Il regista western Sergio Leone in mostra a Roma

Il regista western Sergio Leone in mostra a Roma

Sergio Leone, la biografia

Il regista cinematografico romano Sergio Leone (1929-1989) è stato figlio d’arte: il padre Vincenzo Leone fu un regista dell’epoca d’oro del cinema muto dove fu conosciuto con lo pseudonimo di Roberto Roberti, mentre la madre Edvige Valcarenghi fu un’attrice nota col nome di Bice Valerian.

Con queste premesse era fuor di dubbio che Leone junior s’immergesse fin da subito nel magico mondo del cinema dove cominciò a lavorare a diciotto anni. Il primo importante lavoro lo ottenne grazie a Vittorio De Sica e al suo leggendario “Ladri di biciclette”, considerato un classico del cinema e uno dei massimi capolavori del neorealismo cinematografico italiano: Sergio Leone partecipò come assistente volontario effettuando anche una comparsata nel film (recitò la parte di uno dei preti tedeschi sorpresi dalla pioggia).

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Un giovane Sergio Leone (il primo a sinistra) nel film “Ladri di biciclette”

In seguito lavorò come assistente di Mario Bonnard – che gli fece provare il debutto nella regia sul set di Gli ultimi giorni di Pompei – ma anche di Luigi Comencini, Steno, William Wyler, Robert Wise e Fred Zinnemann.

Sergio Leone e il western all’italiana

Esordì ufficialmente alla regia con Il colosso di Rodi (1961) cui seguì Per un pugno di dollari (1964) firmato con lo pseudonimo di Bob Robertson, in omaggio al padre, lanciando così la moda del western all’italiana.

Per essere una moda, quest’ultima, non fu però di quelle fatue e passeggere poiché con questo genere il regista italiano introdusse anche delle grosse novità: un crudo realismo (gli eroi dei suoi film non sono i classici eroi western americani: hanno barbe incolte e mise che tutto sono tranne che impeccabili) e la suspence con scene dense di silenzio ma anche di incalzanti primi piani sostenuti da musiche adeguate, pregevoli opere del maestro Ennio Morricone, sapientemente capaci di generare situazioni di crescente attesa e tensione.

Il film ottenne un successo straordinario ma fu anche accusato di plagio, infatti il regista giapponese Akira Kurosawa lo accusò di imitare il suo “La sfida del Samurai” ottenendo come risarcimento i diritti esclusivi di distribuzione del film di Leone in Giappone, ma anche Corea del Sud e Formosa.

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Uno dei famosi primi piani di Clint Eastwood nel film “Per un pugno di dollari”

Nonostante ciò seguirono, uno dietro l’altro, Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto e il cattivo (1966), C’era una volta il West (1968), Giù la testa (1971).

Gli ultimi anni di carriera

Negli anni Settanta il regista si dedicò alla produzione (tra cui figurano un paio di film di Carlo Verdone) e nel 1983 abbandonò il western per dirigere un kolossal sulla vita di alcuni gangster americani degli anni Trenta, C’era una volta in America, film composito, sintesi delle sue riflessioni sul “grande Paese”, da molti considerato il suo vero capolavoro.

Sul finire degli anni Ottanta, mentre era alle prese con un laborioso progetto filmico incentrato su un episodio della seconda guerra mondiale (la battaglia di Leningrado), fu stroncato da un attacco cardiaco.

sergio leone
Sergio Leone sul set del film “C’era una volta il West”. Foto tratta da Rai Movie

C’era una volta Sergio Leone, a Roma

Dedicata a Sergio Leone è la mostra documentaria “C’era una volta Sergio Leone” presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, un omaggio ri-evocativo a trent’anni dalla sua scomparsa e a novanta dalla nascita.

La rassegna segue quella parigina alla Cinémathèque Française perché dopotutto Sergio Leone ha lasciato ai posteri un’eredità importante a livello internazionale: non solo il suo marchio di fabbrica, quello del western all’italiana, ma anche un nuovo linguaggio cinematografico che oggi, a distanza di anni, gli studenti di cinema di tutto il mondo vengono invitati a studiare e approfondire. Senza contare i vari artisti del cinema contemporaneo, da Scorsese a Tarantino, che non dimenticano mai il loro debito nei suoi confronti.

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Sergio Leone sul set del film “C’era una volta in America”

La passione per i classici e l’arte

Leone stesso sarebbe potuto essere un ottimo insegnante poiché è ricordato come un altrettanto ottimo narratore orale, sul modello omerico: molto più che scriverli i suoi film amava raccontarli.

E a riguardo del modello omerico, è risaputo che fosse un appassionato dei classici del passato. I personaggi del West, sosteneva, furono introdotti già da Omero: Ettore, Achille e Agamennone non sono altro che gli sceriffi, i pistoleri e i fuorilegge dell’antichità disse in proposito.

Ma i film di Leone rivelano anche una passione per l’architettura e l’arte, come quella di De Chirico – che si evince da certe  scenografie e da certe inquadrature – di Goya (di cui era un collezionista di stampe all’acquaforte), Hopper e altri.

Un formidabile esteta, al di là delle apparenze!

La mostra, dove e quando

C’era una volta Sergio Leone, 17 dicembre 2019 – 3 maggio 2020, Museo dell’Ara Pacis, lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), Roma. Biglietto intero € 11, ridotto € 9. Maggiori informazioni qui.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Ilaria Fenato

    Bellissimo articolo dedicato ad un grande artista. Non sapevo della mostra e sono felice di sapere che ci sarà per un bel po’ ancora, così potrò andare a vederla! *_* Non vedo l’ora! Non sono un’appassionata di western ma ne ho guardati molti, sia di Leone che di altri che rendevano omaggio alle opere del maestro 😊

    1. Maria Curci

      Grazie Ilaria! Mi fa molto piacere il tuo gradimento e sono contenta di averti fatto sapere della mostra. 🙂

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