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Eventi di Arte e Cultura

I Longobardi in Italia, tra architetture e tessuti

i longobardi in italia tra architetture e tessuti

I Longobardi furono tra i popoli che giunsero in Italia, nel 568 d.C., disseminando parecchie tracce destinate a lasciare un’influenza imperitura e contibuendo a sviluppare il cristianesimo medievale europeo. Essi sono i protagonisti della mostra lombarda a loro dedicata presso l’Antiquarium di Castelseprio e il Monastero di Torba. Che ne dici di (ri)scoprire questo popolo dopo averlo studiato sui banchi di scuola?

I Longobardi, chi erano

I Longobardi appartenevano alla stirpe dei popoli germanici orientali, provenienti dalla Scandinavia.

L’origine del loro nome risale probabilmente al termine “dalla lunga barba” o anche “dalla lunga alabarda” facendo riferimento alle lunghe lance che erano soliti utilizzare chiamate appunto alabarde. Ma il loro nome originario era Winnili (combattenti vittoriosi).

guerriero longobardo

Illustrazione raffigurante un guerriero longobardo

I Longobardi in Italia

Stanziatisi nel I secolo lungo il corso inferiore dell’Elba, i Longobardi erano rinomati come nomadi bellicosi e rozzi, in parte pagani in parte ariani, e sotto il re Alboino abbatterono i Gepidi con l’aiuto degli Avari, popolo turco, ma per la difficoltà di convivenza con questi ultimi, più forti e aggressivi, poco dopo emigrarono in massa in Italia, in quel periodo dominata dai Bizantini.

Ancora sotto la guida di Alboino, occupata Forum Iulii (l’attuale Cividale del Friuli) si sparsero per la Val padana senza incontrare troppe resistenze, tranne che a Pavia, che cadde dopo un lungo assedio (571) e venne eletta a capitale.

Dalla Val Padana scesero, seguendo il dorso appenninico, in Toscana e di là si diffusero nei territori di Spoleto e di Benevento.

alboino re dei longobardi

Ritratto di Alboino, re dei Longobardi

Le caratteristiche del regno longobardo

Il regno dei Longobardi, territorialmente e politicamente incoerente, mantenne soprattutto all’inizio il carattere negativo di un’occupazione militare a causa di una casta guerriera privilegiata che però non riusciva ad assumere i tratti di un vero Stato, nonostante in seguito i più illuminati tra i sovrani longobardi si sforzassero, assimilando gli elementi della popolazione locale, di creare una maggiore coesione tra i sudditi e cercassero, nella comune fede cattolica (dopo la conversione dall’arianesimo iniziata nel VII sec. con la regina Teodolinda) un rafforzamento interno, contrastato però dai pontefici, timorosi di un eccesso di potenza del regno longobardo.

teodolinda e agilulfo

Un dettaglio dell’affresco raffigurante il matrimonio tra Teodolinda e Agilulfo nella Cappella degli Zavattari del Duomo di Monza

Il nuovo corso

Il contatto con l’eredità culturale lasciata dall’antica Roma portò comunque il popolo longobardo ad attivare una cultura nuova, ispirata proprio alla civiltà romana e anche al Cattolicesimo tanto da avere come loro santo protettore San Michele Arcangelo. Questo importante passaggio portò finalmente il popolo dei Longobardi a porre fine alle consuetudini barbariche e integrarsi meglio con le genti dei territori in cui erano stanziati.

L’arte dei Longobardi

I Longobardi lasciarono diverse testimonianze anche in ambito artistico tra monumenti ed edifici, tra cui alcuni andati distrutti, e nel campo dell’oreficeria e della scultura. Essi infatti avevano un modo tutto loro di incastonare le pietre in alveoli ad arco, a semicerchio, a fungo (detto anche “a celle strette”): esempi noti sono le fibule e le croci trovate in gran numero nelle tombe di Castel Trosino e di Nocera Umbra (conservate nel Museo Nazionale di Roma) e in diversi scavi.

Diverse croci, crocette e fibule decorate a filigrana si trovano sparse in vari musei settentrionali ma il più prezioso complesso di oreficeria longobarda si trova conservato nel duomo di Monza, dalla legatura dorata dell’evangeliario della regina Teodolinda alla croce di Agilulfo fino alla Chioccia con i sette pulcini, capolavoro di un artefice ignoto.

croce di agilulfo

Croce di Agilulfo, inizio VII sec., custodita nel Museo e tesoro del Duomo di Monza. Foto Wikipedia

Trame Longobarde, la mostra

Ispirata in tutto e per tutto al popolo dei Longobardi è la mostra “Trame Longobarde. Tra architettura e tessuti” allestita sia nel Parco Archeologico e nell’Antiquarium di Castelseprio che nel monastero di Torba, in provincia di Varese.

L’esposizione è stata allestita in occasione del decennale del sito seriale I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, riconosciuto a livello mondiale dall’UNESCO e che comprende sette località sparse per le varie regioni italiane che custodiscono le tracce lasciate dal popolo longobardo.

Una mostra-dossier che ripropone abiti, telai e tessuti come quelli in uso tra il VI e VIII secolo d.C., un’occasione per scoprire più da vicino il popolo longobardo partendo da oggetti e manufatti che erano parte integrante della loro vita quotidiana.

Tutti gli abiti tra l’altro sono stati fatti con tessuti di cui una metà è stata realizzata rigorosamente a mano su telai orizzontali riproducendo il più fedelmente possibile le tecniche antiche, mentre per l’altra metà è stata impiegata una tela di cotone industriale.

La tessitura, i costumi, gli accessori e le armi sono stati realizzati dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto.

monastero di torba

Il Monastero di Torba. Foto di Sailko via Wikimedia

La mostra, dove e quando

Trame longobarde tra architettura e tessuti, 30 marzo – 31 luglio 2022, Parco Archeologico di Castelseprio – Via Castelvecchio, Monastero di Torba – Via Stazione 2 – Gornate Olona (VA). Per maggiori informazioni sulla mostra ti consiglio di visitare questo link.

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