Search here...
TOP
Turismo Culturale

Il culto di San Nicola di Myra in mostra (virtuale) a Bari

il culto di san nicola di myra in mostra virtuale a bari

Il culto di San Nicola di Myra è esteso in tutto il mondo ma a Bari in modo particolare tanto che il santo è rinomato anche come San Nicola di Bari di cui è anche patrono.

E oggi 8 maggio è una data per chi vive come me nella città di Bari piuttosto sentita perché proprio in questo giorno si ricorda l’evento rappresentato dalla traslazione delle ossa di San Nicola da Myra a Bari anche se la festa vera e propria, ossia quella patronale, ricorre annualmente il 6 dicembre.

San Nicola di Myra, chi era

Chi era San Nicola di Myra? Secondo la mia fonte enciclopedica (Rizzoli Larousse) fu un vescovo nato a Patara di Licia, una fiorente città marittima e commerciale affacciata sul Mediterraneo, e vissuto a Myra nei secoli III-IV, partecipò molto probabilmente al Concilio di Nicea (nel 325 d.C.) e morì intorno al 350.

Le sue reliquie sono conservate, come da tradizione, sia a Bari che a Venezia. Quelle baresi furono trafugate da Myra a opera di mercanti baresi e portate nel maggio del 1087 a Bari dove fu eletto patrono e in onore del quale è stata edificata la Basilica che porta il suo nome, nella città vecchia, situata in un panorama immerso tra storia e arte.

Secondo una leggenda (confermata ne “La leggenda di Kiev” del metropolita Efrem, a cura di G. Cioffari) si racconta che fu lo stesso santo ad andare in sogno a un sacerdote barese confessandogli di non voler restare più in un luogo profanato dai turchi.

la nascita di san nicola dipinta da gentile da fabriano

Gentile da Fabriano, La nascita di San Nicola, tempera su tavola, 1425, Musei Vaticani

Il culto di San Nicola di Myra, in tutto il mondo riconosciuto come santo taumaturgo e miroblita, ebbe fin da subito larga diffusione sia in Oriente che in Occidente.

La sua vita, poco documentata storicamente, è ricca di numerose leggende: i tre giovinetti resuscitati, le tre borse d’oro contenenti la dote per tre fanciulle destinate altrimenti alla prostituzione (episodio ricordato anche da Dante nel Purgatorio, XX, 31-33), la tempesta sedata.

Il culto di San Nicola nel mondo

Patrono anche della Russia e della Grecia, San Nicola è venerato sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa, protettore di infanti e giovani, marinai, donne nubili o in cerca di marito, prigionieri e forestieri.

In molti paesi, specie in America del Nord e nell’Europa settentrionale, essendo la sua festa vicina al giorno di Natale e dedicata alla distribuzione dei doni ai bambini viene per questo identificato nel vecchio dalla barba bianca, Babbo Natale, qui chiamato Santa Claus (da Nicolaus).

san nicola di myra

Icona russa raffigurante San Nicola, realizzata da Aleksa Petrov, 1294

L’iconografia di San Nicola

Vi è una ricchissima iconografia dedicata alla figura di San Nicola in Grecia, Russia, Italia, Francia e Inghilterra.

In vesti episcopali San Nicola appare in numerosi dipinti bizantini: nelle icone della Pinacoteca del monastero del Sinai (secc. X, XIII e XIV), del Museo d’arte occidentale e orientale di Kiev, i mosaici della Cappella Palatina di Palermo e della basilica di San Marco a Venezia (XII sec.), e gli affreschi della chiesa di Santo Stefano a Kastoria e della cripta di Santa Lucia a Brindisi (XIII sec.).

statua di san nicola di bari

La statua dedicata a San Nicola nei pressi della Basilica di Bari, dono di Vladimir Putin. Photo credit Art and Cult Blog

Non meno ricca è l’iconografia nella tradizione occidentale: i rilievi sul fonte battesimale della cattedrale di Winchester, le vetrate delle cattedrali di Chartres e Bourges, i dipinti di Ambrogio Lorenzetti e Gentile da Fabriano (agli Uffizi di Firenze e alla Pinacoteca vaticana di Roma), di Carlo Crivelli (Muso d’arte di Cleveland), di Lorenzo Lotto (Chiesa dei Carmini di Venezia), e del Tintoretto (Kunsthistorisches Museum di Vienna).    

I festeggiamenti per San Nicola a Bari

Il culto di San Nicola dunque è diffuso a livello mondiale ma a Bari in maniera speciale dove questi tre giorni di maggio (7-8-9) si ricorda l’epica impresa della traslazione delle ossa che da Myra arrivarono dopo varie peripezie nel capoluogo pugliese.

Dal corteo storico, chiamato La Caravella (come quella che fu utilizzata a suo tempo per l’occasione) e che ne ripercorre gli eventi, si arriva il giorno dopo alla processione della statua del santo su una barca fino alla sua esposizione in piazza del Ferrarese per la venerazione dei fedeli, che solitamente accorrono da più parti, anche e soprattutto dalla Russia.

dipinto di raffaele armenise raffigurante la festa di san nicola

Raffaele Armenise, Festa di San Nicola, olio su tela, 1920, Pinacoteca Corrado Giaquinto, Bari

 

La mostra omaggio della Pinacoteca

Quest’anno a causa della pandemia non sarà possibile lo svolgersi come di consueto della festa. Ma si potrà partecipare, almeno virtualmente, ad una piccola mostra in onore del santo patrono grazie alla Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari che mediante il formato video offre l’opportunità di effettuare un breve viaggio virtuale fra le opere delle sue collezioni che raffigurano San Nicola.

Il video si apre con l’opera del pittore Raffaele Armenise dedicata alla festa patronale con un’accattivante testimonianza della traslazione, evento di fondamentale importanza per le sorti di una città da sempre votata alla dimensione mercantile.

san nicola salva i naufraghi di corrado giaquinto

Corrado Giaquinto, San Nicola salva i naufraghi, olio su tela, Pinacoteca di Bari

Si potrà effettuare pertanto un breve excursus sulle opere riguardanti il Santo presenti nella Pinacoteca, ancora chiusa al pubblico.

Si passa dal dipinto che riproduce un particolare della facciata della Basilica di San Nicola, realizzato dall’artista Francesco Vacca, all’icona agiografica del XIII secolo di pittore pugliese ignoto.

Dalla tavola che ritrae il volto grave di San Nicola dipinto a mezza figura da Bartolomeo Vivarini si passa al San Nicola che salva i naufraghi di Corrado Giaquinto, modello definitivo e autografo di una pala d’altare realizzata nel 1746 per la chiesa romana di San Nicola dei Lorenesi. La carrellata si conclude con un dipinto di Nicola Mascialino che allude a uno dei più noti miracoli del Santo.

Il video lo si può guardare sia dal sito ufficiale della Pinacoteca che dal canale Youtube della stessa, di cui vi posto il link che potete visionare qui sotto.

Le conoscevi queste tradizioni collegate al culto di San Nicola? 

Art and Cult Blog
TAGS:,

«

»

4 COMMENTS

  • Fiorella

    Le tradizioni locali sono di un fascino etereo! Io sono toscana e non sapevo della Caravella che si celebra a Bari per il culto di San Nicola e ho letto il tuo articolo come se fosse una favola, grazie!

    • Maria Curci
      AUTHOR

      Grazie mille Fiorella per il tuo apprezzamento! Beh chissà, in un futuro non troppo lontano potresti sempre venire a Bari per vederla di persona…nel caso fammi un fischio. 😉

  • Spesso e volentieri andavo a Bari prima del Covid e quando potevo mi recavo in centro storico e quindi alla basilica dedicata a San Nicola. La devozione per questo Santo è davvero molto forte e sentita nel nostro capoluogo. È un peccato che quest’anno non sia stato possibile assistere ai festeggiamenti in suo onore. Speriamo di riuscirci il prossimo anno.
    Maria Domenica

    • Maria Curci
      AUTHOR

      Si, sicuramente il prossimo anno ritorneremo a festeggiare il nostro santo come abbiamo sempre fatto, magari già da dicembre, viste le news dei giorni scorsi in cui si parlava del posticipare la festa maggiolina a quella dicembrina. Speriamo bene!
      Ma dai, se vivi anche tu a Bari, ci si può incontrare…mi farebbe molto piacere! 🙂

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.