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Il grande impero Inca in mostra a Milano

La dinastia Inca, le origini

L’affascinante dinastia Inca è stata la più grande dinastia indigena del Sud America, ebbe probabilmente origine nel XIII secolo da un piccolo nucleo tribale stanziato nella vallata di Cuzco (o Cusco), in Perù, distrutta poi dai conquistadores spagnoli all’inizio del XVI secolo. 

Considerato in passato come il primo esempio di Stato socialista, si è rivelata una nazione con un’economia statalizzata retta da un’aristocrazia con a capo linca, un sovrano autocratico che riuniva a sé l’autorità politica, religiosa e militare.

Il nome Incas venne dato dagli spagnoli, mentre dalla popolazione e da documenti ufficiali il paese era chiamato Tahuantisuyu (“i quattro quarti del mondo”), suddiviso in 4 zone dette suyu: il Chinchasuyu o quarto nordorientale, il Cuntisuyu o quarto occidentale, il Collasuyu o quarto meridionale, e l’Antisuyu o quarto orientale.

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Uno scorcio della città di Cusco, in Perù. Foto Pixabay

La storia degli Incas

La storia di questo popolo secondo una tradizione leggendaria inizia nel XIII secolo quando il capo di un clan chiamato Inca, simile ai Quechua, condusse la sua gente da un luogo detto “le grotte dell’Aurora”, posto nella regione montagnosa a Sud-Est di Cuzco, fino alla valle sottostante dove venne costruito il primo nucleo della città di Cuzco.

Sotto questo capo, di nome Manco Cápac (capac significava grande, potente) che secondo la leggenda discendeva dal dio Viracocha (il Creatore) o direttamente dal dio Sole (Inti) secondo altre leggende, gli Inca dovettero sostenere dure lotte con le genti vicine.

Col tempo si distinsero due nuclei cittadini: l’Hurin Cuzco o città bassa e l’Hanan Cuzco o città alta, in lotta tra loro per la supremazia nel paese. Ma verso la metà del XIII sec. l’inca Sinchi Roca, da alcuni indicato come il figlio di Manco e da altri come il capo della città alta, unificò la città e sottomise le tribù della vallata. A questi succedette il figlio Lloque Yupanqui, che portò a termine l’opera del padre.

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Un dipinto anonimo che raffigura Manco Capac. Fonte Wikipedia. org

La grande strada inca

Ispirata al popolo Inca è la mostra “Qhapaq Ñan. La grande strada inca” presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano per far conoscere al pubblico il patrimonio inca proveniente dalla collezione etnografica del museo oltre che per porre l’attenzione sulle ultime scoperte derivanti dai lavori di scavo effettuati dai ricercatori dello stesso museo sul percorso inca nel nord ovest dell’Argentina.

Lo Qhapaq Ñan del titolo della mostra difatti indica il grande sistema stradale realizzato dagli Inca, il più esteso ed il più avanzato per gli standard dell’epoca. In definitiva la più grande impresa ingegneristica del Sudamerica nel periodo pre-coloniale (XV-XVI sec.).

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Machu Picchu, Perù. Foto Pixabay

Tanto che il cronista spagnolo Pedro Cieza de León, approdato in Perù nel 1532, scriveva ammirato che “le strade locali superavano quelle romane e quella che Annibale fece costruire sulle Alpi”.

La rassegna, temporaneamente sospesa per i motivi che sappiamo, sarà anche un’occasione per scoprire meglio il popolo Inca, la sua vita, le tradizioni e naturalmente l’arte, rappresentata sostanzialmente da manufatti tessili, oggetti di oreficeria, sculture e vasi in ceramica e terracotta. Senza escludere l’architettura, che ci ha lasciato imponenti città-fortezze come Sacsayhuamán, Machu Picchu e Cuzco.

Qui sotto un video dal sito del museo rivela alcuni aspetti circa l’esposizione. Buona visione!

La mostra, dove e quando

Qhapaq Ñan. La grande strada inca, 9 febbraio – 25 aprile 2021, MUDEC Museo delle Culture, via Tortona 56, Milano. Maggiori informazioni qui.

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