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Antonio Canova e il mito di Paolina Bonaparte a Possagno

Paolina Bonaparte è nota per la parentela con il più famoso condottiero di tuti i tempi, Napoleone, essendone stata sorella e sua diletta. Ma è stata anch’ella a suo modo una protagonista del suo tempo grazie alla bellezza e al carisma di cui disponeva, tali che Antonio Canova seppe ben imprimerli in una delle sue sculture più conosciute: Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice.

Ma vediamo più nel dettaglio le tappe salienti della sua vita.

Paolina Bonaparte, la biografia

Maria Paola Bonaparte, detta Paolina (Ajaccio 1780 – Firenze 1825), seconda sorella di Napoleone I, ebbe un’infanzia e un’adolescenza non proprio serene, non solo per il carattere che rivelò da subito una certa ritrosia a seguire le regole e le convenzioni ma anche per le vicende familiari.

Rimase infatti presto orfana di padre e dovette seguire la madre e i fratelli nelle loro peregrinazioni a causa delle vicende politiche che caratterizzarono in quel periodo la Francia.

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François Joseph Kinson, Paolina Bonaparte, olio su tela, 1808, Museo Napoleonico di Roma, Roma

Paolina Bonaparte, i matrimoni

Nel 1797 sposò il generale Victor Emanuel Léclerc – amico del fratello Napoleone – dal quale ebbe l’unico figlio, Dermide, seguendolo in seguito a Santo Domingo, ufficialmente per sedare la protesta degli schiavi capeggiati dal ribelle Toussaint Louverture ma in realtà fu un pretesto che Napoleone escogitò per calmare i bollenti spiriti della sorella fedifraga e le dicerie sul suo conto. Ma nel dicembre 1802 Paolina fece ritorno in patria da vedova a causa della febbre gialla che attaccò il marito facendolo decedere.

Tempo un anno e sposò, dietro consiglio ancora una volta del potente fratello, il principe romano Camillo Borghese. Grazie a questo sodalizio poté trasferirsi nella Città Eterna, dove però – nonostante tutta la bellezza di Roma, Colosseo compreso – si annoiò spesso.

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Francois Gérard, Ritratto del principe Camillo II Borghese, duca di Guastalla, olio su tela, The Frick Collection, NY, USA.

Paolina e il fratello Napoleone

Nel 1806 Paolina ottenne il ducato di Guastalla (in Romagna) grazie al consorte, duca a sua volta dello stesso, ma lo vendette successivamente al regno d’Italia. Intanto resasi indipendente dal marito col quale si vedeva pochissimo essendo lui di stanza a Torino dove fu nominato Governatore Generale dei Dipartimenti d’Oltralpe, visse un po’ a Parigi e un po’ a Roma spostandosi spesso in Europa per seguire il fratello, brillando ancora una volta per la bellezza ma anche per la vita sentimentale piuttosto libertina, al pari – diciamolo – degli uomini che la circondavano.

Allontanata nel 1810 dalla corte francese per aver mancato di rispetto all’imperatrice Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone, nel 1814 lo raggiunse all’isola d’Elba, unica sorella forse a restargli fedele e a mostrargli benevolenza. Tanto che ritiratasi a Roma dopo Waterloo, intervenne a favore del fratello, che aveva chiesto di poter accompagnare a Sant’Elena. Trascorse infine gli ultimi anni a Firenze dove si spense per un tumore.

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Marie-Guillemine Benoist, Ritratto di Paolina Bonaparte, olio su tela, 1808, Musée National du Château de Fontainebleau, Francia

Paolina Bonaparte come Venere vincitrice del Canova

Un personaggio femminile, la Paolina Bonaparte, sopra le righe e per questo non sempre ben vista. Se poi ci mettiamo anche il disprezzo o l’antipatia che alcuni provavano nei confronti del suo cognome a causa dell’autoritario fratello, le voci sul suo conto certamente non potevano essere molto lusinghiere.

Ma la sua ammaliante bellezza rimase comunque sempre molto apprezzata, lo stesso Antonio Canova dovette accorgesene se è riuscito a realizzare uno dei suoi capolavori di maggiore sensualità e raffinatezza qual è Paolina Bonaparte come Venere vincitrice.

L’opera fu commissionata all’artista da Camillo Borghese, per rendere un omaggio alla sua sposa ma anche trovare un’occasione per farsi perdonare: pare infatti che Paolina ce l’avesse con lui per la morte del figlioletto Dermide, avuto dal precedente matrimonio, perché Borghese la convinse a fargli trascorrere l’estate nella calura di Frascati, dallo zio Luciano Bonaparte.

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Antonio Canova, Paolina Bonaparte come Venere vincitrice, 1804-1808, Galleria Borghese, Roma. Photo credit Architas, CC BY-SA 4.0, Fonte: Wikipedia

Canova pertanto realizzò l’opera dedicata alla duchessa di Guastalla paragonandola simbolicamente ad una dea, quella Venere incantatrice che Paolina Bonaparte seppe ben incarnare.

Una scultura realizzata in un magnifico marmo bianco che fece subito scalpore per la morbida nudità rappresentata. Si dice che Paolina abbia affermato, in tale circostanza, che nello studio del Canova faceva molto caldo, anche se non è comunque confermato che posò effettivamente senza veli.

Paolina Bonaparte in mostra a Possagno

Quest’opera si colloca nel progetto espositivo “Paolina. storia di un capolavoro” presso il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno, in provincia di Treviso, che  vede un ciclo di eventi dedicati proprio a Paolina. Un’occasione per inaugurare le celebrazioni connesse all’anniversario canoviano del 2022, l’anno in cui ricorre il bicentenario della morte dello scultore.

Per restare aggiornati sulla mostra, attualmente sospesa, converrà tenere d’occhio il sito: https://www.museocanova.it/mostre-paolina/

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Antonio Canova, Paolina Bonaparte come Venere vincitrice, 1804-08, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno. Photo credit Lino Zanesco

La mostra, dove e quando

Paolina Bonaparte. Storia di un capolavoro, 19 marzo – 30 maggio 2021, Museo e Gypsotheca Antonio Canova, via Canova 74, Possagno, Treviso.

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