione del balletto dell’Alceste di Jean-Baptiste Lully eseguita nella Corte di Marmo della Reggia di Versailles, il 4 luglio 1674. Fonte: wikipedia.org

Tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento, l’opera italiana subì significativi cambiamenti. Vi fu una riduzione dei personaggi ai soli ruoli principali e l’eliminazione delle scene comiche, che furono incorporate negli intermezzi. I libretti, grazie a poeti come Apostolo Zeno e Pietro Metastasio, acquisirono inoltre un grande valore letterario.

Nel tardo Settecento e agli inizi dell’Ottocento, il panorama musicale italiano fu segnato da una fioritura dell’opera buffa, che raggiunse il suo apice con compositori come Cimarosa, Paisiello e Rossini. Parallelamente, l’opera seria settecentesca continuava a mantenere una forte presenza sulla scena musicale.

L’opera dall’800 al 900

La storia del melodramma conobbe un radicale rinnovamento nell’Ottocento, influenzata dalla nuova cultura romantica, che si rifletté profondamente nelle opere di Bellini, Donizetti e Verdi. Gli ideali romantici stimolarono anche in Germania la nascita di un teatro musicale nazionale, con compositori come Spohr, Marschner e soprattutto Weber, che furono i più importanti esponenti.

La vera rivoluzione arrivò però con Wagner, che trasformò la struttura dell’opera tradizionale con la sua concezione di “dramma musicale”: un’opera d’arte totale, dove tutte le componenti dello spettacolo si fondono per un unico scopo espressivo. La musica, in questo contesto, si sviluppa senza interruzioni, caratterizzata da sinfonie di grande potenza e continuità. In Italia, nel frattempo, si preferivano soggetti realistici e uno stile musicale diretto e suggestivo, come dimostrano le opere di Mascagni, Alfano, Leoncavallo e Puccini.

locandina della turandot di giacomo puccini

Locandina della Turandot di Puccini datata 1926.

Nel Novecento il melodramma affrontò la crisi del linguaggio musicale, aprendo la strada a esperienze musicali molto varie e complesse, non facilmente riducibili a un unico stile. Tra i compositori operistici più significativi di questo secolo ricordiamo Prokofiev, Menotti e Stravinskij.

I protagonisti del melodramma a Venezia

Dedicata alla storia del melodramma, la mostra “Opera. I protagonisti del melodramma” presso il Palazzo Ducale di Venezia offre un’immersione nell’evoluzione del genere, dai suoi esordi fino ai giorni nostri. Organizzata in collaborazione con il celebre Victoria and Albert Museum di Londra, la rassegna ha l’obiettivo di far conoscere al pubblico il percorso storico e culturale del melodramma.

palazzo ducale di venezia

Palazzo Ducale. Foto Pixabay

L’opera lirica rappresenta un’esperienza artistica completa, che unisce linguaggi diversi come musica, architettura, pittura e scultura. La mostra rispecchia questa dimensione multisensoriale, con una selezione di dipinti, scenografie, libretti e costumi, rendendo omaggio all’Italia e, in particolare,, a Venezia come luogo fondamentale per la nascita e lo sviluppo del melodramma.

La mostra, dove e quando

Opera. I protagonisti del melodramma,  9 aprile – 30 agosto 2020, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge, San Marco 1, Venezia. Biglietto intero € 13, ridotto € 11. 

Art and Cult Blog
TAGS:

«

»

6 COMMENTS

  • Maria Domenica

    Che bella la storia del melodramma italiano: ho scoperto autori e arie prima sconosciute. Storie, melodie, musiche e note sempre straordinarie sembrano alternarsi nel corso del tempo ed è giusto che al “recitar cantando” sia stata dedicata una mostra a Venezia. Spero di potermici recare.
    Maria Domenica

    • Maria Curci
      AUTHOR

      Hai ragione Maria Domenica! Ad ogni modo, grazie per il tuo apprezzamento 🙂

  • Silvia

    Da piccola mi hanno portato due o tre volte all’opera, ma non ci capivo niente e non mi piaceva ahah però devo dire che crescendo ho cambiato idea. Deve essere molto interessante questa mostra, grazie per aver scritto questo articolo perchè non ero a conoscenza di questa mostra del melodramma.

    • Maria Curci
      AUTHOR

      Grazie a te! 🙂

  • rossella kohler

    Ma che bella mostra! E che articolo interessante! Non sono una melomane, ma apprezzo la musica operistica, anche perché ricordo mio nonno che conosceva (e cantava) tutte le opere a memoria, e questo piacevole ricordo d’infanzia non mi ha mai abbandonato. Spero davvero di avere l’occasione di andarla a visitare.

    • Maria Curci
      AUTHOR

      Grazie per il tuo apprezzamento Rossella! In tutta onestà non lo sono neanch’io, una melomane, però come te ho avuto il nonno (materno) che da quanto mi hanno raccontato era un appassionato dell’opera. 🙂

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *