You are currently viewing Le artiste sconosciute dell’800: Anna Campori Seghizzi

Le artiste sconosciute dell’800: Anna Campori Seghizzi

Anna Campori Seghizzi, chi era

Su Anna Campori Seghizzi, l’artista protagonista di oggi alla quale è dedicata la mostra “Anna Campori Seghizzi e il suo tempo” presso la Galleria Estense di Modena, non ci sono molte informazioni in merito.

Io stessa ho fatto fatica a reperire notizie sul suo conto facendo un giro sul web. Perché questo? Molto probabilmente perché Anna Campori Seghizzi (1781-1821) non fu un’artista vera e propria. Fu infatti una nobildonna modenese, figlia del VII marchese di Soliera, Giuseppe Campori, ma soprattutto era una donna e nella società dell’Ottocento non poteva che comportarsi come tale tantomeno diventare artista.

anna campori seghizzi
Anna Campori Seghizzi con la figlia Giulia

Ad ogni modo trovò il tempo di coltivare la propria passione consistente nella miniatura su avorio copiando le opere degli artisti che più ammirava quando frequentava i salotti aristocratici, tra questi figurano Guido Reni e Francesco Albani.

La condizione femminile nell’800

Essere donne nell’Ottocento significava attenersi scrupolosamente alle regole alle quali, in particolare quelle appartenenti all’alta società, bisognava adeguarsi; tra queste farsi quel tanto di cultura che bastava per accalappiarsi un marito, una volta raggiunto lo scopo provvedere a proteggere e mantenere l’unità familiare, e naturalmente riverire il proprio consorte non foss’altro per la riconoscenza di essere state sposate e poter fare una vita altolocata.

La cultura quindi da assimilare per raggiungere l’obiettivo di agguantare un buon partito, e di conseguenza un buon matrimonio per poter eccellere in società, era quella basica. Saper leggere, scrivere, far di conto ma anche essere pratiche in attività manuali come quella del cucito.

la condizione femminile nell'800
Anna Campori Seghizzi in un ritratto di Adeodato Malatesta

Saper cucire in effetti era pratica imprescindibile per tutte, indipendentemente dal rango e dal ceto sociale. Per cui che si trattasse di nobildonne o di donne del popolo, tutte dovevano ingegnarsi in quest’arte tipicamente femminile. E tanto più abile era la capacità di ricamare, tanto più la signora o signorina in questione veniva ammirata.

Ma anche saper cantare, suonare, parlare altre lingue (in particolare il francese e il tedesco, e pure l’italiano per chi viveva al di fuori del Belpaese), disegnare, saper discorrere per ricevere e intrattenere gli ospiti erano doti parecchio apprezzate.

Anna Campori Seghizzi, la mostra modenese

Date queste premesse si capisce come mai Anna Campori Seghizzi sia rimasta un po’ nell’ombra e non abbia cercato dare completo sfogo alla propria passione per l’arte.

Una passione che emerge nella mostra a lei dedicata “Una pittura femminile piccola piccola – Anna Campori Seghizzi e il suo tempo” presso le Gallerie Estensi di Modena e che rientra nel ciclo di esposizioni attivate dall’ente museale per indagare sulla condizione delle donne modenesi durante l’Ottocento scoprendo in tal modo artiste che altrimenti rimarrebbero sconosciute.

anna campori seghizzi mostra modena
Anna Campori Seghizzi, Apollo (d’après l’Apollo di Michele Desubleo), tempera su avorio, 1812-1820 circa,

Le opere in mostra appartenenti alla marchesa Campori Seghizzi sono rappresentate da ben 37 miniature realizzate su avorio, entrate a far parte della collezione estense grazie al lascito della figlia Giulia Seghizzi Coccapani Imperiali (1807-1895).

Ma vi sono anche un paio di ritratti, uno della marchesa e l’altro della figlia, realizzati dal pittore modenese Adeodato Malatesta (Modena, 1806-1891) oltre a due rarissime opere di Maria Teresa d’Austria d’Este, anch’ella appassionata d’arte, conservate alla Galleria Estense: tra queste la sua interpretazione del San Francesco d’Assisi in adorazione del crocifisso, copia di quella di Elisabetta Sirani.

Concludo con le parole di Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi: “Con questa mostra esploriamo un angolo poco frequentato, ma di grande fascino, delle nostre collezioni. Le miniature di Anna Campori sono uno struggente documento di amore filiale e di solidarietà femminile. Anna visse in una società che non le permise di vivere il suo talento artistico da protagonista, talento che oggi grazie al lascito della figlia Giulia siamo in grado di riconoscere e celebrare”.

La mostra, dove e quando

Una pittura femminile piccola piccola – Anna Campori Seghizzi e il suo tempo, 15 febbraio – 2 maggio 2021, Galleria Estense, Largo Porta Sant’Agostino 337, Modena. Biglietti: intero € 6, ridotto € 2. Maggiori info qui.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Tempera su avorio … in tutta la mia smisurata ignoranza, è la prima volta che apprendo di opere pittoriche su avorio.
    Grazie per aver reso giustizia ad una donna che non ha avuto la possibilità di vivere pienamente la sua arte come Anna.

    1. Maria Curci

      Grazie a te, cara! Beh, direi grazie alla mostra perché altrimenti non ne avrei saputo niente neanch’io!

Lascia un commento