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Turismo Culturale

Scoprendo Casamassima, cosa vedere nel Paese Azzurro della Puglia

scoprendo casamassima cosa vedere nel paese azzurro della puglia

Finalmente ritorno, dopo qualche mese forzato di stop, a scoprire e far scoprire la mia Puglia! Questa volta la tappa è stata Casamassima, la Chefchaouen pugliese di cui ti racconto qui cosa vedere per ciò che concerne l’aspetto turistico-culturale.

Il Paese Azzurro, come tutto nasce

Premetto che di Casamassima, situata ai piedi delle Murge e a una ventina di chilometri da Bari, conoscevo poco e niente: giusto il Centro Commerciale Baricentro e la LUM, la Libera Università Mediterranea, tra i maggiori atenei privati italiani.

Ma grazie al prezioso supporto dell’architetta Marilina Pagliara, socia storica della ProLoco Casamassima e fondatrice del progetto Paese Azzurro per la divulgazione del patrimonio storico-artistico-culturale casamassimese, che mi ha accompagnata in questo percorso di scoperta insieme a Sara, giovane volontaria in servizio civile presso la Proloco, ho potuto constatare in gran parte quanto sia interessante anche questa cittadina della Puglia.

Ho introdotto Casamassima come la Chefchaouen pugliese per via del colore azzurro che accomuna i due paesi; la stessa dott.ssa Pagliara mi ha rivelato che prima del Covid stava nascendo un gemellaggio tra il borgo pugliese e la città marocchina.

il centro storico di casamassima tra le cose da vedere nel paese azzurro della puglia

Nel centro storico di Casamassima. Photo credit Art and Cult Blog

La Casamassima araba

Non solo l’azzurro. A legare Casamassima e Chefchaouen sono le commistioni che nel corso dei secoli ci sono sempre state tra i vari popoli.

Come confermano Via Medina e Via Scesciola, nel centro storico, il cui nome deriva dall’arabo Shawash’ala (Labirinto) e che risalirebbe al periodo dell’Emirato arabo a Bari (847-871).

La Casamassima ebraica

Oltre agli arabi Casamassima ospitò anche la comunità ebraica. E qua dovremo fare un altro passo indietro nel tempo e risalire al Seicento. Precisamente al 1609 quando il portoghese Michele Vaaz, tra i più grandi mercanti di grano d’Europa ed ebreo sefardita, arrivato nel regno di Napoli nel 1580 raggiunse in seguito anche la Puglia dove acquistò il feudo di Casamassima.

A lui si lega in particolare la nascita del colore azzurro che contraddistingue il borgo perché leggenda vuole che durante la peste del 1658 Michele Vaaz abbia fatto un voto alla Madonna di Costantinopoli affinchè proteggesse gli abitanti dal contagio.

la stella di david sulla facciata esterna di un muro

La stella di David sulla facciata esterna di un muro. Photo credit Art and Cult Blog

Da qui l’ordine di Vaaz di dipingere i muri esterni delle case di calce viva aggiungendo il colore azzurro, lo stesso del cielo e del manto della Madonna.

A coniare il termine di “Paese Azzurro” per Casamassima ci pensò invece il pittore Vittorio Viviani che negli anni 60, passando per il borgo, ne rimase talmente affascinato da immortalarlo su diverse tele chiamandolo appunto Paese Azzurro.

Lo stesso colore che collega, in una sorta di filo conduttore, diverse città nel mondo: non solo Casamassima e Chefchaouen ma anche le città di Jodphur, in India, e Safed in Israele.

L’azzurro è il colore prevalente nelle moschee ma lo è anche nella religione ebraica e tutte le città sopra citate, come è emerso da studi ai quali ha contribuito l’architetta Pagliara, hanno ospitato gli ebrei in fuga dalla Spagna durante il periodo dell’Inquisizione.

abitazioni tipiche nel centro storico di casamassima

Photo credit Art and Cult Blog

Casamassima, le origini del borgo

Casamassima, la cui fondazione risale all’epoca romana, si distingue particolarmente per il suo particolare borgo, di origine medievale. Si sviluppò infatti dal X-XI sec. attorno ad una Torre Normanna di avvistamento che si è poi ampliata fino a trasformarsi in una dimora padronale, nota come Palazzo Ducale.

Al borgo antico di Casamassima si arriva oltrepassando la piazza principale, Piazza Moro. La Piazza, che nasce nella seconda metà del ‘700, inizialmente si chiamava Largo del Purgatorio, dal nome della chiesa che la domina e che è tra le principali di Casamassima: la Chiesa del Purgatorio. Di stile barocco ha un imponente campanile e custodisce all’interno la statua della Madonna del Carmine, la santa patrona della città. L’altro santo protettore è San Rocco.

la porta orologio dalla quale si entra nel centro storico di casamassima

La Porta Orologio dalla quale si entra nel centro storico di Casamassima. Photo credit Art and Cult Blog

Cosa vedere a Casamassima, in Puglia

Torri, chiassi e antichi edifici sono gli elementi che più rispecchiano Casamassima e quindi tra le principali cose da vedere. Vediamo meglio quali sono. Buon proseguimento di lettura!

La Torre dell’Orologio

In Piazza Moro è collocata la Porta Orologio, detta anche Torre dell’Orologio, monumento simbolo di Casamassima. La parte inferiore risale al ‘500 e un tempo era chiamata Porta dei Molini perché conduceva ai mulini del duca Michele Vaaz. Da qui si accede al borgo antico.

I chiassi e gli archi

Il borgo antico di Casamassima è senz’altro tra le principali cose da vedere, ti incanta non solo per l’azzurro che lo pervade, ma anche per i vicoli fatti di chianche (basole di pietra chiara), le corti e le abitazioni caratteristiche adornate da splendidi balconi e piccole scalinate fiorite, e per i chiassi, che sono spazi senza uscita.

Questi chiassi sono presenti in vari punti della città. Chiasso Buongustai è tra i più suggestivi; qui un tempo vi era l’antico forno del Duca Vaaz, come rivela lo stemma sull’arco di accesso.  

Vi si arriva uscendo dall’Arco delle Ombre detto anche della malomere in dialetto. Un arco basso e profondo, scarsamente illuminato. Per questo chi vi transitava portava con sé un lume, che irrimediabilmente proiettava l’ombra sulla parete dando l’impressione di vedere fantasmi in movimento.

arco delle ombre a casamassima

Arco delle Ombre. Photo credit Art and Cult Blog

Sopra l’arco si staglia la cinquecentesca casa del primo medico condotto, tal Ciacci, con una bella balaustra in pietra.  

Chiasso Molinari è il più pittoresco per l’abbellimento floreale e per le abitazioni dipinte in prevalenza di azzurro. Uno scorcio tra i più apprezzati, specie sui social!

Proseguendo, sotto l’Arco di Santa Chiara si staglia l’affresco seicentesco della Madonna di Costantinopoli alla quale il duca Michele Vaaz avrebbe fatto il voto. Di fianco all’arco si trova Palazzo Latilla dalla famiglia che ha dato i natali a Gaetano Latilla, musicista settecentesco che divenne famoso a Napoli come autore di opere buffe; tra queste Don Calascione, nome poi dato alla maschera principale del Carnevale casamassimese.

Su Chiasso San Michele si trova la Cappella San Michele, edificata nel 1658 e dedicata a San Michele Arcangelo. A volerla come ringraziamento alla Madonna per aver preservato la città dalla peste fu Donato Lorenzo Amenduni, appartenente ad una delle più antiche e nobili famiglie di Acquaviva delle Fonti. In quest’edificio gli Amenduni hanno sepolto i loro defunti sino alla fine dell’Ottocento.

arco di santa chiara

L’Arco di Santa Chiara. Photo credit Art and Cult Blog

I palazzi storici

Tra i palazzi storici e nobiliari da vedere a Casamassima non può mancare pertanto Palazzo Amenduni, tuttora abitato dagli eredi della famiglia. Un edificio seicentesco con una piccola terrazza balaustrata, visibile su via Castello, e il portale principale sovrastato da un balcone settecentesco.

Altro edificio storico è Palazzo Monacelle, in origine De Bellis dal nome dell’illustre famiglia che lo abitava. In seguito divenne sede dell’orfanotrofio femminile Maria SS.ma Addolorata e per questo denominato delle “monacelle” perché le ragazze indossavano un abito scuro, in ricordo di quello dell’Addolorata, che le faceva assomigliare a delle piccole monache. Ora è adibito a Biblioteca, Pinacoteca e sede della Fondazione Mons. Sante Montanaro.

Il balcone di Palazzo Amenduni. Photo credit Sara Localzo, ProLoco Casamassima

I monasteri e le chiese

Annesso a Palazzo Monacelle è l’Auditorium dell’Addolorata, ex chiesa in stile barocco costruita nel 1800. All’interno un altare in marmo e un ricco matroneo dorato al quale le orfanelle accedevano per assistere alla messa da un passaggio interno. Oggi è un auditorium comunale e vi sono custodite alcune statue sacre a grandezza naturale realizzate completamente in cartapesta, della cui arte Casamassima è rinomata.

L’edificio più imponente del borgo è il Monastero di Santa Chiara, fondato nel 1573, anche questo per ospitare ragazze orfane. Nel 1660 diviene monastero di clausura delle Clarisse. Da qui il nome.

la chiesa matrice di santa croce a casamassima

La facciata esterna della Chiesa Matrice di Santa Croce. Photo credit Art and Cult Blog

Tra le chiese da vedere a Casamassima ti consiglio particolarmente la Chiesa Santa Croce, nell’omonima piazza. Così chiamata per la reliquia della Santa Croce, donata nel 1612 dalla vedova del duca Antonio Acquaviva d’Aragona. Si presenta in stile romanico pugliese e al suo interno conserva numerose opere tra cui un Crocifisso alto tre metri, capolavoro dello scultore Adolfo Rollo, la scultura in pietra della Madonna delle Grazie e un prezioso fonte battesimale del 1200. Notevole anche il grande portale d’ingresso, in bronzo, con scene dell’Apocalisse.

Casamassima, riti e tradizioni

Non solo il sacro, ma anche il profano anima il borgo. Come la tradizione della Pentolaccia Casamassimese, collegata al carnevale del comune pugliese insignita nel 2012 della Medaglia dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Per non parlare dei tanti altri innumerevoli riti, tradizioni ed eventi che animano questa località durante tutto l’anno. Di conseguenza se ti capita di passare da queste parti ti consiglio di assaporare in tutto e per tutto la magia che lo straordinario borgo di Casamassima sprigiona, a partire dal suo colore caratteristico.

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