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Arte contemporanea

L’arte horror di Dario Argento in mostra a Torino

Dario Argento, considerato a pieno titolo il re del giallo e dell’horror all’italiana, è il protagonista attorno al quale ruota la mostra “Dario Argento. The Exhibit” presso il Museo del Cinema di Torino.

Argento lo si può considerare se non proprio come il capostipite del genere (lo scettro spetta in tal caso a Mario Bava) quantomeno come colui che ha portato il thrilling (o il giallo) alla sua consacrazione adoperando la stessa formula di Bava ma aggiornandone tecnica e stile.

Un colpo di genio che lo ha portato ad ottenere subito un gran successo negli USA (e forse un po’ snobbato in patria) oltre ad aver iniziato un vero e proprio filone di film a titolo faunistico aventi cioè nel titolo un animale (L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio).

Che ne dici se ripercorriamo insieme la sua interessante biografia? T’invito a scoprire di più qui sotto. Buona lettura!

Dario Argento, la biografia

Il regista Dario Argento (nato a Roma nel 1940) comincia a respirare aria di cinema e arte fin dall’infanzia essendo suo padre il produttore cinematografico di origine siciliana Salvatore Argento e sua madre l’italo-brasiliana Elda Luxardo, la prima fotografa di moda e di cinema del dopoguerra in Italia (suoi i primi scatti di Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale).

La frequentazione da piccolo dello studio fotografico della madre lo porta ad essere attratto dalle luci, dalle figure femminili e dalla cura per il trucco e per i dettagli, tutti elementi che finiranno per caratterizzare il suo cinema.

dario argento sul set del film suspiria

Dario Argento sul set di “Suspiria”. Photo credit Franco Bellomo

Dopo una breve parentesi scolastica a 16 anni abbandona gli studi al liceo classico per trasferirsi a Parigi dove si arrangia facendo anche il lavapiatti. Tornato in Italia nel 1957 comincia a maturare le sue passioni legate al mondo cinefilo: la Nouvelle Vague, i film di Hithcock, Fellini, Antonioni, gli spaghetti western ma anche il cinema dei telefoni bianchi e quello sovietico.

Forte di questi interessi inizia a scrivere per L’Araldo dello spettacolo, un quotidiano di cultura e spettacolo nato nel 1946, per poi farsi assumere come critico cinematografico al quotidiano romano Paese Sera dove in netto contrasto con la critica di allora recensisce positivamente il cinema di genere: western, fantascienza, thriller e horror.

Le prime sceneggiature e il debutto nella regia

Cominciano così le collaborazioni come sceneggiatore (tra cui con Bernardo Bertolucci e Sergio Leone per C’era una volta il West, e con Giuseppe Patroni Griffi per Metti una sera a cena).

Nel 1969 mette su col padre Salvatore una società di produzione che vede il suo debutto come regista cominciando a dirigere una serie di thrilling destinati ad avere un notevole successo: L’uccello dalle piume di cristallo (1969), che incassò una cifra da capogiro all’epoca, Il gatto a nove code (1970), Quattro mosche di velluto grigio (1971).

Film che rivelano quelli che diventeranno il suo marchio di fabbrica: l’importanza della fotografia attraverso le inquadrature, le luci e i colori, i primi piani sugli oggetti e gli occhi, il ricorso al montaggio alternato, l’uso della colonna sonora, l’interesse per la psicopatologia.

una scena del film profondo rosso di dario argento

Una scena del film “Profondo rosso”. Foto Wikipedia

Dopo la breve parentesi con un film alternativo rispetto al suo genere come quello sulle Cinque giornate di Milano (1973), il regista romano si afferma come maestro del giallo all’italiana con Profondo rosso (1975), lasciandosi trascinare dalla passione per l’horror, gli episodi cruenti e gli effetti speciali di cui sono caratterizzati quei suoi film diventati ormai dei cult movie come Suspiria (1977), Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1984) e Opera (1987) per citare quelli entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Basti pensare che Suspiria, il suo primo vero film horror, è considerato tra le prime tre opere dell’espressionismo cinematografico.

Dario Argento, la mostra a Torino

Dedicata dunque a Dario Argento è la mostra al Museo Nazionale del Cinema di Torino: “Dario Argento. The Exhibit”. Un omaggio a un personaggio che si è sempre rivelato versatile non essendosi limitato solo alla regia cinematografica ma anche a quella televisiva e teatrale, oltre che essere produttore e talvolta attore (in alcuni suoi film è la voce misteriosa o la mano dell’assassino).

mano con coltello che uccide

Foto Pixabay

Un visionario cineasta, come è stato definito Dario Argento, a cui per la prima volta viene dedicata una mostra completa, quale quella di Torino, che raccoglie tutto l’immaginario visivo che ha caratterizzato la sua opera “nel corso del proprio cinquantennale viaggio nei perturbanti territori dell’incubo” come citato sul sito dedicato alla rassegna.

Una rassegna in cui ad essere esposti sono elementi di vario genere tra fotografie, sequenze filmiche, costumi, oggetti di scena, bozzetti compresi quelli dello stilista Giorgio Armani che per i film di Argento ha realizzato costumi e gioielli, locandine e molto altro insieme a iniziative di approfondimento dedicate al regista e alle sue opere.

La mostra, dove e quando

Dario Argento – The Exhibit, 6 aprile 2022 – 16 gennaio 2023, Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana, via Montebello 20, Torino. Biglietto intero € 11, ridotto € 9. per maggiori informazioni ti consiglio di visitare il sito del museo.

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2 COMMENTS

  • Keep Calm & Drink Coffee

    Una mostra davvero interessante.
    Io sono ancora un po’ ferma a Profondo Rosso … scherzo, anche se ai tempi mi ci è voluto un po’ per togliermi la famosa immagine chiave dalla mente.
    Ho letto con piacere la nota finale: sai che io ho una venerazione particolare per Re Giorgio!

    • Maria
      AUTHOR

      La verità? Anch’io non ho ancora visto tutti i suoi film: Profondo Rosso si ma mi mancano gli altri suoi cult come Suspiria e Phenomena per esempio. Eh, re Giorgio chi non l’apprezza? E’ l’emblema del made in Italy!

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