Il pittore Alessandro Guardassoni lo si può annoverare tra le più interessanti personalità nel panorama artistico bolognese dell’Ottocento. Una mostra a Bologna offre l’opportunità di esplorare più da vicino la sua vita e il suo lavoro.
In questo articolo scopriamo insieme chi sia stato Alessandro Guardassoni, analizzando la sua carriera e l’impatto che ha avuto sulla scena artistica dell’epoca!
Alessandro Guardassoni, la biografia del pittore
Alessandro Guardassoni (13 dicembre 1819 – 1 Marzo 1888, Bologna) iniziò la sua carriera artistica quando si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Qui sotto la guida di Clemente Alberi, docente di pittura e noto copista dei maestri bolognesi del Seicento, Guardassoni perfezionò la sua abilità di copista. Un esempio di questa maestria è la sua riproduzione della celebre Strage degli Innocenti di Guido Reni, oggi conservata nella collezione dell’Istituto Gualandi di Bologna.
La capacità di Guardassoni di riprodurre fedelmente i grandi maestri non solo gli permise di affinare la tecnica, ma gli aprì anche la strada per sviluppare un suo stile distintivo e riconoscibile.

L’arte di Alessandro Guardassoni tra sacro, storia e paesaggio
L’incontro con l’eclettico pittore modenese Adeodato Malatesta fu determinante per la carriera di Alessandro Guardassoni, spingendolo a trasferirsi a Modena dove, sotto la guida di Malatesta, iniziò a concentrarsi soprattutto su temi sacri e storici. Tanto che la critica lo definì, non senza una punta di ironia, “il pittore dei santi e delle Madonne”.
Tra le opere più significative di questo periodo si ricordano Il congedo di Tobiolo dalla casa paterna (collezione privata) e La morte di Leonardo da Vinci, esempi della sua capacità di trattare soggetti di grande intensità emotiva.
Il suo dipingere spesso temi o personaggi a carattere religioso dipese da due fattori: le numerose commissioni ricevute dalle chiese emiliane e la sua forte formazione cattolica, che affondava le radici in una famiglia profondamente devota.
Un esempio della sua dedizione al sacro è la decorazione della chiesa di Santa Caterina di Saragozza, a Bologna. Qui, nel 1863, dopo che l’edificio venne riedificato, Guardassoni si offrì di dipingere personalmente gli affreschi. Le Storie di Santa Caterina occupano la volta della navata, concludendosi con il Martirio di Santa Caterina, la pala dell’altare maggiore.

Tuttavia la versatilità di Alessandro Guardassoni si manifesta anche in altri generi. Accanto alle opere sacre, infatti, il pittore bolognese realizzò scene di vita quotidiana e paesaggi, come Paesaggio (1845), Paesaggio con veduta di monti (1851), La cucina rustica, L’aratura e La quiete nel bosco.
Non mancarono tra le sue opere anche i ritratti, tra cui spicca quello del marchese Luigi Pizzardi, per il quale dipinse una grande tela murale con l’episodio di Pier Capponi che straccia i Capitoli di Carlo VIII. Un’opera che rispecchia lo spirito patriottico e romantico del tempo.
Guardassoni fu anche autore di opere come La sete dei crociati, che gli valse il Premio di pittura dell’Accademia Pontificia nel 1852, e La conversione dell’Innominato, ispirata al celebre romanzo di Alessandro Manzoni I Promessi Sposi. Quest’ultima gli permise di vincere la medaglia d’oro nella Prima Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861.
Dove si trovano le opere di Alessandro Guadassoni
La produzione artistica del pittore Alessandro Guardassoni è disseminata in numerose chiese di Bologna, ma anche in luoghi di grande significato culturale e sociale.
Tra questi spiccano il Collegio San Luigi e l’Istituto per l’assistenza ai sordomuti “G. Gualandi”, dove l’artista donò alcune sue opere in segno di affetto verso don Giuseppe Gualandi, suo compagno di accademia e direttore dell’istituto.

Oltre alla sua produzione artistica, Guardassoni ebbe anche un ruolo significativo nell’ambito accademico: nel 1863 fu nominato professore ordinario all’Accademia Felsinea di Bologna. Un incarico che mantenne fino al 1872, quando decise di dimettersi per dedicarsi ad altre sue passioni, tra cui gli studi scientifici.
Un esempio di questa sua curiosità intellettuale è la pubblicazione del libro Della pittura, della stereoscopia e di alcuni precetti di Leonardo da Vinci nel 1880, rivelando il suo approccio eclettico e innovativo.
La mostra omaggio ad Alessandro Guardassoni nella sua Bologna
In occasione del bicentenario della nascita di Alessandro Guardassoni, Bologna celebra il suo grande artista con una serie di eventi speciali, tra cui la mostra “Alessandro Guardassoni, un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione”, un omaggio completo alla sua carriera.
La mostra è dislocata tra le prestigiose Collezioni Comunali d’Arte (Palazzo D’Accursio), la Fondazione Gualandi e diverse chiese dell’arcidiocesi di Bologna, luoghi che testimoniano il legame profondo tra l’artista e la sua città. Un’occasione imperdibile per riscoprire l’opera di Guardassoni tra Romanticismo, devozione religiosa e la sua visione del mondo artistico.
La mostra, dove e quando
Alessandro Guardassoni (1819-1888). Un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione, 14 settembre 2019 – 19 gennaio 2020, Palazzo D’Accursio, Piazza Maggiore 6; Fondazione Gualandi, via Nosadella 49, Bologna. Ingresso mostra a Palazzo D’Accursio € 6, ridotto € 3. Per maggiori informazioni visita il sito dei Musei Civici di Bologna.



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