Una grande mostra a Trieste celebra uno dei più straordinari pittori della storia dell’arte, Vincent van Gogh. Questa esposizione offre l’opportunità di ammirare da vicino alcuni dei suoi capolavori più celebri e di cogliere genialità di un artista che continua a ispirare generazioni di appassionati.
Conosciuto per la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso il colore e il movimento, Van Gogh ha lasciato un segno indelebile nel mondo dell’arte. Scopriamo insieme le opere più iconiche di Van Gogh e il suo percorso artistico!
Vincent Van Gogh, la biografia
Il pittore olandese Vincent Van Gogh (Zundert, Paesi Bassi 1853 – Auvers-sur-Oise, Francia, 1890), figlio di un pastore protestante, rivelò fin da subito un carattere schivo e tormentato: a questo probabilmente contribuì una severa educazione, ma anche l’essere nato lo stesso giorno in cui suo fratello nacque morto l’anno prima.
A Vincent infatti gli fu dato lo stesso nome del fratello morto per cui il futuro artista finì in qualche modo per sostituire la sua assenza, un po’ come successe ad un altro suo famoso collega tempo dopo: Salvador Dalì.
I primi contatti con l’arte
Vincent Van Gogh nonostante mostrasse già da bambino una certa predilezione per il disegno, che il padre però non approvava, si avvicinò all’arte quando aveva 16 anni lavorando all’Aia per la bottega d’arte della galleria Goupil.
Negli anni successivi lavorò anche nelle filiali della stessa ditta, a Londra e infine a Parigi. A tal proposito si dice che lui stesso chiese di essere trasferito in queste due grandi città europee per dimenticare la prima grande delusione amorosa.

Vincent Van Gogh, Autoritratto, olio su tela, 1889, Museo d’Orsay, Parigi
La svolta religiosa
Nel 1876 una crisi religiosa spinse Van Gogh a seguire le orme del padre e farsi predicatore laico. Una decisione che lo portò a trasferirsi ad Amsterdam per studiare teologia, ma fu respinto agli esami di ammissione.
Van Gogh finì pertanto per ripiegare su una scuola di evangelizzatori e partì alla volta di Laeken, nei dintorni di Bruxelles. Qui ottenne un incarico che lo portò nel 1878 tra i minatori del Borinage, in Belgio.
Ma il fallimento di quest’esperienza, nonostante si fosse prodigato in tutto e per tutto per aiutare la gente povera del luogo, maturò in Van Gogh la decisione di diventare pittore.

Vincent Van Gogh, I mangiatori di patate, olio su tela, 1885, Museo Van Gogh, Amsterdam
Le prime opere di Vincent Van Gogh
Nel 1881, all’Aia, Van Gogh iniziò il suo alunnato pittorico presso Anton Mauve. Dopo tornò dai suoi, che si erano trasferiti nel frattempo a Nuenen, e trascorse anni di intenso lavoro preparatorio: questo periodo, in cui dipinse prevalentemente soggetti di vita contadina, terminò con la sua prima opera importante, il suo primo capolavoro, che fu I mangiatori di patate (1885), dai toni cupi ma che ricordano da vicino la tradizione della pittura olandese.
Nel febbraio del 1886 Vincent andò a Parigi; qui i 2 anni di permanenza nella capitale furono densi di esperienze. A contatto con l’ambiente artistico più vivo, l’artista assorbì la lezione dell’Impressionismo e schiarì la sua tavolozza, abbandonando i toni cupi del periodo precedente, come testimoniano i numerosi paesaggi dipinti e la serie di autoritratti.
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Vincent Van Gogh, Ritratto del procaccia Roulin
L’esperienza ad Arles
Nel 1888 Vincent si recò ad Arles, in Provenza: nelle opere di questo periodo, come Il ponte di Langlois, L’Arlesiana, Ritratto del Procaccia Roulin e i vari autoritratti, l’artista mostrò di aver già superato la fase Impressionista a favore di una nuova concezione, più espressiva e simbolica, del colore.
La permanenza ad Arles giovò non poco allo spirito irrequieto di Van Gogh, che qui fu molto prolifico: riuscì a dipingere più di un centinaio di opere tra cui il famoso Ciclo dei Girasoli i cui soggetti erano proprio i girasoli, fiori molto amati dal pittore perché gli ispiravano un senso di fedeltà e gratitudine, valori che egli stesso ricercò per tutta la sua breve vita. La sua stessa casa, ad Arles, aveva i colori dei girasoli.

Vincent Van Gogh, Vaso con tre girasoli, 1888, collezione privata
Van Gogh e Gauguin
Nel frattempo Vincent Van Gogh fu raggiunto ad Arles da Paul Gauguin, che conobbe a Parigi, ma dopo un primo periodo di esaltazione reciproca sotto il profilo creativo la convivenza tra i due finì per diventare burrascosa, fino al dramma finale: in una crisi di follia dopo l’ennesima lite con l’amico, si tagliò un orecchio.
Almeno stando alla versione più accreditata. Secondo altre teorie non fu Gauguin la causa di ciò ma la disperazione che colse il pittore olandese alla notizia delle nozze dell’adorato fratello minore Théo, mercante d’arte e suo principale benefattore. In base a un’ulteriore versione si pensa che Van Gogh sia tagliato l’orecchio a causa della sindrome di Ménière, dalla quale potrebbe essere stato affetto.
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Paul Gauguin, Van Gogh dipinge i girasoli, 1888, Van Gogh Museum, Amsterdam
Gli ultimi dipinti
Internato nel manicomio di Saint-Rémy, Van Gogh continuò a dipingere paesaggi esprimendo visioni fantastiche e allucinate della natura (un esempio su tutti è Strada con cipressi del 1880).
Dimesso dal manicomio si trasferì ad Auvers-sur-Oise dove, nell’ultima crisi di follia, si uccise nel luglio del 1890 a soli 37 anni.

Vincent Van Gogh, Strada con cipressi (o Sentiero di notte in Provenza), olio su tela, 1890, Museo Kröller-Müller, Otterlo, Paesi Bassi.
La fama post-mortem
I capolavori di Vincent Van Gogh godettero dopo la sua morte di una fama sempre più crescente. A questo contribuì in modo decisivo Johanna Bonger, la cognata, moglie del fratello Théo che morì l’anno dopo Vincent.
La vita e l’arte del pittore olandese, spesso definito come geniale e umano, è degna effettivamente di essere scoperta e apprezzata all’infinito.

Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889, Museum of Modern Art, New York
La mostra al Museo Revoltella
L’ultima mostra riservata al grande Vincent Van Gogh e ai suoi capolavori è “Van Gogh” presso il Museo Revoltella di Trieste.
L’esposizione mette in mostra oltre una cinquantina di opere provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, dove sono conservate molte delle opere di Van Gogh. Lo scopo è quello di documentare l’intero percorso artistico del pittore a partire dai paesaggi della giovinezza fino agli ultimi dipinti.
In mostra anche due opere speciali: i due ritratti di Monsieur e Madame Ginoux, proprietari del caffè di Arles frequentato da Van Gogh, realizzati nel 1890.
La mostra, dove e quando
Van Gogh. Capolavori dal Kröller-Müller Museum, 22 febbraio – 30 giugno 2024, Museo Revoltella, Via Diaz 27, Trieste. Biglietto intero € 16, ridotto € 14.



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