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Turismo Culturale

Cosa visitare a Turi, uno dei tanti interessanti borghi della Puglia

cosa vedere a turi in puglia

Turi è la tappa più recente del mio viaggio tra i borghi della Puglia, e oggi ti racconterò cosa vedere in questo affascinante, piccolo paese dove storia, cultura e arte non mancano di certo.

Una meta ideale per chi desidera scoprire un angolo della Puglia lontano dalle tappe turistiche più affollate. In questo articolo ti guido alla scoperta dei luoghi imperdibili di Turi. Buona lettura!

Per cosa è famosa Turi?

Comincio col dirti che Turi generalmente è conosciuta come la città della “ciliegia ferrovia”, un particolare tipo di ciliegia tipica della regione.

Ma oltre all’aspetto gastronomico questo borgo pugliese, seppur piccolo, presenta una serie di elementi di interesse per chi è appassionato di turismo culturale.

Turi, situata sull’altopiano della Murgia, confina con altre località pugliesi tra le quali la vicina Casamassima. L’attuale Turi sorge sui resti di un’antica città peuceta documentata sin dall’VIII secolo a.C. e della quale non ci sono certezze sul nome, ma che molti studiosi ritengono possa essere Thuriae, la città peuceta citata da Tito Livio.

Turi fu comunque abitata fin dal Paleolitico superiore come attestano alcuni ritrovamenti risalenti a questo periodo. Altri interessanti reperti risalgono all’epoca peuceta, con importanti corredi tombali in oro, argento e ambra custoditi nei musei di Taranto, Conversano e Bari.

Il borgo ha visto l’avvicendarsi di diverse dominazioni nel corso dei secoli, tra le quali Normanni e Bizantini, che hanno lasciato importanti edifici come palazzi nobiliari e castelli.

Un paese quindi ricco di storia che probabilmente, rispetto ad altri più rinomati della Puglia, risulta meno bazzicato e conosciuto e che invece val la pena scoprire meglio!

👉 Scopri cosa vedere a Casamassima

il centro storico - cosa vedere a turi in puglia
Photo credit Art and Cult Blog

Cosa vedere a Turi, in Puglia

La Chiesa di San Rocco, o Cappellina

Tra i luoghi da visitare a Turi ci sono soprattutto le chiese, alcune molto antiche. Cominciamo con la Chiesetta di San Rocco, conosciuta anche come Cappellina. La trovi subito dopo aver oltrepassato la stazione ed è uno dei pochi edifici rimasti dell’epoca medievale.

Risalente al periodo tra XI e XII secolo, la cappellina è fatta di conci regolari di pietra. Rappresenta uno dei migliori esempi di chiesa con due cupole in asse, sormontate all’esterno da strutture a forma di piramide ricoperte dalle tipiche chiancarelle, come quelle che ricoprono i trulli di Alberobello. Su tutto svetta un tipico campanile a vela cuspidato.

All’interno è dotata di volte a calotte emisferiche e da un bel portale rinascimentale. Inizialmente l’ingresso della Chiesetta era posto sul lato opposto a quello attuale, che fu aperto nel 1505 con l’intestazione dell’edificio a San Rocco.

Collegato alla Chiesetta è un particolare rito che si svolge il 25 aprile di ogni anno, dopo la celebrazione della messa. Il rito è detto “passa passa” e riguarda i bambini che, piccoli o grandicelli (anche 4-5 anni), accompagnati da madrina o padrino fanno tre giri intorno alla cappellina per ricevere la protezione dell’Annunziata, alla quale la chiesetta è dedicata insieme a San Rocco.

Questa tradizione, che inizialmente era un rito pagano e solo col Medioevo diventa cristiano, va ripetuta per tre anni consecutivi e ha la funzione di proteggere i bambini dall’ernia infantile.

l'antica cappellina di san rocco a turi

La Cappellina di San Rocco. Photo credit Art and Cult Blog

La Chiesa Madre di Turi

Entrando nel centro storico puoi visitare altre importanti chiese di Turi. Tra queste non può mancare la Chiesa Madre, conosciuta anche come Chiesa Santa Maria Assunta.

Risalente con ogni probabilità al XII secolo, fu profondamente modificata nel Settecento fino ad assumere l’aspetto barocco che è visibile tuttora all’interno, mentre all’esterno conserva una facciata neoclassica.

Nella chiesa spicca un fonte battesimale di epoca rinascimentale. Oltre all’altare centrale si distinguono delle cappelle laterali, tra cui una che conserva un altare dedicato alla Madonna nelle cui nicchie si trovano delle sculture in pietra policromata raffiguranti la Vergine con il Bambino al centro, il Padre Eterno in alto, e ai lati i Santi Cosma e Damiano.

la chiesa madre o chiesa santa maria assunta tra le chiese da vedere a turi

I ricchi dettagli della Chiesa Madre di Turi. Photo credit Art and Cult Blog

Vi sono altre sculture realizzate da artisti pugliesi, come quelle dedicate alla Madonna di Terra Rossa e alla Trinità ad opera di Stefano da Putignano (1470 circa – 1539 circa).

Potrai ammirare anche pregevoli tele, tra cui quella ispirata alla Cena di Emmaus, realizzata da Giuseppe De Mattia, vissuto nell’Ottocento e originario di Noicattaro. La tela dell’Assunta, sull’altare maggiore, è invece opera del campano Alessio D’Elia e risale al 1755.

Compare poi una preziosa statua lignea raffigurante San Giacomo apostolo, commissionata allo scultore napoletano Aniello Stellato nel 1640 dal compositore turese Giovanni Maria Sabino (1588 – 1649).

Un’altra particolarità di questa importante chiesa di Turi è il suo campanile, il più alto di tutte le chiese del borgo. Caratterizzato in cima dal “cipollone”, fu costruito intorno al 1730.

il campanile della chiesa madre di turi

Il campanile. Photo credit Art and Cult Blog

La Chiesa di Santa Chiara

Poco distante si trova la Chiesa di Santa Chiara, un tempo connessa al monastero omonimo, risalente al Seicento.

Sull’altare maggiore cattura l’attenzione un’imponente tela di Carlo Amalfi, del 1771, raffigurante la morte di Santa Chiara. Il pregevole altare maggiore, in marmo, è invece opera dai fratelli Gennaro e Giuseppe Sammartino, autore della celebre opera del Cristo Velato visitabile a Napoli.

All’interno della Chiesa sono ancora visibili le caratteristiche griglie di legno bombate e dorate, dette gelosie, che venivano utilizzate dalle suore clarisse dell’annesso monastero per assistere alla messa senza essere viste.

la chiesa di santa chiara a turi

L’interno della Chiesa di Santa Chiara. Photo credit Art and Cult Blog

Chiesa di San Giovanni Battista

Continuando il tour delle chiese storiche di Turi, un’altra chiesa da menzionarti è la Chiesa di San Giovanni, poco fuori le mura urbane, nelle vicinanze del carcere dove furono imprigionati Gramsci e Pertini.

Eretta nella seconda metà del Cinquecento per volere di una delle storiche famiglie locali, i Moles, è dedicata al culto di San Giovanni Battista, patrono di Turi insieme a Sant’Oronzo.

All’interno si trova un crocifisso ligneo, del Seicento, opera di Fra Angelo da Pietrafitta.

la chiesa di san giovanni battista a turi in puglia

La Chiesa di San Giovanni Battista. Photo credit Art and Cult Blog

Chiesa di San Domenico

L’ultima chiesa di Turi da me visitata è la Chiesa di San Domenico, risalente al 1644, che appare molto semplice dall’esterno quanto riccamente decorata all’interno.

A spiccare è lo stile barocco. L’altare maggiore, in legno dorato, cattura l’attenzione grazie alla maestosa tela raffigurante la Vergine, San Domenico e Sant’Antonio.

Di grande valore artistico sono anche le statue: di San Rocco, rivestita d’argento, San Giuseppe Calasanzio e l’Addolorata.

Questa chiesa è anche appartenuta ai Padri Scolopi, che nel XVIII secolo s’impegnarono per contrastare l’analfabetismo.

la chiesa di san domenico a turi

Dettagli della Chiesa di San Domenico. Photo credit Art and Cult Blog

La Chiesa e la Grotta di Sant’Oronzo

Un bel po’ fuori dal centro abitato, vicino al cimitero monumentale, si trova l’ultimo edificio religioso da consigliarti assolutamente: la Chiesa di Sant’Oronzo e la Grotta.

La Chiesa fu eretta nella prima metà del ‘700 per volere dei cittadini e dei frati del locale convento francescano dopo la scoperta, nel 1658, di una grotta carsica: la Grotta di Sant’Oronzo.

Secondo la leggenda qui sant’Oronzo si rifugiò per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani da parte degli antichi romani.

La grotta, che è profonda 12 metri e alla quale si accede tramite un imponente scalone, è dotata di un antico altare in pietra e un altro, risalente al Settecento, davanti al quale potrai ammirare un bellissimo e preziosissimo tappeto di mattonelle in maiolica di Laterza

la grotta di sant' oronzo a turi

Lo scalone che dalla Chiesa di Sant’Oronzo porta alla Grotta. Photo credit Art and Cult Blog

Il centro storico di Turi

Insieme alle chiese non puoi perderti il centro storico di Turi, che conserva l’aspetto tipico dei centri mediterranei: le case piccole, i muri bianchi di calce, le viuzze strette, i caratteristici “sottani” e le edicole votive.

Il Palazzo Marchesale

Tra i palazzi storici spicca su tutti Palazzo Marchesale, che nacque come castello normanno fortificato del quale conserva ancora alcuni elementi architettonici.

Il palazzo venne ristrutturato nel ‘500 dal barone spagnolo Francesco Moles, che nella seconda metà del Settecento lo vendette al marchese Ottavio Venusio di Matera.

Quest’ultimo lo rimaneggiò ancora una volta dandogli l’aspetto che si vede tuttora, con dettagli barocchi.

il palazzo marchesale di turi

Palazzo Marchesale. Photo credit Art and Cult Blog

Il monumento ai caduti e il carcere di Antonio Gramsci e Sandro Pertini

Altri edifici caratteristici di Turi sono la Torre dell’Orologio, in Stile Liberty, e il vicino Monumento ai caduti delle due guerre mondiali.

Il monumento si trova collocato nel giardino comunale, che un tempo apparteneva al monastero. Situato di fronte si trova il famoso carcere, edificato nell’800, dove furono internati Antonio Gramsci e Sandro Pertini per le loro idee antifasciste.

il carcere di turi dove furono imprigionati gramsci e pertini

Il carcere dove furono imprigionati Gramsci e Pertini. Photo credit Art and Cult Blog

Come vedi su cosa vedere a Turi non poche sono le attrazioni turistico-culturali. Un borgo pugliese piccolo, dunque, ma con tanti spunti da cogliere!

Ulteriori informazioni su come visitare Turi

Se vuoi visitare Turi usufruendo di una visita guidata puoi contattare Angelica De Tomaso, dell’Associazione Il Viandante, al numero 3383043398.

Se vuoi visitare la Grotta di Sant’Oronzo puoi contattare l’Associazione Bersaglieri sez. di Turi al numero 3332265157.

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