Tra i vari anniversari del 2025 c’è anche il 550mo anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti, una ricorrenza che non poteva certo passare inosservata!
Per questo a Firenze si è pensato di celebrare l’illustre conterraneo con una rassegna speciale.
L’evento è iniziato il 6 marzo e coincide con il giorno della nascita di Michelangelo, che nel 1475 venne alla luce a Caprese, in provincia di Arezzo.
Vediamo meglio di cosa si tratta.
- Arte e turismo culturale ti appassionano? Iscriviti alla mia newsletter per non perderti le storie e gli eventi più interessanti!
L’evento dedicato a Michelangelo dalla Galleria dell’Accademia di Firenze
La Galleria dell’Accademia di Firenze ha organizzato un particolare evento per l’anniversario di nascita di Michelangelo Buonarroti dal titolo “L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475-2025” che, partito a marzo, si concluderà a dicembre di quest’anno.
Letture, visite guidate tematiche, laboratori, e performance musicali e teatrali animeranno la rassegna, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nell’opera e nell’eredità di Michelangelo.
Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un ampio programma di eventi e iniziative pensato per celebrare l’attualità di Michelangelo, tra i più grandi artisti del Rinascimento.

Perché Michelangelo Buonarroti è ancora attuale?
Michelangelo Buonarroti continua, con le opere più importanti che ci ha lasciato, a essere ancora attuale pur dopo secoli di distanza.
Come non pensare, infatti, a quel capolavoro che è Il Giudizio Universale? In quest’opera Michelangelo raffigura l’atto finale della storia dell’umanità in cui un Cristo-Giudice, circondato da santi e dannati, scuote le anime in un turbine travolgente.
Un lavoro, completato nel 1541 nella Cappella Sistina, che segna una rottura con la tradizione rinascimentale nell’ambito della quale si celebrava l’individuo come artefice del proprio destino.
Per cui se col David, altro suo capolavoro, raffigura un uomo libero e padrone di sé, col Giudizio Universale invece il rivoluzionario Michelangelo si stacca dalla tradizione e dipinge una tragedia cosmica, che enfatizza la fragilità e l’impotenza dell’uomo di fronte al giudizio divino.
Le scelte stilistiche e iconografiche del dipinto gli sollevarono parecchie critiche, tra cui accuse di irreligiosità e immoralità. Ma, nonostante ciò, la grandezza del talento visionario di Michelangelo fu riconosciuta già da molti suoi contemporanei, tra cui Giorgio Vasari, che lo celebrò nella sua celebre opera Vite del 1550.
E che dire poi della sua poliedricità? È stato pittore, scultore, architetto e anche un appassionato scrittore, tanto che le sue lettere, insieme ai componimenti poetici, rappresentano una parte significativa della sua produzione intellettuale.
Comporre opere letterarie fu, per Michelangelo Buonarroti, un buon mezzo per esplorare e fissare i pensieri e le emozioni di un animo inquieto e travagliato, quale fu il suo, ma anche ricco di passione e generosità.
Insomma uno di quei tipi che oggi definiremmo “multipotenziali”!

Le opere di Michelangelo Buonarroti nella Galleria dell’Accademia di Firenze
Oltre al già citato David, la cui storia e le curiosità ho raccontato in quest’altro articolo, la Galleria dell’Accademia di Firenze custodisce un’altra opera di Michelangelo Buonarroti da poter scoprire in occasione dell’evento dedicato all’anniversario di nascita: I Prigioni, o Schiavi.
“I Prigioni” sono quattro sculture incompiute, e poco conosciute, realizzate da Michelangelo presumibilmente in un periodo tra il 1519 ed il 1534.
Lo Schiavo barbuto, lo Schiavo giovane, lo Schiavo che si desta, e Atlante – questi i loro nomi – furono realizzati inizialmente per la tomba di Papa Giulio II, che chiese a Michelangelo di realizzare il suo monumento funebre.
Tuttavia non pochi furono i contrasti con il pontefice poiché entrambi erano dotati di un carattere fumantino. Alla fine il monumento fu completato e collocato nella Basilica di San Pietro in Vincoli nel 1545, concludendo quella che l’artista stesso definì “la tragedia della sepoltura”.
Inizialmente la tomba pontificia sarebbe dovuta essere composta da 16 o 20 statue ma alla fine ne furono realizzate da Michelangelo solo 6, di cui 2 sono conservate al Louvre.

La rassegna, dove e quando
L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475-2025, 03 marzo – 31 dicembre 2025, Galleria dell’Accademia, Via Ricasoli 58/60, Firenze. Ulteriori informazioni su costi e orari sul sito della Galleria.



Leave a Comment