Nella città di Empoli si tiene la più grande mostra dedicata al pittore Masolino da Panicale, un altro degli artisti italiani del primo Rinascimento da scoprire e valorizzare, come testimoniano le ricche commissioni che ricevette e per le quali dovette richiedere la collaborazione di altri pittori suoi contemporanei, primo fra tutti Masaccio.
Masolino da Panicale, la biografia
Masolino da Panicale è il soprannome del pittore Tommaso Di Cristofano Fini (Panicale, Umbria 1383 – Firenze, 1440/47).
Un po’ incerte sono le notizie sul suo conto, specie per ciò che riguarda la formazione: il Vasari lo dice allievo di Lorenzo Ghiberti (1378-1455) e di Gherardo Starnina (1354-1413).

Masolino da Panicale, Madonna dell’Umiltà, tempera su tela, 1423, Kunsthalle Bremen, Brema, Germania
Le opere di Masolino
La prima opera documentata di Masolino da Panicale, La Madonna dell’umiltà (conservata presso la Kunsthalle Bremen, il Museo d’Arte di Brema) è del 1423; nello stesso anno il pittore risulta iscritto all’arte dei medici e degli speziali di Firenze, che fungeva anche da corporazione dei pittori.
Le opere di questo primo periodo, le Madonne custodite a Brema e a Monaco, aderiscono ai ritmi lineari e al luminoso colorismo dello stile gotico internazionale.
Al 1424 risalgono con ogni probabilità la pala con La Madonna, il Bambino e Sant’Anna (conservata agli Uffizi di Firenze) poi terminata da Masaccio, l’affresco con la Pietà nel Museo della Collegiata e la lunetta con la Madonna tra gli angeli in Santo Stefano a Empoli.
Del 1425 è invece l’inizio degli affreschi della cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine a Firenze, ai quali collaborarono anche Masaccio e Filippino Lippi.
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Masolino da Panicale, affreschi di Castiglione Olona. Fonte foto: Wikipedia
Masolino e Masaccio
La collaborazione con Masaccio, che dipinse al suo fianco come maestro indipendente e non come allievo come spesso si è pensato, portò un mutamento nella pittura di Masolino: i suoi colori si fecero meno teneri, l’ombra rassodò le forme e ne sbalzò il rilievo.
Negli stessi anni, o poco dopo, ebbe inizio il ciclo pittorico della cappella di Santa Caterina nella Basilica di San Clemente, a Roma, con le storie di Sant’Ambrogio e santa Caterina.
Un viaggio in Ungheria compiuto nel 1425 divide in due periodi l’esecuzione di questi affreschi: il primo gruppo si salda a quelli fiorentini della Chiesa del Carmine, e quindi risente della pittura di Masaccio che, secondo alcuni studiosi, lavorò anche nella basilica di San Clemente e iniziò nel 1426 il trittico di Santa Maria Maggiore, compiuto poi da Masolino (di cui alcuni elementi sono conservati presso il Museo Nazionale di Capodimonte, a Napoli).
Tornato dall’Ungheria, il pittore si liberò dall’influsso di Masaccio e questo lo si può notare dal secondo gruppo di affreschi di San Clemente: tornano i colori chiari nelle storie, in cui è assente il dramma.

Masolino da Panicale, Banchetto di Erode, affresco, 1435, Collegiata di Castiglione Olona, Varese. Fonte foto: Wikipedia
Lo stile di Masolino
Negli affreschi di Castiglione Olona (Varese), con le Storie della Vergine nella Collegiata e Storie del Battista nel Battistero, del 1435 circa, Masolino come pittore diede la misura più completa della sua personalità artistica, unendo al gusto tardogotico cortese e fiabesco la conoscenza delle esperienze razionalistiche e prospettiche del primo Quattrocento fiorentino.
Il fascino dei due cicli pittorici deriva soprattutto dalle tenerissime gamme dei colori e della chiara e diffusa luminosità.
La mostra dedicata a Masolino da Panicale
Un ampio tributo riservato al pittore Masolino da Panicale, il più completo realizzato finora, è la mostra “Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento” presso il Museo della Collegiata di Sant’Andrea e la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, a Empoli, in Toscana.
Quest’ultima custodisce uno dei capolavori di Masolino ovvero il ciclo di affreschi denominato Storie della Vera Croce presente nella cappella di Sant’Elena e per il quale quest’anno ricorrono i 600 anni dalla sua realizzazione.
A Empoli Masolino ha vissuto un periodo decisivo per la sua crescita artistica e per questo la città toscana ha voluto omaggiare il pittore con la più grande mostra realizzata finora in suo onore.
La rassegna riunisce diverse opere provenienti da prestigiosi enti italiani e internazionali tra cui spiccano le Gallerie degli Uffizi e il Museo del Bargello a Firenze, il Museo di San Matteo a Pisa, la Pinacoteca Vaticana, il Musée Ingres di Montauban e altri ancora.
La mostra, dove e quando
Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento, 6 aprile – 7 luglio 2024, Museo della Collegiata di Sant’Andrea (Piazzetta della Propositura, 3) e Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani (via dei Neri 15), Empoli, Toscana. Biglietto intero € 13, ridotto € 10. Ulteriori informazioni sulla mostra le trovi sul sito apposito.



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