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Fotografia

Il mito di Narciso in una mostra fotografica a Roma

La mostra fotografica “Narciso allo specchio”, nella Capitale, affronta il tema collegato al mito di Narciso. Una buona occasione per rispolverarlo, specie in quest’epoca di selfie e di manie di protagonismo via social, non trovi?

Il mito di Narciso secondo Ovidio

Narciso, nella mitologia greca, era un giovane bellissimo, figlio del dio fluviale Cefiso e della ninfa Liriope.

Secondo il racconto di Ovidio, che è quello più conosciuto, Narciso amava passare il tempo da solo nelle foreste cavalcando e andando a caccia di animali selvatici. La sua bellezza era tale da ammaliare chiunque lo vedesse, e una ninfa in particolare perse proprio la testa. Era Eco, la più incantevole e gioiosa ninfa delle montagne.

Ma Narciso era tanto preso da se stesso da non badare agli altri, tanto meno ad una semplice ninfa. Questo spezzò il cuore di Eco, che a poco a poco si lasciò andare tanto che il suo corpo divenne così trasparente da non proiettare più ombra sul suolo.

Addolorata dalla noncuranza del fatuo giovane si rifugiò in una caverna ai piedi della montagna, dove Narciso era solito andare a caccia, dalla cui profondità echeggiava la sua armoniosa voce che invocava tutto il tempo il suo amato.

Di lei alla fine non restarono che una flebile voce e le ossa, che nel frattempo presero la forma stessa della cava roccia dove il suo corpo era rannicchiato.

Fu allora che Nèmesi, la dea che rappresentava la vendetta divina, mossa a pietà della infelicissima ninfa, decise di vendicarla: per punire Narciso di aver respinto l’amore di Eco, lo fece innamorare della propria immagine riflessa in una fonte.

Narciso rimase così folgorato dalla sua stessa immagine da struggersi nel vano tentativo di possederla fino a quando, una mattina, comprese che quell’immagine che l’acqua rifletteva non era altro che la sua perciò intuendo che non avrebbe mai potuto ottenere quell’amore si lasciò cadere nella profondità delle acque fin quasi a scomparirne.

Il suo corpo fu trasformato nel fiore giallo e dall’intenso profumo che porta il suo nome.

dipinto di john william waterhouse raffigurante il mito di narciso

John William Waterhouse, Eco e Narciso, olio su tela, 1903, Walker Art Gallery, Liverpool, Regno Unito

Narciso nell’arte

Il mito di Narciso è stato spesso rappresentato in arte fin dall’età ellenistica. Il giovane, stante o seduto su una roccia, si contempla languidamente nell’acqua dove appare riflessa la sua immagine.

Il motivo ricorre anche in alcuni affreschi pompeiani (casa di Marco Lucrezio Frontone), in mosaici di Antiochia (casa del Narciso), in statuette di terracotta, sarcofagi e gemme.

Vi furono al contempo diversi pittori che dedicarono opere al mito di Narciso, tra questi si rammentano Caravaggio (con l’opera Narciso di fine Cinquecento), Salvador Dalì (Metamorfosi di Narciso, 1937), William Turner (Narciso ed Eco, 1804) e John William Waterhouse (Echo and Narcissus, 1903).

Tenendo conto di tutti gli altri ambiti nei quali il mito ha sempre trovato terreno fertile, dalla letteratura alla cinematografia, dalla musica alla fotografia.

la mostra romana dedicata al mito di narciso

La mostra dedicata al mito di Narciso allestita a Roma. Photo credit ph. F. Caricchia per la Soprintendenza Speciale di Roma

Narciso, la mostra alle Terme di Caracalla

Ispirata all’antico e sempiterno mito di Narciso è la mostra fotografica “Narciso. La fotografia allo specchio” presso l’affascinante location delle Terme di Caracalla a Roma.

Un’interessante esposizione che esplora il tema del riflesso e della duplicità attraverso più di settanta scatti di 35 maestri della fotografia del XX e XXI secolo.

La mostra rientra nel programma di iniziative che celebrano il ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane sotto il segno di Narciso.

Un’occasione quindi per valorizzare il sito archeologico attraverso la mostra, suddivisa in tre sezioni, che viene definita “poliedrica” con l’aggiunta di citazioni letterarie classiche e moderne.

La mostra, dove e quando

Narciso. La fotografia allo specchio, 15 maggio – 3 novembre 2024, Terme di Caracalla, Viale delle Terme di Caracalla 52, Roma. Biglietto intero € 13, ridotto € 7. Per maggiori informazioni t’invito a scoprire di più sul link della mostra.

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