Renato Paresce, pittore molto poco conosciuto, ha avuto in realtà un ruolo importante nell’arte della prima metà del Novecento insieme al gruppo denominato Les Italiens de Paris. Senza contare che la sua vita e la sua vicenda artistica sono tali da essere menzionate e senz’altro approfondite.
Questo è possibile anche grazie ad una mostra nelle Marche, suddivisa in due tappe, che offre una grande opportunità per esplorare le opere di Renato Paresce e l’influenza che ha avuto in un periodo storico cruciale.
T’invito, come sempre, a scoprirlo insieme. Buon proseguimento di lettura!
Renato Paresce, la biografia
Renato Paresce (Svizzera, 1886 – Francia, 1937) nacque a Carouge, in Svizzera, da una famiglia con radici italiane e russe. Suo padre, Francesco Paresce, era un letterato e militante socialista di origini palermitane, fondatore della Rivista moderna di cultura, mentre sua madre, Lidia Ignatieff, discendeva da una famiglia di mercanti russi.
Questo background cosmopolita influenzò profondamente la sua crescita, permettendogli di entrare in contatto con l’ambiente culturale e artistico dell’epoca. Fin da piccolo viaggiò molto in Europa insieme ai genitori e ai fratelli, fino a quando Firenze divenne il luogo stabile di residenza della famiglia.
Affettuosamente chiamato René in famiglia, Paresce iniziò la sua formazione artistica da autodidatta. Ma oltre alla pittura mostrò anche un forte interesse per le scienze, passione che lo porta a laurearsi in Fisica nel 1911 presso l’Università di Palermo.
Nel 1912 sposò Ella Klatchko, pianista e figlia di un rivoluzionario russo, con la quale si trasferì a Parigi. Nella capitale francese entrò in contatto con importanti personalità artistiche del tempo come Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e Diego Rivera.

Renato Paresce, Autoritratto, 1917
Lo sviluppo dell’arte di Renato Paresce
Con lo scoppio della prima Guerra Mondiale il pittore Renato Paresce e sua moglie Ella si trasferirono in Inghilterra, dove rimasero fino al 1927. Durante questo periodo l’artista continuò a dipingere affiancando alla sua carriera artistica anche l’attività di giornalista per il quotidiano La Stampa.
Oltre a tutto ciò, partecipò a numerose mostre d’arte in Europa e fu invitato anche alla Biennale di Venezia dove curò la sala dedicata all’École de Paris.
Le opere di Renato Paresce rispecchiano l’influenza di grandi maestri tra i quali spicca, in particolare, Paul Cézanne. Tra le correnti artistiche invece ci furono l’Impressionismo, il Cubismo e il Fauvismo, che lasciarono un segno indelebile nel suo stile personale.

Renato Paresce, Natura morta/Composizione, 1922
Renato Paresce e il gruppo Les Italiens de Paris
Nel 1928 Renato Paresce entrò a far parte del celebre gruppo Les Italiens de Paris, che includeva artisti di spicco come Gino Severini, Giorgio de Chirico e suo fratello Alberto Savinio, Massimo Campigli, Filippo de Pisis e Mario Tozzi.
Questo gruppo, simbolo del rinnovamento artistico del periodo, partecipò a numerose mostre fino all’ultima esposizione tenutasi nel 1933 presso la Galérie Charpentier di Parigi.
Sempre nel 1933 Paresce ebbe la sua prima e unica mostra personale in Italia allestita dalla galleria Il Milione, a Milano.
L’anno dopo, nel 1934, il pittore decide di tralasciare la sua arte e parte per un viaggio in nave alla scoperta delle isole Figi per poi attraversare gli Stati Uniti da costa a costa. Di questa esperienza l’artista ne scriverà un resoconto nel libro L’altra America, pubblicato nel 1935 per Edizioni Quadrante. Si spense infine a Parigi nel 1937, dopo una lunga malattia.

Giorgio de Chirico, Ritratto di signora, 1921
La mostra marchigiana dedicata a Renato Paresce e les Italiens de Paris
È possibile scoprire le opere del pittore Renato Paresce nella mostra “Renato Paresce e Les Italiens de Paris“, un evento che si svolgerà in due tappe nelle Marche.
La prima sarà dal 2 marzo al 5 maggio presso la Casa Museo Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado, in provincia di Fermo, mentre la seconda tappa si terrà dal 16 maggio al 14 settembre nel Palazzo Bisaccioni di Jesi, in provincia di Ancona.
Il museo dedicato a Osvaldo Licini (1894-1958), che ospita la prima tappa della mostra, è significativo per il suo legame con Paresce.
Sia Licini che Paresce, infatti, furono parte del vivace ambiente artistico e culturale parigino nei primi decenni del XX secolo. Nonostante non si siano mai incontrati di persona, i due artisti esposero insieme nella storica mostra collettiva dedicata a Les artistes italiens de Paris nel 1928, al Salon de l’Escalier di Parigi. In quella rassegna figuravano anche le opere di altri esponenti del gruppo tra cui De Chirico, De Pisis, Severini e molti altri.
Da qui l’idea della mostra “Renato Paresce e Les italiens de Paris” che presenta un nucleo di circa 30 opere di Paresce insieme ad una sezione dedicata agli altri Italiens de Paris.
L’esposizione ricostruisce il percorso artistico di Paresce all’interno dell’avanguardia francese, partendo dal dipinto Il barcone del 1913, che segna il suo esordio parigino ed è ispirato dalla pennellata impressionista, fino ad arrivare agli anni Trenta, quando le sue opere si caratterizzano per atmosfere rarefatte e stranianti.
In questo periodo Paresce sperimenta anche una pittura dalle superfici gessose che evocano l’affresco, esprimendo così una profonda trasformazione stilistica.

Renato Paresce, Paesaggio (la Cometa),1931
La mostra, dove e quando
Renato Paresce e Les Italiens de Paris, 2 marzo – 2 maggio 2025, Casa Museo Osvaldo Licini, via Osvaldo Licini 5, Monte Vidon Corrado, Fermo. 16 maggio – 14 settembre 2025, Palazzo Bisaccioni, Piazza Angelo Colocci 4, Jesi (Ancona). Ingresso gratuito.



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