Il culto di San Nicola di Myra in mostra (virtuale) a Bari

Il culto di San Nicola di Myra in mostra (virtuale) a Bari

San Nicola di Myra, la storia

Oggi 8 maggio è una data per chi vive nella città di Bari, come la sottoscritta,  piuttosto sentita poiché proprio in questo periodo, dal 7 al 9 maggio, si ricorda la traslazione delle ossa di San Nicola di Myra, patrono del capoluogo pugliese la cui festa vera e propria ricorre annualmente il 6 dicembre.

Chi fu San Nicola di Myra o, anche, di Bari? Secondo la mia fonte enciclopedica fu un vescovo nato a Patara di Licia, in terra turca, e vissuto a Myra nei secoli III-IV, partecipò (forse) al concilio di Nicea (325) e morì intorno al 350 d.C.

san nicola di myra
Icona russa raffigurante San Nicola, realizzata da Aleksa Petrov, 1294

Le sue reliquie sono conservate, come da tradizione, sia a Bari che a Venezia. Quelle baresi furono trafugate da Myra, a opera di mercanti baresi, e portate nel 1087 a Bari di cui fu eletto patrono e in onore del quale è stata edificata la Basilica che porta il suo nome, nella città vecchia del capoluogo, situata in un panorama immerso tra storia e arte.

Il culto di San Nicola di Myra (o di Bari), in tutto il mondo riconosciuto come santo taumaturgo e miroblita, ebbe fin da subito larga diffusione sia in Oriente che in Occidente. La sua vita, poco documentata storicamente, è ricca di numerose leggende: i tre giovinetti resuscitati, le tre borse d’oro contenenti la dote per tre fanciulle destinate altrimenti alla prostituzione (episodio ricordato anche da Dante nel Purgatorio, XX, 31-33), la tempesta sedata.

Il culto di San Nicola nel mondo

Patrono anche della Russia e della Grecia, è infatti venerato sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa, protettore di un bel po’ di gente tra infanti e giovani, marinai, donne nubili o in cerca di marito, prigionieri, forestieri.

In molti paesi, specie in America del Nord e nell’Europa settentrionale, essendo la sua festa vicina al giorno di Natale e dedicata alla distribuzione dei doni ai bambini, viene per questo identificato nel vecchio dalla barba bianca, ossia Babbo Natale, qui chiamato Santa Claus (da Nicolaus).

Vi è una ricchissima iconografia dedicata alla figura del santo in Grecia, Russia, Italia, Francia e Inghilterra. In vesti episcopali, San Nicola appare in numerosi dipinti bizantini: a testimonianza di ciò vi sono, tra gli altri, le icone della pinacoteca del monastero del Sinai (secc. X, XIII e XIV), del monastero di San Giovanni Teologo a Patmos (XII sec.), del Museo d’arte occidentale e orientale di Kiev, i mosaici della Cappella Palatina di Palermo e della basilica di San Marco a Venezia (XII sec.), e gli affreschi della chiesa di Santo Stefano a Kastoria e della cripta di Santa Lucia a Brindisi (XIII sec.).

san nicola di bari
La statua dedicata a San Nicola nei pressi della Basilica barese

Non meno ricca è l’iconografia nella tradizione occidentale: tra le opere d’arte dedicate alla figura del santo e a episodi della sua vita si ricordano i rilievi sul fonte battesimale della cattedrale di Winchester, le vetrate nelle cattedrali di Chartres e Bourges, i dipinti di Ambrogio Lorenzetti e Gentile da Fabriano (agli Uffizi di Firenze e alla Pinacoteca vaticana di Roma), di Carlo Crivelli (Muso d’arte di Cleveland), Lorenzo Lotto (Chiesa dei Carmini di Venezia), e del Tintoretto (Kunsthistorisches Museum di Vienna).    

San Nicola a Bari

Il culto del santo Nicola, dunque, è avvertito un po’ ovunque e a Bari in particolare dove questi tre giorni di maggio (7-8-9) si ricorda l’epica impresa della traslazione delle ossa – avvenuta nel 1087 – a cominciare dal corteo storico, detto la Caravella (come quella che fu utilizzata a suo tempo per l’occasione), che ne ripercorre gli eventi, per procedere con la processione della statua del santo su una barca, fino alla sua esposizione in piazza (piazza del Ferrarese) per la venerazione dei fedeli che solitamente accorrono da più parti, anche e soprattutto dalla Russia.

Quest’anno, però, a causa della pandemia non sarà possibile lo svolgersi come di consueto della festa né della partecipazione in pubblica piazza dei fedeli e non. Ma sarà possibile poter partecipare, almeno virtualmente, ad una piccola mostra in onore del santo patrono grazie alla Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari che mediante il formato video offre l’opportunità di effettuare un breve viaggio virtuale fra le opere delle sue collezioni che raffigurano San Nicola.

Il video si apre con l’opera del pittore Raffaele Armenise dedicata alla festa patronale di Bari, con un’accattivante testimonianza della traslazione, evento di fondamentale importanza per le sorti di una città da sempre votata alla dimensione mercantile.

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Corrado Giaquinto, San Nicola salva i naufraghi, olio su tela, Pinacoteca di Bari, Sala XVI

Si potrà effettuare pertanto un breve excursus sulle opere riguardanti il Santo presenti nella Pinacoteca barese, ancora chiusa al pubblico. Si passa così dal dipinto che riproduce un particolare della facciata della Basilica di San Nicola, del barese Francesco Vacca, all’icona agiografica del XIII secolo di pittore pugliese ignoto, dalla tavola che ritrae il volto grave di San Nicola dipinto a mezza figura da Bartolomeo Vivarini, al San Nicola che salva i naufraghi di Corrado Giaquinto, modello definitivo e autografo di una pala d’altare realizzata nel 1746 per la chiesa romana di San Nicola dei Lorenesi. La carrellata si conclude con un dipinto di Nicola Mascialino che allude a uno dei più noti miracoli del Santo.

Il video lo si può guardare sia dal sito ufficiale della Pinacoteca che dal canale Youtube della stessa, di cui vi posto il link, sotto. Fatto ciò, non resta che augurarvi buona visione…e magari fatemi sapere che ne pensate nei commenti!

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Fiorella

    Le tradizioni locali sono di un fascino etereo! Io sono toscana e non sapevo della Caravella che si celebra a Bari per il culto di San Nicola e ho letto il tuo articolo come se fosse una favola, grazie!

    1. Maria Curci

      Grazie mille Fiorella per il tuo apprezzamento! Beh chissà, in un futuro non troppo lontano potresti sempre venire a Bari per vederla di persona…nel caso fammi un fischio. 😉

  2. Spesso e volentieri andavo a Bari prima del Covid e quando potevo mi recavo in centro storico e quindi alla basilica dedicata a San Nicola. La devozione per questo Santo è davvero molto forte e sentita nel nostro capoluogo. È un peccato che quest’anno non sia stato possibile assistere ai festeggiamenti in suo onore. Speriamo di riuscirci il prossimo anno.
    Maria Domenica

    1. Maria Curci

      Si, sicuramente il prossimo anno ritorneremo a festeggiare il nostro santo come abbiamo sempre fatto, magari già da dicembre, viste le news dei giorni scorsi in cui si parlava del posticipare la festa maggiolina a quella dicembrina. Speriamo bene!
      Ma dai, se vivi anche tu a Bari, ci si può incontrare…mi farebbe molto piacere! 🙂

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