alessandro guardassoni in mostra a bologna
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Alessandro Guardassoni in mostra a Bologna

Alessandro Guardassoni lo si può annoverare tra le più interessanti personalità nel panorama bolognese del periodo ottocentesco.

Guardassoni (13 dicembre 1819 – 1 Marzo 1888, Bologna) iniziò da giovane la carriera artistica frequentando l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove grazie a Clemente Alberi – docente di pittura all’Accademia Felsinea di Bologna oltre che rinomato copista dei grandi maestri bolognesi del Seicento – perfezionò la sua abilità di copista di cui ne è un esempio eccellente la sua copia della Strage degli innocenti, di Guido Reni, ad arricchire la collezione dell’Istituto Gualandi di Bologna.

alessandro guardassoni autoritratto
Alessandro Guardassoni, Autoritratto tra il cavalletto e la macchina fotografica, 1859-60, Fondazione Gualandi, Bologna.

L’arte di Alessandro Guardassoni

L’incontro, in seguito, con l’eclettico pittore modenese Adeodato Malatesta indusse Alessandro Guardassoni a trasferirsi a Modena dove il Malatesta insegnava e dove l’artista bolognese si dedicò alla pittura prevalentemente di soggetti a carattere sacro o storico tanto da essere definito dalla critica, non senza un tono sprezzante, come “il pittore dei santi e delle Madonne”. Si ricordano di questo periodo “Il congedo di Tobiolo dalla casa paterna” (collezione privata), e “La morte di Leonardo da Vinci”.

Il suo dipingere spesso temi o personaggi a carattere religioso dipese da due fattori: le numerose commissioni per le chiese del territorio emiliano e il provenire da una famiglia di forte fede cattolica.

In particolare si ricorda la decorazione della chiesa bolognese di S. Caterina di Saragozza per la quale il pittore si offrì di occuparsene personalmente dopo che nel 1863 si decise di riedificare l’antico edificio. Gli affreschi raffiguranti le Storie della santa occupano tutta la volta della navata e si concludono con il Martirio di Santa Caterina, la pala dell’altare maggiore.

dipinto di alessandro guardassoni ispirato ai promessi sposi
Alessandro Guardassoni, La conversione dell’Innominato, 1873, olio su tela, Fondazione Gualandi, Bologna.

Ma la versatilità dell’artista è contraddistinta anche da dipinti ispirati alla vita quotidiana o ai paesaggi ( “Paesaggio” del 1845, “Paesaggio con veduta di monti”, del 1851, “La cucina rustica”, “L’aratura”, “La quiete nel bosco”) e dai ritratti di alcuni facoltosi committenti dell’epoca, come il marchese Luigi Pizzardi, per il quale dipinse la grande tela murale con l’episodio di “Pier Capponi che straccia i Capitoli di Carlo VIII”, che ben rifletteva lo spirito patriottico e romantico dell’epoca.

Fu anche autore di opere come “La sete dei crociati”, che gli fece vincere nel 1852 il Premio di pittura dell’Accademia Pontificia, e “La conversione dell’Innominato”, ispirata al romanzo di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi” per la quale fu premiato con la medaglia d’oro nella prima Esposizione Nazionale di Firenze, nel 1861.

Dove si trovano le opere di Guadassoni

La produzione artistica del Guardassoni è rintracciabile in numerose chiese bolognesi e altri luoghi come il collegio San Luigi e l’Istituto per l’assistenza ai sordomuti “G. Gualandi al quale l’artista donò le sue opere in virtù dell’amicizia che lo legava a don Giuseppe Gualandi, suo compagno di accademia e direttore dell’istituto.

alessandro guardassoni angeli musicanti
Alessandro Guardassoni, Angeli musicanti, 1856, Chiesa di Santa Maria Maggiore, Bologna.

Oltre a tutto questo l’artista fece anche parte dell’Accademia Felsinea di cui fu nominato professore ordinario nel 1863, per poi darne le dimissioni nel 1872 in modo da potersi dedicare anche agli altri suoi interessi, oltre a quelli artistici, come quelli in ambito scientifico (basti ricordare la pubblicazione del libro Della pittura, della stereoscopia e di alcuni precetti di Leonardo da Vinci nel 1880).

La mostra omaggio a Guardassoni

In occasione, perciò, del bicentenario della sua nascita il capoluogo emiliano omaggia Alessandro Guardassoni con una serie di iniziative dedicate ad egli tra cui la mostra “Alessandro Guardassoni, un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione” dislocata tra le Collezioni Comunali d’Arte  (Palazzo D’Accursio), la Fondazione Gualandi e le chiese dell’arcidiocesi di Bologna.

Alessandro Guardassoni (1819-1888). Un pittore bolognese tra Romanticismo e devozione, 14 settembre 2019 – 19 gennaio 2020, Palazzo D’Accursio, Piazza Maggiore 6; Fondazione Gualandi, via Nosadella 49, Bologna. Ingresso mostra a Palazzo D’Accursio € 6, ridotto € 3. Maggiori informazioni qui.

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