isadoora duncan e la sua danza in mostra a rovereto
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Isadora Duncan e la sua danza in mostra a Rovereto

Isadora Duncan, la biografia

La danzatrice americana Isadora Duncan (San Francisco 1878 – Nizza 1927) fu una una personalità singolare di artista: volle risalire direttamente all’arte greca ripudiando le regole e le convenzioni del balletto accademico (entrava in scena a piedi nudi e senza calzamaglia, avvolta in tuniche e pepli).

Poco apprezzata negli Stati Uniti, dove comunque ritornò più volte, si trasferì in Europa e nel 1904 aprì una scuola a Berlino, stabilendo definitivamente il suo stile che chiamò “danza libera”. Si recò anche in Russia suscitando consensi ma anche polemiche.

Oltre che in Germania e in Russia fondò e diresse scuole anche in Francia. L’insegnamento fu una sorta di missione per la Duncan, convinta che le regole del balletto classico fossero troppo artificiose e per questo contrarie allo sviluppo armonico delle fanciulle.

foto di isadora duncan

Anche sentimentalmente parlando preferì seguire il proprio istinto piuttosto che le convenzioni sociali: ebbe tre figli da tre uomini diversi e sposò il poeta Sergej Esenin, più giovane di 18 anni.

Dopo aver perduto i figli in un incidente fu ella stessa vittima di un singolare infortunio automobilistico: rimase strangolata dalla sua sciarpa dopo che questa si era impigliata nelle ruote della vettura.

Ha lasciato un libro di memorie dal titolo “Isadora Duncan. La mia vita” (Savelli, Milano, 1980).

La danza secondo Isadora

La Duncan fu, come si può ben intuire, una personalità rivoluzionaria e carismatica, in anticipo sui tempi e al di fuori degli schemi, considerata la fondatrice della danza moderna.

La danza di Isadora Duncan era una danza naturale, un movimento che doveva fluire dal corpo in modo spontaneo, basato – proprio come nell’antica Grecia – sul ritmo della natura.

isadora duncan danza

Un movimento paragonabile all’onda, una linea incessante che doveva simboleggiare l’energia e la ciclicità della natura, che continuamente si rigenera.

Le idee della Duncan furono il risultato dei suoi studi e delle sue letture dedicate all’antichità classica e al Rinascimento,  ma pure alle opere di Nietzsche.

La mostra al Mart di Rovereto

Un omaggio alla figura di Isadora Duncan è la mostra “Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia” presso la sede del Museo Mart di Rovereto

Più di centosettanta sono le opere in esposizione tra documenti, fotografie, dipinti e sculture a testimonianza di quanto la sua opera abbia attraversato il tempo e lo spazio permettendole di essere ancora oggi una figura leggendaria.

Plinio Nomellini, Gioia tirrena, 1914

Tra le autorevoli collezioni, sia nostrane che internazionali, presenti al Mart ad essere in esposizione sono anche le opere dei principali artisti del primo Novecento che hanno trovato nella danzatrice americana un’ispirazione molto forte: Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Felice Casorati, Auguste Rodin, Gio Ponti, Federico Zandomeneghi, Gaetano Previati.

La Duncan d’altronde esercitò un innegabile fascino nel contesto culturale internazionale, compreso quello italiano. Tra i molteplici legami che ebbe con gli artisti e gli intellettuali italiani di quel periodo spicca l’amicizia con la grande attrice e regista Eleonora Duse.

La mostra, dove e quando

Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia, 19 ottobre 2019 – 1 marzo 2020, Mart Rovereto, Corso Bettini 43, Rovereto (Trento). Biglietto intero € 11, ridotto € 7. Qui maggiori informazioni.

6 commenti

  • Daniela

    Come sempre i tuoi articoli sono una fonte preziosa di informazioni. Conoscevo questa artista solo di nome, ma la storia completa onestamente la ignoravo. Non sono molto distante da Rovereto, potrei andare a vederla!

    • Maria Curci

      Grazie mille Daniela!! Questo blog aiuta me per prima a scoprire realtà o personaggi che non conoscevo o che conoscevo pochissimo, quindi mi fa moltissimo piacere se lo stesso accade per chi vi approda.

  • Giovy Malfiori

    Io amo molto il Mart e lo trovo un museo dal respiro internazionale: non si direbbe mai che si trovi in una città di provincia. Rovereto per me è molto bella e quel museo la rende unica. Ho letto già molto su questa mostra e vorrei proprio andarci.

    • Maria Curci

      Mi fa molto piacere il tuo apprezzamento sul Mart e su Rovereto. Se ci vai, alla mostra, fammi sapere le tue impressioni. Ci conto!

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