Search here...
TOP
Musei da scoprire

Le bambole e il Museo di Rocca D’Angera

le bambole e il museo di rocca d'angera

Tra i vari musei dedicati alle bambole e ai giocattoli ve n’è uno che spicca su tutti e ha stuzzicato la mia curiosità. Si tratta del museo delle bambole di Rocca d’Angera, in provincia di Varese.

Ma prima di scoprirlo t’invito a conoscere la storia delle bambole. Hai idea di quali possano essere le loro origini?  

Storia e origini delle bambole

La storia delle bambole è piuttosto antica, le loro origini sembrano risalire al 2000 a.C. anche se non si è capito con certezza se venivano utilizzate più a scopo ludico oppure come talismani.

Una bambola rinvenuta nel sarcofago di una fanciulla dell’antico Egitto lascia presagire che probabilmente venivano utilizzate più per gioco che per altro.

Tracce di oggetti definibili come bambole sono state trovate nelle antichissime tombe peruviane e sembra anche che esse rallegrassero Montezuma e la sua corte,  lo stesso nell’antica Grecia dove in alcune tombe risalenti al V secolo a. C. sono stati rinvenuti pupazzetti in terracotta, qualcuno dei quali rozzamente articolato, mentre dalle antiche tombe romane gli scavi hanno riportato alla luce bambole di legno, di osso e di avorio.

 
storia e origini delle bambole

Foto dal web

 

Nel Medioevo le bambole erano realizzate con materiali molto più veloci da manipolare come le stoffe, ma furono ritrovate anche bambole in legno o, cosa ancora più curiosa, con la radice della Mandragola a testimonianza del grande potere magico di cui le bambole erano investite, poiché a questa radice si attribuiva la virtù di ritrovare tesori.

Con il Rinascimento le bambole diventarono più belle esteticamente, dotate di stupendi costumi che davano l’impressione di manichini abbigliati, tanto che a partire dal XVII sec. apparvero bambole vestite all’ultima moda che servivano sia da giocattolo per bambini che come manichino pubblicitario per le sarte e le modiste.

 

Il Museo della Bambola e del Giocattolo di Rocca D’Angera

Numerose bambole sono conservate nei musei etnografici. In Italia è presente il Museo della Bambola e del Giocattolo di Rocca D’Angera, in provincia di Varese.

Il museo fu fondato nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese ed è uno dei più importanti d’Europa per la qualità, varietà e rarità delle collezioni presenti.

Qui sono esposte oltre mille bambole realizzate dal XVIII secolo fino ad oggi, con i materiali tra i più noti e diffusi appartenenti alla tradizione antica: legno, cera, cartapesta, porcellana, biscuit, composizione, tessuto.

museo delle bambole di rocca d'angera
Dal Museo delle Bambole di Rocca d’Angera. Ph Wolfgang Sauber

Il Museo della Bambola e del giocattolo  accompagna i visitatori in un fantastico viaggio nel tempo alla scoperta delle bambole antiche ma anche di quelle moderne permettendo di cogliere i legami con moda, arte e costume dei tempi passati e di quelli attuali.

Veri e propri capolavori dell’ingegno e della creatività di artigiani, maestri scultori e anche orologiai, che hanno creato automi dai movimenti ritmati e lenti.

Una visita che si snoda attraverso dodici sale a cui sono state affiancate sezioni monotematiche separate: una dedicata alle bambole e ai giocattoli provenienti da culture extraeuropee, l’altra alla collezione del Petit Musée du Costume di Tours, raccolta da Giséle Pesché e consistente in una straordinaria collezione di automi francesi e tedeschi del XIX secolo.

 
museo della bambola e del giocattolo rocca d'angera

Foto dal web

 

Angera, la città del castello

Un’occasione per scoprire anche la bellezza dell’edificio in cui è presente il museo, caratterizzato da preziosi affreschi, antiche tele e decorazioni originarie tornate alla luce dopo recenti opere di restauro.

Senza tralasciare la bellezza del luogo, Angera, sul Lago Maggiore, chiamata anche la “città del castello” che in epoca romana fu importante porto fluviale.

Nel Duecento la struttura passò in mano alla famiglia Visconti che la trasformarono in una maestosa fortezza, in posizione dominante su tutto il paese, acquistata poi dalla famiglia Borromeo.

Per maggiori informazioni ti consiglio di visitare il sito dedicato alle isole Borromee.

Art and Cult Blog
TAGS:

«

»

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.